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Amares, visita al Mosteiro de Santa Maria do Bouro

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Situata tra la Valle del fiume Câvado e la Serra do Gerês, la regione di Amares è molto fertile ed è nota per la produzione di arance e di vinho verde.

Il suo sviluppo è stato contraddistinto sin dalla nascita della nazione dagli Ordini Religiosi che vi si insediarono, come l’Ordine Benedettino, che nell’XI secolo fondò il Mosteiro de Rondufe, e l’Ordine Cistercense che istituì, nel XII secolo, il Mosteiro de Santa Maria do Bouro.

Situata in una regione fertile, l’abbazia/mosteiro prosperò rapidamente. Nel 1384, in occasione della guerra con la Castiglia, l’abate del monastero riunì circa 600 uomini per respingere gli invasori. Quando l’Abate di Clairvaux visitò il sito nel 1533, la vita materiale e spirituale di questo nucleo cistercense era ormai in declino. Con la nascita della Congregazione di Alcobaça, la comunità monastica si rivitalizzò e il monastero fu ricostruito tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, per poi essere estinto nel 1834, quando la chiesa fu assegnata al servizio parrocchiale. Della chiesa originaria non rimangono che alcune vestigia. Oggi, ciò che si vede è un tempio del XVIII secolo chiuso tra due torri. Nella facciata sono rappresentate personalità associate all’ordine cistercense: S. Bernardo, la Madonna Assunta e San Benedetto, sovrastati da un grande blasone con le insegne del Portogallo. L’interno è chiaramente barocco e rocaille: l’altare maggiore in legno intagliato e dorato, le immagini di San Benedetto e San Bernardo, gli stalli del coro del XVII secolo, di eccezionale originalità e ancora i rivestimenti di azulejos del XVIII secolo, raffiguranti passaggi della vita e della leggenda di S. Bernardo.

Gli edifici monastici si sviluppano verso sud. La sala del capitolo, la cucina con le pile e il monumentale camino con il refettorio contiguo, oltre al bel chiostro con colonne toscane, sono inseriti nella Pousada, a seguito di un intervento di eccezionale qualità, secondo un progetto dell’architetto Eduardo Souto Moura. A breve distanza, si consiglia la visita del Santuário da Senhora da Abadia.
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Da vedere il Santuário de Nossa Senhora da Abadia. Situato sul versante superiore della vallata, questo bel tempio è associato alle origini dell’insediamento monastico cistercense, avvenuto durante il Medioevo. Narra una leggenda che l’immagine della Vergine sarebbe stata rinvenuta in una caverna naturale in cui sgorga una fonte di acqua limpida, vicino alla chiesa. Nell’interno barocco risalta un’immagine della Madonna, del XIV secolo. Nella facciata, rifatta nel 1725, merita un cenno la loggia con azulejos seicenteschi, da dove è celebrata la messa nei giorni di festa, alla presenza dei pellegrini. Sotto il portico, sono degni di nota i due bei blasoni rocaille con le insegne della Congregazione di Alcobaça e il monogramma della Vergine. Il 15 agosto si svolge in questi luoghi un’affollata processione.

Nei dintorni, la località termale di Caldelas è molto frequentata per le proprietà terapeutiche delle sue acque. Grazie alla sua ubicazione privilegiata nel cuore della regione del Minho, dove nei primi anni di vita della nazione portoghese si sono svolte lotte importanti, le Termas de Caldelas sono un luogo perfetto per la cura e il riposo, in un clima particolarmente mite. Le sorgenti termali furono esplorate dai romani, fatto provato dalle importanti vestigia archeologiche ritrovate in questi luoghi. Nella zona è inoltre possibile visitare il “Parque Nacional da Peneda-Gerês” e la città di Braga. Foto cortesia Camara Municipal

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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