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Palinuro, vacanza nell'esclusiva localitą del Cilento

Palinuro, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Palinuro (frazione di Centola), celebre e mondana località balneare, è a ridosso dell'omonimo promontorio e, secondo il mito, prende nome dal timoniere di Enea che cadde dalla nave tradito dal sonno. Il poeta Virgilio dà una sua interpretazione dei fatti e narra, nel VI canto dell'Eneide, del nocchiero caduto in acqua che nuota per tre giorni ma giunto a riva è assalito e ucciso dagli uomini sulla spiaggia. Gli dei dell'oltretomba, offesi dall'episodio sacrilego, dispongono che il luogo porti per sempre alla memoria la vicenda prendendo il nome dello sfortunato timoniere.
Fuori dal mito, Palinuro fu sito preistorico in fase glaciale, come documentato dai rinvenimenti fossili in zona, in particolare nella famosa cala delle Ossa, con un paesaggio completamente diverso: il mare arretrato di alcune centinaia di metri, nell'attuale specchio d'acqua c'erano boschi ed animali, mentre nelle grotte si riparava 'homo erectus.

Fin dai tempi più antichi, poi, il promontorio era un punto conosciuto per il pericolo che rappresentava sulle rotte verso sud e verso la Grecia. In particolar modo restano testimonianze dei naufragi delle navi romane, e tra l'altro un'ipotesi sull'origine del nome come palin ouros, ovvero "contrario", "che gira, che torna indietro" e "vento"; l'accoppiamento, così usato, ha il significato di spartivento o bufera.
Verso il IV secolo a.c. il punto fu colonizzato dai Focei (i fondatori di Elea-Velia) che eressero un villaggio con annessa necropoli. In età romana fu località di villeggiatura di imperatori e uomini illustri. Purtroppo non sono offerte al visitatore tracce dei si ti, ma i reperti ritrovati nella vasta necropoli (monete, corredi, vasi) e sull'altura della Guardia, sono tuttavia esposti nell'Antiquarium che si trova sul porto. In epoca bizantina l'abitato sulla collina della Molpa fu distrutto. Più tardi, i normanni (XI sec.) ricostruirono la rocca, che venne però attaccata ed espugnata dai saraceni (XV sec.). Il feudo fu poi acquistato da diverse famiglie, e nel 1814 Gioacchino Murat, re di Napoli, fece edificare alcuni fortini per meglio utilizzare le qualità strategiche della zona.

Negli anni Settanta del XX secolo Palinuro diventa località turistica ad opera in primis dell'iniziativa francese (Club Mediterranée, oggi non più attivo); il tranquillo paesino, allora pavimentato di terra e ciottoli, ha avuto nel tempo grandi cambiamenti, che hanno portato nuovi visitatori attratti dalle bellezze di questo tratto di costa, anche incoraggiati dalla sempre più agevole viabilità della zona, che ha molto ridotto i tempi di viaggio.
La marina è molto semplice: un piccolo borgo di pescatori sul porto frequentatissimo e la piccola spiaggia. Eppure, per via delle correnti marine, l'acqua è cristallina e sulla riva si può fare un bel bagno e anche provare a pescare.
Il paese, posto su leggero declivio, è raggiungibile attraverso la bella passeggiata, da cui ammirare la costa a nord, verso la spiaggia di Caprioli, dove il colore arancione delle dune crea paesaggi da Grand Canyon.
Tante scalinate attraversano il centro storico dove si distinguono il palazzo del vecchio Municipio e altri palazzi seicenteschi in pietra. Il paese si dipana su due strade parallele: quella a monte, Corso Indipendenza, è la strada dello shopping dove sono tantissimi i negozi, alcuni autentici bric-à-brac, che offrono una grande gamma di prodotti. Nei bar, con panorama sul porto, è tradizionale l'aperitivo.

I ristoranti della Marina, la strada che si sviluppa appunto lungo la costa, con verande e terrazzi offrono una affascinante sosta serale. Le spiagge, tutte bellissime, sono confortevoli su entrambi i versanti.
La più vicina è quella, verso nord, di Caprioli, dove, alla località "le saline", anticamente si effettuava la lavorazione del sale, e che attualmente si distingue per le grandi bellissime dune di sabbia bianca. I fondali sono rinomati tra gli appassionati di immersioni per la varietà di flora e fauna da osservare ovunque. (Fonte: Regione Campania)
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 Pubblicato da - 19 Agosto 2009 - © Riproduzione vietata

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