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Arcos de Valdevez: la cittā e il Parque Nacional da Peneda-Geręs

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Abitata sin dalla preistoria, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti, tra cui si distingue il Nucleo Megalitico di Mezio, la cittadina situata nella valle attraversata dal fiume Vez e conserva tutto il fascino tipico dell’Alto Minho: paesaggi lussureggianti e un’architettura tradizionale in cui risaltano gli edifici nobiliari.

Il Nucleo Megalitico di Mezio, costituito da spazi funerari preistorici, comprende una decina circa di monumenti distribuiti su un altopiano. “Mamoa 3” (ovvero, il “tumulo 3”), generalmente chiamata “Dolmen di Mezio”, è il più conosciuto e presenta reperti attribuibili al tumulo (copertura di terra e pietre di piccole dimensioni con cui si chiudeva lo spazio funerario) e al dolmen, alquanto ben conservato. Gli scavi archeologici hanno permesso di individuare alcuni atti di vandalismo perpetrati su questi monumenti di ben 5.000 anni, ma soprattutto di conoscere i presupposti architettonici e di ingegneria alla base di queste testimonianze dell’ingegno dei nostri antenati, e di raccogliere un numero significativo di oggetti che arricchivano i contesti funerari. Sul posto, il visitatore troverà una targa con informazioni sui monumenti che hanno subito interventi successivi, per una migliore comprensione di questo complesso architettonico primitivo.

Nei dintorni visitare il Santuário da Senhora da Peneda. Un’enorme roccia (detta anche Penedo das Meadinhas) domina il luogo dai suoi 300 metri di altezza. Nell’aria purissima, il Santuário de Peneda avvolge la montagna con la sua sacralità, favorendo un ambiente di intensa religiosità. Tutti gli anni, la prima settimana di settembre, centinaia di pellegrini, provenienti dall’intera regione e dalla vicina Galizia, accorrono in questo luogo di pellegrinaggio.

La devozione per Nossa Senhora das Neves (Vergine delle Nevi) affonda le sue radici nel Medioevo, diffondendo la leggenda della sua apparizione in questo luogo, dove sarebbe stato in seguito edificato un piccolo eremo. Il santuario attuale fu edificato nel XIX secolo e vi si giunge salendo una scalinata monumentale con 20 piccole cappelle, che narrano episodi della vita di Gesù.

Altro luogo da non perdere è il Mosteiro de Ermelo. La posizione paesaggistica, in fondo a un pendio ricoperto da folti aranceti lungo le sponde del fiume Lima, giustifica di per sé la visita. Nonostante il suo inserimento nell’ordine cistercense, la vita di questo monastero fu breve e tribolata. Nel corso della visita effettuata nel 1533, l’abate di Clairvaux lo trovò infatti in stato di completo abbandono e povertà, ragion per cui nel 1560 fu secolarizzato e trasformato in chiesa parrocchiale. Quella che vediamo oggi a Ermelo è una bella chiesa romanica adattata alla vita di una piccola parrocchia, prima nel XVI e poi nel XVIII secolo. Della navata che si ergeva a sud rimane il bell’arco trionfale a cielo aperto, all’esterno. Gli edifici del monastero si sviluppavano verso sud. Qui si può ammirare un’arcata a tutto sesto, vestigia del chiostro ormai in rovina. Nelle vicinanze, proseguendo lungo la strada che conduce alla diga di Alto do Lindoso, si può osservare il fiume scorrere tra burroni che talvolta raggiungono i 500 metri di profondità. Duecento metri al di sopra del livello della chiusa si trova il castello di Lindoso, ricostruito nel XIII secolo per volere di D. Dinis. Una passeggiata lungo la romantica sponda del fiume sarà un’esperienza unica di contatto con la bellezza e i suoni della natura.

... Pagina 2/2 ...Nel territorio di Arcos de Valdevez è compreso nel “Parque Nacional da Peneda-Gerês”, dove la natura conserva tutto il suo fascino originario, celando villaggi comunitari come quello di Soajo, dove le popolazioni mantengono i propri usi e costumi ancestrali. All’estremità nord-orientale del Portogallo, tra l’Alto Minho e il Trás-os-Montes, la Serra da Peneda costituisce, insieme alla Serra do Gerês, l’unica area protetta portoghese dichiarata Parco Nazionale. È un mondo a parte, dove l’attività umana si integra armoniosamente con la Natura, preservando valori e tradizioni antichissimi, ben radicati nei villaggi comunitari di Pitões das Júnias e Tourém.

La rigogliosa vegetazione che copre la Serra, declinata in tutte le tonalità di verde, comprende una foresta di agrifoglio, unica a livello nazionale, e specie endemiche come il giglio del Gerês, che rallegra i campi con le sue sfumature azzurre e violette. Il territorio, particolarmente montuoso, è attraversato da fiumi e torrenti che scorrono rapidi, precipitando in cascate e ritrovando la pace nei laghi di sbarramento come i bacini di Caniçada, Vilarinho das Furnas o Portela do Homem, creando paesaggi meravigliosi.

Osservate con attenzione: potreste essere tanto fortunati da avvistare un capriolo (simbolo del Parco), o il suo predatore, il lupo iberico. Più comune è il cavallo garrano, una razza equina selvaggia di piccole dimensioni che corre liberamente sui monti. Probabilmente, vi imbatterete anche in bovini di razza barrosa e in cani di Castro Laboreiro, dal mantello scuro, che sorvegliano le greggi al ritmo delle stagioni spostandosi tra i villaggi estivi (brandas) e quelli invernali (inverneiras).

Se invece preferite attività più energiche, non vi mancheranno certo le opportunità, grazie alla possibilità di praticare attività quali il canyonning o il canottaggio. Se volete solo fare qualche passeggiata, seguite il tracciato sinuoso e ben conservato della Geira romana, la via romana, ammirandone le pietre miliari che risalgono a quasi duemila anni fa, oppure scegliete altri percorsi che vi permetteranno di ammirare dolmen, castelli medievali, monasteri e santuari, perfettamente integrati nel paesaggio.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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 Pubblicato da - 31 Gennaio 2009 - Š Riproduzione vietata

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