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Avis (Portogallo) il suo ordine religioso e militare, il convento e il castello

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Questa pittoresca cittadina alentejana, dalle strade strette e dalle case di calce bianca che si arrampicano sulla montagna, conserva la memoria dell’antico e potente Ordine Militare di Avis. Dopo essere stata conquistata ai Mori nel 1211, D. Afonso II la donò a Fernando Anes, Mestre dos Freires de Évora, futuro Ordine di Avis, con il proposito di popolare quelle terre e di erigervi un castello, come avvenne tra il 1214 e il 1233. Nel visitare la città, vedrete tre delle sue torri originarie - quella della Rainha, di Santo António e di S. Roque - oltre ad alcuni tratti della cinta muraria medievale che si confondono con le case. In cima a un’altura di granito, circondata dalle acque di un ruscello, nasceva quindi Avis, sotto l’ala protettrice del Convento dell’Ordine che le diede il nome.

L’origine dell’Ordine dei cavalieri di S. Bento de Avis risale all’epoca della Riconquista cristiana, alla metà del XII secolo; l’ordine si insediò a Évora, inizialmente con il nome di “Freires de Évora” (frati di Évora), dopo che la città era stata conquistata ai Mori. Dipendente dall’Ordine spagnolo di Calatrava, per un periodo si chiamò Milizia di Évora dell’Ordine di Calatrava, ma in seguito se ne allontanò per prendere il nome definitivo di Ordine di Avis quando, nel 1211, D. Afonso II donò ai frati la località di Avis, a condizione che la popolassero e vi erigessero un castello. Il primo maestro dell’ordine fu Fernão de Anes (1196-1219), al quale si deve l’edificazione della città e del castello, mentre l’ultimo fu Fernão Rodrigues de Sequeira, che morì nel 1433 e le cui spoglie riposano all’interno della chiesa conventuale.

La grande personalità dell’Ordine fu però D. João, Mestre de Avis, figlio bastardo di D. Pedro I, messo sul trono del Portogallo per volontà del popolo dopo l’interregno del 1383-1385. Il nome dell’Ordine sarebbe così rimasto legato alla dinastia degli Avis, la più importante tra quelle portoghesi, a cui si deve la strategia che fece nascere in Portogallo quella vocazione all’espansione atlantica che sarebbe culminata nell’epoca delle Scoperte. Il regno di D. João I mise fine all’era dei maestri eletti dai capitoli dell’ordine, che passò ad avere governatori e amministratori scelti dalla Corona, il primo dei quali fu uno dei figli dello stesso re, D. Fernando il Santo, che morì martire a Ceuta. I frati usavano portare un manto bianco chiuso da lacci lungo fino ai piedi e una croce verde completata da fiori di giglio, insegna dell’Ordine.

Entrate in Largo do Convento dalla Porta della città, vicino alla Torra da Rainha, per avere un bel panorama della pianura che si stende a perdita d’occhio.

Nel centro storico, visitate la chiesa e parte degli annessi dell’antico Convento dell’Ordine Militare di S. Bento de Avis, oggi restaurato. l complesso monumentale costituito dalla chiesa, dalla sacrestia, dalla sala capitolare, dal refettorio, dal chiostro e dalla torre campanaria fu il punto di riferimento dell’Ordine di Avis sin dal XII secolo. Al tempio si accede attraverso un maestoso portale di marmo, che reca al centro lo scudo reale del 1717; da segnalare inoltre le insegne dell’Ordine una croce con bracci adornati da gigli incise nella pietra in una delle pareti esterne.

Entrando all’interno, a navata unica, la cappella sul lato destro è interamente rivestita di azulejos gialli e azzurri. La chiesa conserva, tra le altre opere, il bel sepolcro di marmo di Fernão Rodrigues de Sequeira, ultimo gran maestro dell’Ordine di Avis. Nella cappella maggiore, spicca un magnifico esempio di retablo ligneo barocco; si consiglia di salire fino al coro superiore per ammirare gli stalli di fine Seicento, considerati una delle più pregevoli opere dello stile rocaille portoghese. La sacrestia, rinascimentale, è sormontata da una bella volta i cui cunei poggiano su mensole di pietra delicatamente lavorata. L’antico dormitorio situato al piano terra ospita il “Museu Municipal de Avis”, che racconta la storia della regione attraverso reperti archeologici, in particolare romani, oggetti di artigianato e repliche di monumenti.
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L’edificio accanto al convento, attualmente occupato dal Palazzo municipale, un tempo faceva parte della residenza dei Maestri dell’Ordine. Dirigetevi a sinistra, di fronte alle scale del giardino municipale troverete l’originale palo della gogna, decorato da maschere e mascheroni. Completa l’insieme un’aquila nell’atto di distendere le ali, simbolo della città. Merita una visita anche l’Igreja Matriz (XV secolo), rivestita internamente da azulejos policromi del XVII secolo.

Dell’edificio originario che costituiva il Castello di Avis, rimangono tre delle sue sei torri, la Torre da Rainha o del Convento (torre della regina o del convento in prossimità delle porte dell’Angelo e dell’Arco), la Torre de Santo António (a ovest) e la Torre de S. Roque (a nordest), oltre ad alcuni tratti di mura integrate nelle costruzioni cittadine.

Lasciatevi catturare dal fascino delle sue strade strette dal sapore medievale e dal candore delle sue basse case, tipiche dell’architettura alentejana, e riposate nel piccolo ma incantevole Jardim do Mestre de Avis, lasciando vagare lo sguardo sulla città ai vostri piedi e sull’immensa pianura.

Nei dintorni, è d’obbligo una vista al bacino del Maranhão, opera degli anni Cinquanta destinata all’irrigazione, dove si possono praticare svariati sport. Dal belvedere si gode una magnifica vista sulle acque di questo lago artificiale e sui pascoli e le montagne circostanti.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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