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Brenzone sul Garda, la cittÓ sulla sponda veronese del BenÓco

A quanto pare potrebbero essere stati i Brenni, una tribù germanica stanziatasi sul Monte Baldo e avvezza alle scorrerie e al brigantaggio sul lago, a dare il nome a Brenzone. Il paese è situato a nord ovest rispetto a Verona, a 46 km dal capoluogo, affacciato sulle acque dolci del Lago di Garda, lungo la sponda veronese. Il territorio comunale, poi, comprende il massiccio del monte Baldo e parte della val Vaccara, oltre a 16 frazioni più o meno grandi, situate in parte sul lago (Castelletto, Magugnano, sede del Municipio, Marniga, Assenza e Porto) e in parte sulle prime pendici del Monte Baldo (Biasa, Fasor, Boccino, Venzo, Castello, Zignago, Borago, Pozzo e Sommavilla). Più in alto ci si imbatte in Campo, borgo medievale disabitato, ma ricco di magia ed incanto.

La particolare collocazione di Brenzone, incastonato tra le rive del lago e i pendii scoscesi del Monte Baldo, ha fatto sì che per lungo tempo si siano incontrate serie difficoltà nella realizzazione delle vie di comunicazione terrestri. Fino alla prima metà dell’Ottocento non c’era alternativa alle povere mulattiere e ai sentieri, stretti tra muri a secco, che si snodavano per legare i vari centri abitati. Sviluppate sono invece sempre state le vie di comunicazione d’acqua, che favorivano un rapporto vivo e proficuo tra le sponde opposte del lago.

Finché il turismo non ha preso piede, l’economia del paese di è basata soprattutto sull’allevamento dei bachi da seta, la produzione casearia e la coltivazioni degli ulivi per ricavarne un olio prelibato, vissuto nella tradizione resistendo sino ai giorni nostri. La presenza degli ulivi, come di altri tipi di piante caratteristiche della zona mediterranea, è favorita dal clima di Brenzone, che presenta temperature medie piuttosto elevate e precipitazioni concentrate in primavera e in autunno, grazie all’effetto mitigante delle acque del Garda.

A testimoniare la profonda fede degli abitanti del luogo, legati alle tradizioni e attenti alla dimensione spirituale, varie chiese affiorano dal suggestivo paesaggio circostante il lago, degne di essere scoperte da chi è di passaggio. Una delle più antiche è la Chiesa di San Zeno, detta “de l’oselet”. Pare che la facciata occidentale sia del XII secolo e quella orientale, addirittura, del XI. Del XIII secolo, invece, sono i magnifici affreschi sulla vita di San Giovanni Battista custoditi all’interno, ad impreziosire la struttura a tre absidi e due navate.

Spingendosi nella frazione di Assenza si incontra la Chiesa di San Nicola, la cui antica struttura risale al XIV secolo e i cui archi gotici presentano bellissimi affreschi. Dietro l’altare, fa bella mostra di sé un quadro donato dalla famiglia Ivani, che ritrae una tenera Madonna con Bambino affiancati da San Zeno. Per finire, un’interessante pala di Giovanni Caliari e un maestoso crocifisso del 1500 sono custoditi nella Chiesa di San Giovanni Battista, nel comune di Magugnano, sovrastata da un massiccio e autoritario campanile romanico del 1400.

Ma l’angolo più suggestivo di Brenzone, in cui il tempo pare essersi fermato molti secoli fa, è la piccola contrada di Campo: incastonata tra le rocce protettive di una conca, vegliata da nodosi ulivi secolari, è un borgo di origine medievale raggiungibile dalla mulattiera che unisce Castelletto e Prada. Abbandonata da tempo e ormai fatiscente, Borgo racchiude tutto il fascino di storie antiche dimenticate: intorno ai resti di un castello si stringono le case, con i bei portali in pietra, e la Chiesetta romanica di San Pietro in Vincoli, con il suo interno affrescato.

Nei pressi dell’antica fontana giace la vecchia macina per le olive e i cereali.

Una volta l’anno, da una ventina d’anni, in occasione del lunedì di Pasqua, Campo torna a vivere la vita di un tempo: la gente di Brenzone anima nuovamente il magico luogo, cucinando per tutti i “bigoli con le agole” (gli speghetti con le alborelle) e “of dur” (uova sode).

Altri appuntamenti da non farsi scappare sono: la Regata pazza di Brenzone, che si tiene a Ferragosto dal 1995 e consiste in una gara tra barche realizzate con materiali di recupero; la Ondes de Luy, festeggiata ogni 11 luglio nella Parocchia di Castello di Brenzone con una lunga processione che tocca i paeselli del luogo per culminare in una grande festa serale, animata da musica e balli e ristorata da specialità culinarie tipiche, il tutto incoronato da splendidi fuochi d’artificio. E ancora la festa di San Rocco a Marniga, della durata di vari giorni e culminante nei festeggiamenti del 16 agosto, e la festa dell’Agola, che si celebra a Castelletto il 10 luglio: dopo la Messa della mattina, la sera ci si reca in Piazza Madre Maria Mantovani attendendo il grande spettacolo pirotecnico di mezzanotte.

Per giungere a Brenzone in treno, la stazione più vicina è quella di Verona Porta Nuova o Peschiera del Garda, all'incrocio della linea Milano-Venezia con la linea Roma/Brennero. Se si viaggia in aereo i voli atterrano a Verona-Villafranca, Brescia-Montichiari e Bergamo-Orio al Serio. In auto, chi arriva dal nord, percorrendo l’autostrada A22 Brennero-Modena, deve uscire a Rovereto Sud, lago di Garda nord, per poi immettersi sulla statale SS249 ed attraversare i paesi di Mori-Torbole-Malcesine-Brenzone. Chi viene da sud, invece, se sta percorrendo la A22 Brennero-Modena, deve uscire ad Affi per poi arrivare a Torri del Benaco-Pai-Castelletto-Brenzone.

Arrivando da ovest, se si sta percorrendo la A4 Milano-Venezia, si esce a Peschiera del Garda. Non bisogna entrare nelle mura del fortino, ma girare a destra tenendo il lago a sinistra, seguendo le indicazioni per Gardaland e risalendo tutto il lago fino a Brenzone. Stessa uscita per chi percorre la A4 in senso inverso, arrivando da est: uscita a Peschiera del Garda o, in alternativa, superata l’uscita Verona sud, immettersi sulla A22 Brennero-Modena per uscire ad Affi.
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 Pubblicato da - 27 Ottobre 2008 - ę Riproduzione vietata

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