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Amarante: la città tra la Serra do Marão e il Tâmega

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La presenza della grande Serra do Marão, che da Amarante inizia a salire in paesaggi maestosi, e del fiume Tâmega, il più lungo affluente del Douro, che nasce in Galizia e scorre nel cuore della città, ravvivando il pittoresco scenario di case che si erge su entrambe le sponde del fiume, sono i due fattori naturali che impressionano chiunque visiti Amarante. Alcuni storici hanno attribuito la fondazione di questa città di transizione tra il Minho e il Trás-os-Montes a un centurione romano di nome Amarantus. Nel XIII secolo giunse in questi luoghi San Gonzalo, monaco benedettino in odore di santità che vi si stabilì dopo avere a lungo peregrinato in Italia e a Gerusalemme, e che sarebbe divenuto il santo patrono della città. A lui è attribuita la costruzione di un robusto ponte sul Tâmega, nello stesso luogo in cui si trova ancora oggi.

Da non perdere il Convento dedicato al Santo. La costruzione del bel monumento che oggi vediamo dominare il fiume Tâmega, fu iniziata intorno al 1540 sotto l’egida del re D. João III. Nella facciata rivolta su una piccola ma graziosa piazza risalta il bel portale di fattura manierista. Nelle nicchie, in primo piano, San Francesco d’Assisi e S. Domenico di Guzmán e, in secondo piano, San Gonzalo, San Pietro Martire e San Tommaso d’Aquino, tutti sotto la protezione della Vergine del Rosario. Il complesso è sormontato dallo scudo reale. Nella parte superiore è evidente lo stile barocco, tradotto, tra gli altri elementi, dalle colonne a tortiglione. Da segnalare la galleria dei sovrani, con D. João III, D. Sebastião, D. Henrique e Filipe II, che patrocinarono, ciascuno nella propria epoca, la costruzione del tempio e del convento annesso. La volumetria del complesso è sormontata da una lanterna rotonda coperta da tegole. L’interno a tre navate custodisce un’ancona lignea intagliata e dorata e la cappella di San Gonzalo, dove riposa il patrono del convento e santo del matrimonio, sempre disposto ad ascoltare le donne che si stancano di essere zitelle. Merita un cenno anche la sua statua sepolcrale, in pietra calcarea, di eccellente fattura. Si segnalano infine la cappella di Santa Rita da Cascia, con retablo in legno intagliato e dorato, e il bell’organo del XVIII secolo poggiato su figure mitologiche.

Il ponte di Amarante perpetua la memoria della storica resistenza popolare agli eserciti napoleonici che, all’inizio del XIX secolo invasero il Portogallo. La città, importante punto di passaggio per la regione di Trás-os-Montes fu assediata dall’esercito del maresciallo Soult, ma incontrò la feroce opposizione degli amarantini che resistettero all’assedio per 14 giorni, arrendendosi solo quando i francesi iniziarono a lanciare barili di povere da sparo.

Una visita la merita anche il Museu Municipal Amadeo de Souza-Cardoso. Inserito nello spazio recentemente rivalutato del Convento de S. Gonçalo, questo museo-biblioteca fu fondato nel 1947 da Albano Sardoeira al fine di riunirvi materiale sulla storia di Amarante e mantenere viva la memoria degli artisti e scrittori della città. Oltre al notevole nucleo di Archeologia esibito nel chiostro manierista, il museo riunisce un’importante collezione di arte portoghese moderna e contemporanea, tra cui opere di António Carneiro e Amadeo de Souza-Cardoso, entrambi originari della zona. All’interno, in un piccolo giardino che sovrasta il fiume Tâmega, una statua di bronzo perpetua la memoria di un’altra grande figura ispirata da questa terra: il poeta Teixeira de Pascoaes.

... Pagina 2/2 ...Non dimenticatevi di assaggiare i famosi dolci di Amarante, che si trovano in tutte le numerose pasticcerie della zona. Imparate alcuni nomi: papos de anjo, brisas do Tâmega, toucinho do céu, bolos de S. Gonçalo, galhofas. Il 1° sabato di giugno si svolge una festa in onore di San Gonzalo, al quale ricorrono le donne single che desiderano trovare marito.

Nei dintorni di Amarante è imprescindibile un’escursione sulla Serra do Marão, per contemplare il magnifico paesaggio. Nelle vicinanze, nella bella valle di Ansiães, una visita ai vivai di trote, sulla sponda destra del fiume Ovelha, è un ottimo pretesto per passeggiare nei folti boschi che lo circondano.

Il borgo di Travanca da Serra, accessibile dalla strada che conduce a Peso da Régua, è un luogo molto pittoresco, con una magnifica vista a 360° che, nei giorni più limpidi, abbraccia le Serras do Marão, do Gerês e da Cabreira. Nel villaggio, è d’obbligo citare la Casa da Levada, appartenente alla famiglia di Teixeira de Pascoais (oggi trasformata in un bed & breakfast). Nel patio, attirano l’attenzione due enormi depositi per le pannocchie in granito, adibite all’essiccazione del mais. A Chão de Parada è possibile invece ammirare un dolmen molto completo.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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