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Ponte da Barca, il Castelo do Lindoso e l'Alto Minho

Situata in una regione lussureggiante sulle rive del fiume Lima, si pensa che Ponte da Barca debba il suo nome all’imbarcazione che collegava le due sponde, prima che fosse costruito il ponte, nel XV secolo. La regione era anticamente conosciuta come Terra da Nóbrega o Anóbrega, forse dal nome romano"Elaneobriga".

Il centro storico della città, con le sue case nobiliari (alcune adattate per il Turismo de Habitação, ovvero Alloggi presso Privati) e i suoi bei monumenti datati XVI-XVIII secolo, merita una visita attenta, così come i suoi dintorni, in particolare la chiesa romanica di Bravães, del XIII secolo, e il Castelo del Lindoso, anch’esso del XIII secolo, che ebbe un ruolo importante nella difesa della regione. Si narra che il re D. Dinis, alla sua prima visita nel territorio di Lindoso, lo trovasse “tanto allegro e bello da chiamarlo Lindoso”. In realtà sembra che il nome derivi dal latino “Limitosum”, che significa limite. Il borgo è situato su un versante scosceso di una stretta gola nella vallata del fiume Lima ed è coronato da un castello, di cui si fa menzione in documenti del XIII secolo.

A causa della sua ubicazione geografica in prossimità della frontiera, il luogo ha sempre rivestito un’importanza militare strategica per il Portogallo, in particolare durante la Guerra di Restaurazione tra il Portogallo e la Castiglia, nel 1640. La fortezza, alternativamente nelle mani degli spagnoli e dei portoghesi, rimase definitivamente in mano portoghese solo nel 1663 e nella fase finale del conflitto fu trasformato in un fortino, le cui pareti e garitte sono tuttora intatte. Accanto, si trova un interessante complesso di depositi di granito, dove si conservavano i cereali della comunità.

La già ricordata Igreja de São Salvador de Bravães, è considerato uno dei più pregevoli monumenti romanici per la sua particolare densità scultorea. Il tempio romanico, importante soprattutto per il suo portale ogivale, con cinque archivolti decorati, ha capitelli, fusti e timpani decorati da una grande varietà di motivi, dal forte peso simbolico. La sua costruzione si deve a D. Vasco Nunes, ricco portoghese vissuto all’epoca di Afonso VI di León e Castiglia, che alla fine dell’XI secolo avrebbe fondato un monastero benedettino. Nel XV secolo il monastero fu chiuso e trasformato in chiesa parrocchiale.

L’edificio attuale, pur essendo stato sottoposto ad alcune modifiche, risale essenzialmente al XII secolo, con arricchimenti nella decorazione interna del XV e XVI secolo; nonostante i cambiamenti apportati, sono state mantenute proporzioni equilibrate e armoniose. Considerata uno dei capolavori dell’arte romanica portoghese e classificata Monumento Nazionale, l’Igreja de São Salvador de Bravães è un monumento di innegabile significato storico regionale e di eccezionale valore scientifico e patrimoniale.

Ponte da Barca fa parte della regione vinicola a denominazione delimitata dei Vinhos Verdes. Parte del territorio comunale è inserito nel "Parque Nacional da Peneda-Gerês”, che offre eccellenti opportunità per praticare attività sportive e ricreative. Concedetevi un viaggio rinvigorente nelle serre di Soajo e Peneda, lo sguardo catturato dal paesaggio, ora pastorale ora sontuoso, che domina orizzonti di storia e geologia antiche. Anche il palato se ne rallegrerà, grazie al sapore dei cibi e dei vini color rubino.

Alla Serra do Soajo si giunge dalla Strada Nazionale 203 che corre parallela alla sponda sinistra del fiume Lima, nastro d’acqua che indica il cammino, dalla cittadina di Viana do Castelo alla frontiera con la Galizia. A Ponte da Barca, potrete decidere se proseguire sulla stessa strada oppure attraversare il fiume in direzione di Arcos de Valdevez e continuare sulla EN 202. Entrambe penetrano nella serra e conducono al borgo di Soajo, punto di partenza privilegiato per conoscere la cultura, il patrimonio e la natura tanto variegata di questa zona montana.

Nel XIII secolo, il re D. Dinis concesse agli abitanti della regione privilegi speciali, stabilendo che nessun nobile potesse stabilirsi in quella terra, se non in rappresentanza del suo re, “oltre il tempo necessario affinché il pane si raffreddi sulla punta di una lancia”. Oggi, l’archeologia e l’arte, le montagne verdi solcate da acque limpide, una gastronomia ricca e varia innaffiata dal vinho verde prodotto nella regione sono privilegi di cui tutti possiamo godere, insieme a una popolazione armoniosamente integrata nel suo ambiente. Per vivere intensamente quest’esperienza unica, pernottate in una casa di villaggio, dotate di ogni comfort nel rispetto della tradizione.

Per conoscere meglio l’immenso deposito di vita che è il Parque Nacional da Peneda Gerês, vi consigliamo di contattare i suoi Servizi che organizzano escursioni a piedi per scoprire nel modo migliore la ricchezza e la varietà di fauna e flora e le singolari forme di habitat, che hanno dato vita a un’architettura adattata alle necessità di un’economia di montagna, basata sulla produzione di razze autoctone, con sistemi pastorizi propri e pratiche comunitarie nella gestione dello spazio. Se visitate la zona in primavera o in estate, non dimenticate di portare con voi il costume da bagno. Gli innumerevoli corsi d’acqua fresca formano infatti piccoli bacini naturali dove potrete bagnarvi.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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 Pubblicato da - 31 Gennaio 2009 - ę Riproduzione vietata

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