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Castelo de Vide: week end in cittą e nella sua Judaria (Ghetto)

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Il castello, circondato da un agglomerato di case candide, risalta nel paesaggio circostante ed è indubbiamente la prima cosa che colpisce il visitatore. Dall’alto, la pianura alentejana rivela tutto il suo splendore. Piccoli villaggi punteggiano campi che si estendono a perdita d’occhio. A soli 20 km di distanza, si scorge Marvão e poco lontano si avvistano le terre di Spagna.

Sul versante nord, tra il castello e la Fonte da Vila, strette stradine delimitano il nucleo storico della Judaria, il quartiere ebraico, La Judaria di Castelo de Vide è uno dei più importanti esempi della presenza degli ebrei nel nostro paese, risalente al XIII secolo, al tempo di D. Dinis. La città possiede una delle Judarias meglio conservate del Portogallo, caratterizzata da una delle maggiori raccolte di architettura civile del periodo gotico.

Il modo migliore per visitare il Ghetto di Castelo de Vide è una passeggiata a piedi. Dalla piazza principale D. Pedro V, proseguite lungo Rua de Santa Maria fino al Castello, di cui vi consigliamo la visita. Scendete quindi lungo il versante nord (sul lato sinistro), per scoprire i segni di un passato ancora visibile, ma che qui si distinguono per la discrezione. Le vie, di tracciato medievale, rivelano nella toponimia la presenza ebraica: Rua da Judaria, Rua Nova, dove vivevano gli ebrei conversi chiamati “cristiani nuovi”, Rua do Arçário, il tesoriere della comunità, e Rua das Espinosas, in onore del filosofo del XVII secolo Spinoza, figlio di un abitante di Castelo de Vide.

Nel Ghetto, osservate gli edifici. Al pianterreno, due porte comunicano con l’esterno. In queste abitazioni, solitamente in granito, una di esse dava sulla loggia dove si svolgeva l’attività commerciale, mentre l’altra si affacciava su alcuni gradini, attraverso i quali si accedeva ai due piani superiori, destinati ad un uso abitativo. Nelle porte, che conservano ancora la struttura gotica a ogiva, si possono ammirare i simboli scolpiti e sulla soglia a destra, piccole fessure profonde circa 10 cm. Sono i mezuzot (plurale di Mezuzah), segni evidenti del culto ebraico, in cui i giudei inserivano una piccola pergamena recante una professione di fede, con il nome di Dio su uno dei lati e il Semah sull’altro, nome dato alla prima frase del Libro del Deuteronimo che significa “ascolta”.

All’incrocio di Rua da Judaria con Rua da Fonte si trova l’antica Sinagoga, luogo di riunione della comunità e al contempo scuola ebraica. Per quanto ne sappiamo, nel XII secolo era una semplice casa, trasformata in tempio nel XIV secolo. Nel XV secolo, con l’Editto di espulsione degli ebrei, tornò a essere un’abitazione. All’interno di una parete sono stati rinvenuti un tabernacolo e un reggilibro che ne confermano l’antica funzione. Il tabernacolo, diviso in due parti, serviva per conservare i manoscritti sacri e l’olio santo utilizzato durante le celebrazioni religiose. Il reggilibro, a sinistra, aveva il compito di sostenere le Sacre Scritture. Sempre nel Ghetto, la prima casa di Rua do Arçário racconta un’altra storia. Vi viveva la levatrice o “colei che soffoca”, così chiamata per il suo potere di dare o togliere la vita. Sulla finestra più alta, si vedono ancora i sostegni in granito di uno stenditoio dove si lasciavano i panni da parto, per informare chi attendeva fuori di ciò che accadeva all’interno dell’edificio. Scendendo lungo il lato nord, l’itinerario terminerà inevitabilmente nel gradevole piazzale della Fonte da Vila, uno dei limiti del Ghetto.

Vagate per le stradine scoscese, lasciandovi catturare dal fascino della sua memoria medievale.
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Castelo de Vide possiede tuttavia anche altri monumenti che meritano una visita. Stiamo parlando, per esempio, della Capela do Salvador do Mundo (della fine del XIII secolo), rivestita internamente da pannelli di azulejos azzurri e bianchi, o della Capela de São Roque, edificata nel XV secolo e ricostruita nel CVIII: solo due delle 24 chiese esistenti. Se ancora avete tempo e voglia, potete salire sulla cima che si trova di fronte a Castelo del Vide, dove si erge la Capela de Nossa Senhora da Penha, per ammirare la città da un’altra prospettiva.

Da non perdere anche la Fonte (fontana) da VIla. Di forma quadrangolare, la Fonte da Vila de Castelo de Vide fu edificata nel XV secolo. È ricoperta da una tettoia sostenuta da colonne di marmo, con copertura piramidale sulla cui cima è posta una pigna. Su ciascun lato, si possono ammirare lo stemma del Portogallo e quello del municipio.

Castelo de Vide è sempre stata famosa per le sue bellezze naturali, in particolare per le sue terme, le cui acque possiedono proprietà terapeutiche. Le sorgive sono numerose, ma quelle della Vila e della Mealhada sono le più conosciute. Ma attenti: i detti popolari narrano che chi beve l’acqua della Fonte da Mealhada tornerà a Castelo de Vide per sposarsi!

Un ottimo periodo per visitare Castelo de Vide è la Pasqua, leggete la nostra guida per sapere il perchè.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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