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Borba: visita alla cittą, ai suoi monumenti e alla Festa del Vino

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La nascita di Borba risale a tempi molto antichi, quando la Penisola Iberica era occupata da tribù galliche celtiche, ma la sua importanza e il suo sviluppo sono strettamente legati alla Riconquista cristiana e alla difesa del territorio.

Borba fu conquistata ai mori dai cristiani nel 1217, sotto il regno di D. Afonso II. Come simbolo di una nuova vittoria della Riconquista Cristiana in questa parte di territorio, Alfonso II fece costruire il Castelo de Borba. Nel 1302, il re D. Dinis, preoccupato del mantenimento delle frontiere del Portogallo, fece eseguire delle opere di manutenzione che interessarono il castello e rafforzare le mura che lo circondavano, così come nella maggior parte delle città e dei fortini militari del tempo.

Il castello, di pianta quadrangolare, fu costruito su un progetto di Domingos Salvador e Rodrigo Fernandes e obbediva alla tipologia delle fortificazioni dell’epoca presenti nella regione: spesse pareti, mura coronate da merlature gotiche e fortificate lungo tutta la loro estensione, e fossato poco pronunciato. La stabilità economica e sociale finì per ridimensionare la funzione difensiva del castello e per ridurre la necessità di rafforzamento di quest’opera militare, facilitando l’integrazione dell’edificio tra le case della città.

Attualmente sono ancora visibili tratti di mura, due porte (porta do Celeiro e de Estremoz) e la massiccia Torre de Menagem (mastio), che si stagliano nel paesaggio urbano di Borba, Nella facciata sud ci si imbatte in una grossa pietra la cui iscrizione, in portoghese arcaico, conferma l’azione di D. Dinis e la paternità dell’edificio.

La cittadina tornò a svolgere un importante ruolo nella difesa del territorio nel XVII secolo, durante le Guerre di Restaurazione dell’Indipendenza del Portogallo contro la Spagna. Nelle immediate vicinanze, a Monte Claros, si svolse l’ultima grande battaglia, nel 1665. La vittoria portoghese fu ricordata con una targa commemorativa e con la costruzione di un eremo, l’Ermida de Nossa Senhora da Vitória.

Un’attenta passeggiata rivelerà la predominanza in città del marmo, nelle cornici di porte e finestre, nei camini traforati, nelle targhe delle strade e nei monumenti. Il fatto si spiega con l’esistenza nella regione di cave di marmo di grande qualità. L’Igreja Matriz (sec. XV), l’Igreja de São Bartolomeu (sec. XVI), il Convento das Servas de Cristo (sec. XVII/XVIII) o la Fonte das Bicas (sec. XVIII) sono ottimi esempi del suo utilizzo.

Vicino ai Paços do Concelho (municipio), al di fuori del perimetro delle mura, si innalza l’“Igreja Matriz” di Borba, consacrata a Nossa Senhora das Neves. Fondata nel 1420, come conferma una lapide situata all’interno del tempio, da Frei Fernandes Rodrigues de Sequeira, gran maestro dell’Ordine Militare di Avis, fu ricostruita nel XVI secolo, quando il Mestrado de Avis fu integrato nella Corona portoghese dal re D. João III. Nella facciata, si distingue il portale rinascimentale in marmo della regione. La torre campanaria fu costruita in epoca successiva, nella seconda metà del XVIII secolo, dopo la distruzione causata dal terremoto del 1755.

L’interno a tre navate è arricchito dal marmo, presente nelle colonne e nella decorazione degli altari laterali, nonché dal rivestimento di azulejos delle pareti, datato 1650. Sul lato del Vangelo, si trovano tre cappelle: la Capela de Nossa Senhora do Bom Sucesso, la Capela das Almas e la Capela do Anjo da Guarda (trasformata in Battistero). Sul lato destro, quello dell’Epistola, si trovano invece la Capela de Nossa Senhora do Rosário, la Capela da Misericórdia e la Capela de Nossa Senhora da Conceição.

L’“Igreja de S. Bartolomeu”, situata nella frazione che porta lo stesso nome, è un edificio della seconda metà del XVI secolo, costruito su un piccolo eremo quattrocentesco. Di struttura semplice, la sontuosità e l’eleganza del marmo si rivelano negli alatri, tavoli, portici, fontane e lavabi che si trovano all’interno.

... Pagina 2/2 ...All’esterno, si segnala il portale rinascimentale di marmo, i cui bassorilievi posti alla base delle colonne laterali illustrano scene del martirio di S. Bartolomeo.

In alto, in una nicchia, è possibile ammirare un’immagine del santo devoto, in marmo policromo del XVII secolo. Si noti inoltre la curiosa torre campanaria, con cupola a bulbi e bandiere ai quattro angoli. Nella facciata est si apre un portale simile a quello principale, sovrastato da una nicchia con un’immagine dell’Immacolata Concezione, anch’essa di marmo.

Il tempio merita una visita per il suo interno, che conserva interessanti esempi delle arti decorative portoghesi. La navata unica divisa in tre sezioni, è coperta da una volta a nervature, completamente dipinta con ricchi motivi grotteschi. Le pareti laterali, dove sono state ricavate sei cappelle, sono rivestite da pannelli di azulejos dal curioso motivo a “maçaroca de milho” (pannocchia di miglio), risalenti al XVII secolo.

Il passaggio per la cappella maggiore avviene attraverso un elegante arco trionfale di marmo bianco e nero della regione. Vi si può ammirare un interessante retablo ligneo intagliato e dorato. Sul soffitto, affreschi in tema con quelli della volta del corpo principale della chiesa. Il rivestimento delle pareti, anch’esso di marmo della regione, fu collocato durante il regno di D. João V, nel 1730 circa, per sostituire quello precedente, di azulejos.

Il Convento das Servas de Cristo, appartenente all’Ordine di Santa Chiara, fu costruito nel XVII secolo e le opere ebbero luogo tra il 1604 e il 1644. È uno degli esempi di quell’architettura regionale, dalla struttura semplice e dai volumi alquanto soavi e discreti, nota in Portogallo con il nome di “estilo chão”.

La chiesa, cui si accede da un ingresso laterale caratteristico degli ordini di clausura, è interessante per la decorazione interna. Le pareti laterali dell’unica navata sono infatti rivestite da azulejos de padrão del XVII secolo mentre la volta è ricoperta da affreschi. Da notare, sopra uno degli stipiti, l’esistenza di una mensola di marmo, in stile transitorio barocco-rococò, recante la lode di una delle abbadesse, D. Isabel da Natividade, e lo scudo reale di D. João V. Sull’altare maggiore, situato su un piano superiore rispetto al resto della chiesa, si può ammirare un’interessante pala rinascimentale, in cui l’intaglio ligneo si coniuga armoniosamente con i dipinti su tela. Osservate le curiose forme femminili con cui terminano le colonne.

Negli edifici del convento, vi è un chiostro, tra i più grandi del paese. Annessa alla chiesa, si può ammirare la Cappella da Ordem Terceira de São Francisco (XVII-XVIII secolo) con ingresso dall’esterno.

Visitare Borba a novembre, durante la Festa del Vino è un’ottima idea. È anche l’epoca ideale per assaggiare il vino prodotto in questa regione vitivinicola e per conoscere l’artigianato e la gastronomia locali.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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