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Le foto di cosa vedere e visitare a Vairano Patenora

Vairano Patenora (Campania): il castello e la visita al borgo

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Il comune di Vairano Patenora s’estende nell’area forse più rigogliosa della provincia di Caserta in Campania, nella valle del fiume Volturno che irriga una terra a macchia mediterranea dove presiede anche un lago di origine vulcanica.

Cenni di storia

L’antenato del paese era con tutta probabilità un villaggio ai piedi del Monte Catreola formatosi in piena Età del Bronzo, mentre alcune necropoli rimandano all’Età del Ferro, precedente all’avvento dei Sanniti che si sostituirono agli Opici, i primi a insediarsi in questa zona.

Il Castello di Vairano Patenora

Seguiranno Romani, Longobardi e Normanni, fautori di un primo vero sviluppo urbano iniziato con l’edificazione di una fortezza regia a quattro torri che l’abate di Montecassino Roffredo non riuscì ad avere in concessione causa ferrea opposizione dei vairanesi, che nel 1193 resistettero a un lungo assedio costringendo infine il pretenzioso a battere in ritirata, così come avvenne con le truppe angioine nel 1460, anch’esse rinunciatarie data la strenua opposizione. L’anno dopo fu la volta di Marino Marzano, che quasi distrusse il maniero durante il conflitto con il re Ferrante d’Aragona.

Oggi, tuttavia, il castello gode di ottima salute grazie ai restauri voluti tra il 1491 e il 1503 dal barone Innico II d’Avalos. Al di là di queste turbolenze che si verificarono prima che tramontasse il sistema feudale, il fatto principe della storia vairanese fu l’epico incontro fra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II all’atto dell’Unificazione Italiana che, contrariamente a quanto promulgato dai libri e da cronache cartacee, non sembra avvenne a Teano bensì nella frazione di Vairano Scalo presso la Taverna della Catena – stabile edificato nel 1720 dal duca Domenico Mariconda e oggi monumento - e di ciò ancor oggi gli abitanti del borgo vanno molto fieri sebbene la maggior parte degli italiani non sia a conoscenza della verità dell’ottobre 1960.

Cosa vedere a Vairano Patenora

Insieme al succitato castello aragonese, che domina il borgo campano, nel territorio cittadino di Vairano Patenora prendono posto edifici diversificati tra loro, in particolare i luoghi di culto che oscillano fra vecchio e nuovo, antico e moderno. L’Abbazia della Ferrara risale al 1179 e ospitò Federico II di Svevia, tanto che in un affresco del XIII secolo appare il funerale di Malgerio Sorel, che del re fu fedele vassallo. La Chiesa di San Bartolomeo è del 1310 ma quella che si può ammirare oggi è il prodotto di una riedificazione avvenuta sul finire del Settecento: vi si collocano le spoglie di San Clemente.

Trecentesco è anche il Convento di Sant’Agostino, con il suo affresco raffigurante la Beata Vergine con il Bambino che dorme, opera del XVIII secolo. E’ cinquecentesca la Chiesa della Madonna di Loreto, orfana però di tre begli altari andati purtroppo perduti. Edifici ecclesiastici minori risultano le chiese di San Tommaso (non se ne conosce la data di nascita ma solo quella di intitolazione, il 1777), San Giovanni (1700), Sant’Orsola (1382) e Santa Maria.
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La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano è ubicata a Vairano Scalo ed è l’edificio più moderno (2000) che si fregia di un campanile contenente ben sette campane e di un organo a canne Mascioni opus 1189 del 2011, funzionante a trasmissione mista, tre tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera a 32. Concludono il tour la Chiesa Madre della Madonna del Carmine e la Cappella di San Gennaro, purtroppo lasciata all’abbandono più totale. A Marzanello sussistono pochissime case e la Chiesa di San Nicola, ma nelle vicinanze si trovano la Chiesa di Santa Maria del Monte con il quadro della Vergine, la Fontana del Vallo e la villa romana del I secolo a.C. conosciuta con il nome di “Palazzone”.

Eventi, feste e manifestazioni

Il patrono della città, San Bartolomeo Apostolo, ha una propria festa dedicata in quanto la leggenda racconta di una sua apparizione nel 1195 a un gruppo di pirati saraceni che, giunto nel borgo per saccheggiarlo ma riscontrata la somiglianza di quel vecchio con un’effige scultorea presente nella chiesa principale, decise infine di non procedere palesando acquiescenza a quella visione considerata divina. Si dice, poi, che talvolta in paese si faccia scorgere il fantasma di Carlo II d’Angiò, figura legata al castello aragonese.
Molto reale è invece il circuito automobilistico locale occupante una superficie di 50 ettari per 8 km complessivi di piste, box, officine, tracciati per GT e fuoristrada. Vi si organizzano gare, competizioni e corsi di guida sportiva.

Come arrivare

Si deve percorrere l’Autostrada A1 Milano-Napoli, uscire al casello di Caianello e imboccare la Via Venafrana SS 85 in direzione Venafro fino a Vairano; la stazione di Vairano-Caianello si trova lungo la linea ferroviaria Roma-Napoli; l’aeroporto più vicino è il Capodichino di Napoli.

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