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Belmonte: la cittą natale di Pedro Įlvares Cabral, scopritore del Brasile

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Le strade di questo antico borgo - cui D. Sancho I nel 1199 concesse il primo foral - conducono in cima a un monte, dove si erge la massa granitica dell’antico castello. Un documento, datato 1258, descrive la costruzione: un’alta torre di guardia, mura e baluardi, nonché la residenza dei signori. A interrompere l’austera architettura difensiva, lungo le mura occidentali si inserisce un’elegante finestra geminata in stile manuelino, che termina con la rappresentazione di uno dei simboli di D. Manuel, la sfera armillare, e con lo scudo dei Cabral, che raffigura appunto due capre. Tra gli eroi di illustre famiglia, il più noto è forse Pedro Álvares Cabral, scopritore, nel 1500, del Brasile, il quale nacque a Belmonte nel 1467.

Accanto al castello, si erge una piccola chiesa romanico-gotica dedicata a S. Tiago. Al suo interno, una Pietà scolpita nel granito e commovente nella sua rude bellezza, si integra armoniosamente nella semplice architettura del tempio. Un locale annesso alla chiesa ospita il pantheon dei Cabral, sebbene le ceneri di Pedro Álvares Cabral siano conservate nell’Igreja da Graça, a Santarém.

Ben poco si conosce sulla vita e sulla personalità di Pedro Álvares Cabral, nonostante sia una delle grandi figure dell’epoca delle Scoperte Portoghesi. Nato a Belmonte nel 1467, era figlio dell’alcalde maggiore del castello di Belmonte. Nel 1478, entrò a Corte e fece parte della guardia personale di D. João II. Non sappiamo se avesse esperienze marittime precedenti, ma fu scelto da D. Manuel I per comandare la flotta della seconda spedizione alla volta delle Indie, costituita da 13 navi. Il fedele servitore era in missione diplomatica, per proporre pace e amicizia e stabilire una rotta commerciale per il trasporto delle spezie partendo da Calcutta.

Dopo una sosta a Capo Verde, si diresse verso sudovest, finendo per incontrare terra. Senza avere la certezza di essere giunto sulla terraferma o su qualche isola, dai suoi dati di navigazione e dal contatto stabilito con i nativi, si rese conto che si trattava di una terra sconosciuta e ordinò a una delle navi di ritornare a Lisbona per dare la notizia della scoperta. La nave trasportava, tra gli svariati animali e oggetti, pappagalli, are e un legno rosso detto verzino o, anche, pau-brasil, da cui deriva il nome del territorio, in cui era particolarmente abbondante. Cabral continuò il suo viaggio verso Oriente dove, dopo avere superato alcune difficoltà, riuscì a creare una postazione commerciale. Al suo ritorno, nel 1501, si stabilì a Santarém, dove morì nel 1520. Riposa sotto una pietra sepolcrale nell’Igreja da Graça di Santarém. La chiesa si trova in Largo Pedro Álvares Cabral, piazza che ospita anche una statua in onore di questa figura storica, opera di Soares Branco e realizzata nel 1971.

A lato della chiesa, si trova la Casa Brasil o Casa Pedro Álvares Cabral, dove il navigatore visse fino alla sua morte. Oggi è un centro culturale per lo sviluppo dei rapporti luso-brasiliani, e possiede una biblioteca specializzata sull’Espansione Portoghese e sulle Scoperte, oltre a organizzare un programma periodico di attività culturali.
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A Belmonte era presente un’importante comunità ebraica, che si ingrandì notevolmente nel 1492, quando i Re Cattolici di Spagna pubblicarono l’editto di espulsione degli ebrei, seguito da un atto analogo del re del Portogallo nel 1496. In quel periodo, molti ebrei provenienti dalla Spagna si stabilirono in località prossime alla frontiera, come Belmonte. Le case si trovavano, come era obbligatorio all’epoca, al di fuori delle mura del castello, nel Bairro de Marrocos, dove ancora si possono osservare, incisi nella pietra accanto alle porte di ingresso, i simboli delle professioni esercitate dai membri della comunità, come la forbice che identificava il sarto.

Belmonte preserva la sua atmosfera medievale in modo esemplare, proprio come gli ebrei tramandarono in segreto preghiere, usi e costumi fino ai giorni nostri, più tolleranti, che hanno consentito l’apertura al culto di una nuova sinagoga, Bet Eliahu.

Lungo la strada per Guarda, sulla sinistra si erge la Torre de Centum Cellas, curiosa costruzione romana a tre piani, riutilizzata durante il Medioevo come torre di difesa. Si ignora quale fosse in origine la sua funzione.

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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