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Vacanza a Cefalý sulla costa nord della Sicilia

Cefalý, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cefalù, sede vescovile in provincia di Palermo, pittoresca cittadina di antica origine, si trova sopra un promontorio della costa settentrionale della Sicilia, ai piedi di un'immane roccia, ed è famosa per la sua cattedrale. Oltre ad essere conosciuta per il suo centro peschereccio eccellente è anche notevole stazione balneare. Stagliata contro il mare verdazzurro, la prepotente bellezza della sua roccia a forma di testa, contrassegna inequivocabilmente il sito.

Venne fondata nel V secolo a.C. in un sito certamente abitato fin dalla preistoria, come testimoniano le tracce rinvenute nelle grotte sul versante orientale della rupe Kefaloidon, come la chiamarono i greci. Nonostante la sua storia parli attraverso i resti di mura megalitiche, non rimangono tracce consistenti della sua materia urbana. I normanni la strapparono agli arabi nel 1064 e ne distrussero la veste orientale, ricostruendola completamente.

Cefalù diventerà il simbolo della Cristianità restaurata nell'occidente dell'isola e soprattutto, il simbolo della potenza e della determinazione normanna. Fra il Cinque e il Seicento si completa il disegno del centro urbano. Con la fine del regime feudale, nell'Ottocento, comincia per Cefalù, come per tutto il mezzogiorno d'Italia, una profonda crisi economica. La conseguenza urbanistica è l'abbandono, da parte delle famiglie in decadenza, degli edifici da esse abitati o sovvenzionati. Nel corso del tempo si è ripresa e a oggi la sua appariscenza ne determina un successo evidente.

La sua mole così imponente, le sue torri piramidate così presenti, in ogni scorcio, da ogni punto si osservi la città ancor prima di entrarvi, funzionano come una calamita che attira immediatamente lo sguardo e l'interesse. Era questo per altro l'intento di Ruggero, ossia che tutto ruotasse intorno alla gran fabbrica del Duomo e infatti, è inevitabile per ogni turista cominciare l'itinerario alla scoperta di Cefalù proprio da questo complesso.

La Cattedrale: voluta da Ruggero II, secondo la leggenda come voto per grazia ricevuta in seguito ad essere scampato dalla tempesta approdando a Cefalù, la basilica venne iniziata nel 1131. L'edificio si trova "fuori scala" rispetto al tessuto urbano circostante, di tono provinciale e non imperiale, tanto da far pensare che fosse questo il primo passo per l'edificazione di una nuova città di dignità pari a quella, se non di Palermo, almeno di Messina.

Le due torri le conferiscono un aspetto al tempo stesso affascinante e preoccupante. L'illusione ottica le fa convergere, in alto, una verso l'altra, attenuando in qualche modo la massa squadrata e compatta del prospetto principale. Osservando l'esterno si notano le merlature, di dubbia datazione, nonché le absidi laterali che presentano motivi decorativi ad archi intrecciati, frequenti nell'architettura siciliana del tempo, mentre l'abside centrale ha lesene goticheggianti ad archi piani.

All'interno si trovano "Bagliori d'oro vecchio bizantino" secondo una felice espressione di Vincenzo Consolo: i mosaici brillanti, infatti, richiamano la luce di un sole siciliano. Si tratta di soggetti che incarnano la Divinità che ha fattezze puramente siciliane, con capelli biondi come i normanni, ma barba e sopracciglia folte e nere come gli arabi, naso dritto e sottile come i greci. Questi sono datati al secolo XII e non hanno mai subito manomissioni nel corso dei loro otto secoli di vita. La Cattedrale domina la Piazza del Duomo e termina in corrispondenza dei primi contrafforti montuosi.

Dalla Piazza del Duomo si snoda la via principale della città, Corso Ruggero, che di fatto suddivide il centro di Cefalù in due zone ossia una bassa più regolare ed una più ripida che s’appoggia alla rupe con vicoli stretti. Qui le architetture originali si alternano ai rifacimenti, rendendo il fronte stradale di difficile lettura. Va comunque sottolineato il curioso denominatore comune delle mensole dei balconi, tutte in ferro o in ghisa, siano esse applicate ad edifici medievali o contemporanei.

Sempre vicino al centro nevralgico di Piazza del Duomo si trova Bastione di Marchifava, sita in vi Carlo Ortolano di Bordonaro, figura di nobile seicentesco di Cefalù. La strada, fiancheggiata da bassi edifici, segue l'andamento della costa e vanta una vista magnifica. Dal molo del porticciolo si può osservare il caratteristico fronte a mare della città murata, con le case dei pescatori e gli archi ogivali che fanno da ricovero alle barche.

Da Piazza Garibaldi una stradina si inerpica verso la cosiddetta La Rocca, lo sperone roccioso che domina l’abitato. Su questo contrafforte si trovano resti di antiche fortificazioni e di un tempio dedicato alla Dea Diana, massiccia costruzione in opera poligonale megalitica d'epoca greca arcaica. Anche se faticosa, soprattutto in agosto, la scalata qui è d'obbligo. Come un rilievo estratto a traforo dalla roccia, Cefalù rivela la sua trama urbana: il rosso dei tetti e il giallo delle pietre del Duomo con l'azzurro intenso del mare di scogli, compongono memorabili contrasti. Sull'orlo dello strapiombo rimangono i resti, più volte rimaneggiati, della fortificazione di probabile epoca bizantina.

I più appassionati di storia dell'arte poi ammireranno sicuramente il Museo Mandralisca che, tra le varie opere, conserva anche una mirabile tela di Antonio Messina, il "Ritratto di Ignoto". Questo polo è ormai un'istituzione pubblica anche se nasce dall'amore per l'arte e la scienza di Enrico Piraino, barone di Mandralisca, che visse la sua maturità a Cefalù negli anni a cavallo dell'unità d'Italia. Uomo dai molteplici interessi, il Mandralisca collezionò per il proprio piacere intellettuale, marmi antichi, monete e pitture oltre alle conchiglie che costituirono l'oggetto principale dei suoi studi, malacologici appunto. Interessanti anche, fra le ceramiche di manifattura greca, il celebre cratere con il venditore di tonno e il monetario.

Altri monumenti da visitare sono L'Osterio Magno, dimora di Ruggero di cui oggi è visibile solo una torre ornata di trifora e due bifore. Importanti poi altri resti di costruzioni arabe come per esempio il celebre Lavatoio. Nei dintorni di Cefalù tra le escursioni più quotate vi è poi quella al Santuario di Gibilmanna, del XVII-XVIII secolo, in bella posizione sulle boscose pendici del Pizzo S.Angelo, meta di pellegrinaggi da tutta la Sicilia.

Infine, vi sono poi documenti archeologici che testimoniano come questi luoghi fossero abitati ai tempi dell’età del Bronzo, vista la posizione strategica del sito. Attualmente Cefalù, località dalla vocazione prettamente turistica, si presenta con acque limpide, la costa che alterna sabbie fini a scogliere rapide e i vicini monti delle Madonie, che concedono la possibilità di rinfrescarsi dal caldo estivo, potendo ammirare panorami stupendi.
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 Pubblicato da - 26 Ottobre 2008 - © Riproduzione vietata

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