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Pietracamela, visita al borgo e al Gran Sasso d'Italia

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Dal fondo acciottolato dei vicoli ai piccoli balconi che si sporgono dalle case, dalla cornice di montagne grandiose che mettono un po’ in soggezione alle distese vellutate dei prati, ogni centimetro di Pietracamela merita senza dubbio di far parte del Club dei Borghi più Belli d’Italia. E l’aggettivo “bello” è riduttivo per questo paese di bambole dell’Abruzzo, in provincia di Teramo, incluso nella Comunità Montana del Gran Sasso: è timido e discreto anche se potrebbe permettersi la superbia delle città più importanti, e i 300 abitanti che lo popolano sono pronti ad accogliere con un’ospitalità squisita i visitatori.

Sarà per il panorama idillico che si scorge sullo sfondo, per l’atmosfera un po’ magica o per il particolarissimo dialetto pretarolo, diverso da quello dei paesi vicini: fatto sta che Pietracamela si presenta come un’oasi di pace e serenità, lontana anni luce dalla frenesia di ogni giorno. Incastonata alle falde pittoresche del Gran Sasso, protetta dai roccioni che circondano i prati retrivi della zona, Pietracamela è tra le località più elevate della provincia, ed è intrisa di tutto il fascino che i borghi di montagna portano nel cuore.

Raggiungendo il paese si ha subito la sensazione di aver fatto un viaggio all’indietro nel tempo: molte abitazioni risalgono al Cinquecento o addirittura al secolo precedente, e tra le loro pareti risuonano le storie, le nenie e le leggende di un tempo dimenticato. Spesso sono sussurrate nel dialetto locale, che aumenta l’incanto di questo mondo a sé. Con un passato così lungo alle spalle, la cittadella è ricca di testimonianze storico-artistiche che i secoli hanno seminato lungo il cammino del tempo. Entrando nel borgo ci si imbatte subito nella vecchia torre, ora diventata casa del canonico, fondata nel 1550, mentre a breve distanza c’è la Chiesa di San Donato del 1530 circa.

Dello stesso anno è la chiesa di San Rocco, mentre risale al lontano 1432 la chiesetta intitolata a San Giovanni. Quella di San Leucio, patrono cittadino, contiene alcune opere di grande pregio come il magnifico organo ligneo e una raffinata acquasantiera, decorata con le sculture degli animali acquatici tipici del territorio. In realtà basterebbero le semplici abitazioni a fare di Pietracamela un piccolo gioiello. Lungo le stradicciole del centro antico se ne stanno allineate le case in pietra di una volta, rimesse a nuovo grazie a un’importante opera di valorizzazione ma ancora caratterizzate dalla semplicità originaria. Da non perdere la quattrocentesca casa de Li Signuritte, con le bifore e il bel crocifisso in maiolica, e la casa di Don Ioani, riconoscibile dallo stemma civico e le iscrizioni incise nella pietra.

Ma alcuni dei tesori più preziosi li si deve alla natura circostante, che regala a chi visita Pietracamela scenari sensazionali, tanto in estate quanto in inverno. Superando Pietracamela e salendo fino a 1450 metri di quota si giunge a Prati di Tivo, la stazione sciistica più attrezzata del Gran Sasso, con strutture alberghiere confortevoli, 6 impianti di risalita all’avanguardia, 12 km di appassionanti discese e 4 km di piste di fondo. Grazie alla seggiovia si può raggiungere la “Madonnina”, a 2000 metri di altitudine, da cui partono i sentieri escursionistici diretti alla sommità del Gran Sasso e verso altre zone estremamente suggestive.

Se il paesaggio è tanto meraviglioso è merito anche del comune cittadino, che nel 1991 ha istituito la Riserva Naturale Corno Grande di Pietracamela, affidando al CAI la tutela di oltre 2200 ettari di ambiente montano. A popolare le foreste è stato reintrodotto, da qualche anno, il camoscio d’Abruzzo, e se si è fortunati può succedere di scorgere qualcuno dei trenta esemplari che corrono liberi tra le balze rocciose. Il paesaggio montano è anche protagonista di una delle manifestazioni più attese di Pietracamela. Si tratta della Marcia dei Tre Prati, un percorso non competitivo di carattere ecologico che ha luogo su un sentiero di 15 km, tra i Prati di Tivo e il Prati di Intermesoli sino a Prato Selva, nel vicino comune di Fano Adriano.
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Dopo tanto passeggiare ed esplorare, i più golosi potrebbero iniziare a sentire un certo languorino, che le specialità tipiche di Pietracamela saranno pronte ad appagare. Tra i piatti della tradizione ci sono i maccheroni alla chitarra, di pasta ruvida, dalla tipica forma quadrata e lo squisito condimento di carne. La versione originale vuole che la carne si presenti a “pallottine”, piccole polpette preparate a mano, una ad una, nelle piacevoli serate prefestive.

Un’opera d’arte della buona cucina sono anche i Calcionetti, o Caggionetti, dolci invernali a forma di raviolo: fuori un impasto leggero di acqua, farina, tuorlo d’uovo e un filo d’olio; dentro, come una sorpresa inaspettata, un ripieno di farina di castagne o di ceci con cioccolato, rhum, miele, vaniglia, mandorle e cedro candito, da leccarsi i baffi.

Chi sente già l’acquolina in bocca può raggiungere Pietracamela con diversi mezzi. Chi viaggia in auto può prendere l’autostrada A24 e uscire a Colledara-San Gabriele-Prati di Tivo, proseguendo per circa 10 km su una bella strada panoramica finché non si arriva in paese; in alternativa si può viaggiare sulla A14, uscire a Mosciano-Sant’Angelo-Giulianova-Teramo e continuare verso Teramo, poi per Montorio al Vomano, quindi seguire la SS80 fino al bivio per PIetracamela e Prati di Tivo.

Se si sceglie il treno si può scendere alla stazione ferroviaria di Teramo, a circa 33 km dalla meta, e proseguire con gli i mezzi delle Autolinee Arpa. Gli aeroporti più vicini, per finire, sono quello di Pescara e quello di Ancona, rispettivamente a 84 km e 173 km.

Arrivati a Pietracamela si presenta un inatteso clima mite, molto piacevole per una località di montagna. Gli inverni non sono rigidi: le temperature scendono solo quel tanto che basta per garantire qualche nevicata, per la gioia degli sciatori. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, variano tra una minima di 2°C e una massima di 11°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 29°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo tra ottobre e dicembre, quando cadono in media 74-77 mm di pioggia.
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