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Valmasino: trekking tra sentieri e rifugi alpini

Val Masino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Val Masino è il regno incontrastato del granito, che, nelle sue varietà ghiandone e serizzo, è l'elemento costituente delle formidabili bastionate visibili in Valle di Mello e delle impressionanti vette che non mancano mai di affascinare il visitatore. La flora arborea presenta specie tipiche dell'ambiente alpino con presenza del castagno e della robinia all'imbocco della Valle. Diffusi sono il frassino e l'ontano nero e, salendo di quota, il faggio, l'abete rosso e il larice, per terminare con gli arbusteti, i rododendri, l'ontano verde e le praterie d'alta quota ricche di fiori alpini.GIi animali che popolano le valli sono quelli tipici di tutto l'arco alpino.
Sarà quindi frequente avvistare alle alte quote la marmotta, il camoscio e più raramente l'aquila, mentre da alcuni anni, in Val di Mello, è stato introdotto con successo lo stambecco. La ricchezza di acque e di vegetazione consentono il prosperare di una fauna ricca e variegata: uccelli, piccoli carnivori, rettili e anfibi.

Lo scalatore così come l'escursionista troverà comodi punti di appoggio nei rifugi della Val Masino posti nei siti di maggior interesse alpinistico. Così, chi fosse interessato alle cime della Valle dell'Oro (Ligoncio, Punta della Sfinge, Punta Milano) può raggiungere, con partenza dai Bagni del Masino, il Rifugio Omio, posto a 2100 mt. di quota. Sempre dai Bagni del Masino, la Valle Porcellizzo si apre verso l'impressionante anfiteatro ai piedi di cime stimate tra le più famose al mondo: Pizzo Badile, Pizzo Cengalo, Punta Sertori.

Il Rifugio Luigi Gianetti costituisce il naturale e comodo punto d'appoggio per l'ascensione a queste cime.Tra le numerose valli laterali della Valle di Mello, la Val di Zocca ci porta al rifugio Allievi Bonaccossa, ottima base di partenza per vette ardite: Cima di Zocca, Cima di Castello e Punta Rasica, solo per citarne alcune. Chi invece volesse ascendere la cima più alta del gruppo, il Monte Disgrazia, dovrà salire per la Valle del Sasso Bissolo in auto sino ad una quota di 1950 mt. e da qui proseguire per il rifugio Cesare Ponti (2559 mt) attraversando l'affascinante piana di Preda Rossa. Tutti i rifugi sono disposti lungo il tracciato del Sentiero Roma: gita lunga ma di indubbio fascino, che può essere percorsa a tappe appoggiandosi ai rifugi menzionati, oppure ai numerosi bivacchi opportunamente dislocati nelle valli rimanenti. Non bisogna però pensare che il gruppo del Masino possa essere frequentato unicamente da alpinisti o escursionisti esperti. Diverse località così come i rifugi possono agevolmente costituire la meta per una piacevole e facile passeggiata.

Il "Sentiero Life" è un nuovo itinerario, inaugurato nel luglio 2005, unisce diversi siti fondamentali dal punto di vista naturalistico. Si snoda in 5 - 6 giorni di cammino dalle pendici del lago di Novate Mezzola alla Piana di Preda Rossa, dai 200 mt circa della partenza fino agli oltre 2800 mt della sua punta massima, con una grande varietà di habitat naturali. Realizzato a cura dell'ERSAF (Ente per lo sviluppo forestale ed agricolo) della Lombardia, il trekking si sviluppa a quote mediamente più basse rispetto al noto Sentiero Roma, e può quindi essere percorso a partire dalla primavera, ovviamente, senza dimenticare la dovuta cautela. Scopo principale del Sentiero Life, che unisce nelle sue varie tappe ben cinque Siti d'Importanza Comunitaria, è quello di far conoscere zone finora poco frequentate dagli escursionisti.

Considerato di diritto una delle più belle vie delle Alpi, il Sentiero Roma si sviluppa in una traversata lunga 40 km ad una quota media di 2400-2500 metri di altitudine offrendo ai nostri occhi ampi e affascinanti orizzonti.E' un classico del trekking, inserito tra gli itinerari più famosi e battuti dell'intero arco alpino, che consente di attraversare tutta la testata della Val Masino sfilando ai piedi delle vette più famose (Pizzo Badile, Pizzo Cengalo, Cima di Castello, Monte Disgrazia) e valicando i numerosi passi intervallivi che rivelano ogni volta un nuovo, suggestivo paesaggio. Un'esperienza da vivere per aprire la mente a dimensioni fuori dal tempo.

Il Sentiero dei Ciclopi, che prende nome dai giganteschi massi granitici tra i quali si snoda, è un percorso avventura che ha funzioni principalmente didattiche e naturalistiche. Il tracciato normale, simile ad un labirinto, richiede circa 2 ore di cammino comprese le soste. E' accessibile a tutti e particolarmente gradito ai bambini, che si divertono ad identificare il sasso del Ranocchio, la Tartaruga, l'Albero delle Lucciole e tanti altri ancora. Ben segnalato e privo di difficoltà ha come unica indicazione quella di percorrerlo quando terreno e rocce sono asciutti. Fonte: Regione Lombardia
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