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Roccamorice, visita al borgo e all'Eremo di San Bartolomeo in Legio

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Uno sperone di roccia si protende verso il vuoto, a fare da soglia tra le opere d’arte testimoni della storia, e la bellezza sublime di una natura incontaminata. Punto d’incontro tra l’opera dell’uomo e l’insuperabile grandezza del paesaggio, su questo trampolino di sassi se ne sta il centro di Roccamorice, pittoresco borgo abruzzese in provincia di Pescara. Compreso nella Comunità Montana della Maiella e del Morrone, il paese è popolato da poco più di mille abitanti, come un villaggio a misura di bambola dove tutti si conoscono almeno di vista, e mettono in comune tradizioni e ospitalità per accogliere al meglio i visitatori, mostrando le bellezze di cui vanno orgogliosi.

Pare che le stradicciole, i monumenti antichi e le case di impianto medievale siano state intagliate direttamente sulla montagna, come sculture affascinanti a stretto contatto con la natura. Qui, tra vicoli serpeggianti, archetti pittoreschi e scalinate, si scoprono testimonianze architettoniche di grande valore, come l’abbazia di Santo Spirito a Maiella. Fondata probabilmente prima dell’anno Mille, l’edificio fu ristrutturato dopo un lungo periodo di inattività ad opera di Pietro da Morone, giunto qui verso la metà del XIII secolo. Immediatamente vi realizzò un piccolo oratorio e una piccola cella per sé, ma a poco a poco conobbe la necessità di ampliare la struttura. Dopo un lento declino, sopraggiunto a partire dal XV secolo, il monaco Pietro da Santuccio riportò l’abbazia all’antico splendore nel XVI secolo. Oggi la costruzione custodisce tante leggende, popolate di diavoli, punizioni esemplari e profanazioni sacrileghe, incentrate soprattutto sulla figura del santo eremita. Da sempre meta di pellegrinaggi, attualmente è visitata da molti devoti in occasione dell’apertura della Perdonanza, il 29 di agosto.

Tra le meraviglia più preziose di Roccamorice c’è poi l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, di origine pressoché sconosciuta, ma probabilmente fondato prima dell’anno Mille. Certo è che delle modifiche furono apportate nel XIII secolo da Pietro da Morrone, ma risalgono a un periodo anteriore le prime frequentazioni, dovute alla presenza di una ricca fonte d’acqua nel sottostante vallone. Sia la sorgente che il ponte sono protagonisti di numerose leggende locali, e ancora oggi si conservano tracce di un antico culto delle acque e di un rito agricolo di origini lontane: tuttora i fedeli raccolgono le acque che percolano all’interno della chiesetta rupestre, e l’esposizione dei taralli rimanda al mondo dei contadini. Ad ornare l’interno ci sono gli ex voto lasciati dai devoti, e molti fedeli si recano qui dai vicini paesi in occasione della processione del 25 agosto.

In effetti tra gli eventi più importanti di Roccamorice c’è proprio questo pellegrinaggio al luogo rupestre. La camminata verso l’eremo comincia presto al mattino, prima che il sole sorga dietro le colline, e il percorso è accarezzato dalla luce tenue e magica dell’alba. Giunti alla chiesetta, dopo una camminata non proprio agevole, è tradizione sostare insieme e abbeverarsi alla sorgente, ritenuta miracolosa. A questo punto si scende a valle tramite la Scala Santa, ricavata nella roccia, fino al torrente Capo la Vena che occupa il fondo verde della valle. Il rito vuole che si faccia colazione ai margini del fiume, prima di risalire all’eremo e riprendere la processione, reggendo a turno la statua di San Bartolomeo e cantando insieme mentre si ritorna a Roccamorice.
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La piccola scultura è finalmente posta sull’altare maggiore della chiesa, dove rimane per due settimane: il 9 di settembre, con un pellegrinaggio simile, la si riconduce all’eremo montano. Altre occasioni di festa e di incontro, legate alle tradizioni antiche del borgo, sono la festa di Sant’Antonio, che si tiene il 13 di giugno; la Festa di San Donato del 26 agosto e infine, l’ultima domenica di agosto, la Festa del Perdono e la Sagra del Rustico.

Ad incorniciare queste atmosfere d’altri tempi, e a rendere il soggiorno a Roccamorice piacevole e rilassante, c’è un clima dolce che sembra fatto apposta per godere del paesaggio. Le temperature medie, sempre piuttosto miti, in gennaio vanno da una minima di 2°C a una massima di 11°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse in primavera e soprattutto in estate, raggiungono la massima concentrazione tra ottobre e dicembre, quando cadono in media 74-77 mm di pioggia al mese.

Per raggiungere Roccamorice ci sono tante possibilità. Chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada Adriatica A14, in direzione Ancona se si viene da nord e in direzione Pescara se si viene da sud, quindi continuare verso Roma, prendere la A25 Pescara-Roma e uscire a Alanno/Scafa. A questo punto si continua sulla SS5 Tiburtina seguendo le indicazioni per Scafa e per Roccamorice. Chi parte da Pescara deve invece prendere la SS16 verso Chieti, proseguire lungo l’autostrada A25, uscire ad Alanno/Scafa e seguire ancora una volta le indicazioni per Scafa e Roccamorice. Per chi preferisce il treno c’è la stazione ferroviaria di Scafa San Valentino-Caramanico Terme, nel comune di Scafa a circa 8,5 km da Roccamorice, lungo la linea Roma-Pescara. Da qui si prosegue fino alla meta con gli autobus delle Autolinee regionali Arpa, che collegano giornalmente Roccamorice con Pescara, Roma, L’Aquila, Sulmona e Chieti. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Pescara, Roma Ciampino e Roma Fiumicino, rispettivamente a 34 km, 185 km e 214 km.
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