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Olimpia: visita al sito archeologico dell'antica cittą greca

Olimpia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Non è mai stata una città vera e propria, ma piuttosto un luogo sacro e nobile in cui si celebrava la potenza, si offriva il valore umano agli dei, si idealizzavano la forza fisica e la bellezza. Questa era Olimpia, antica città greca conosciuta in ogni luogo e in ogni tempo per aver dato vita alle famose Olimpiadi, i giochi in onore di Zeus. Incastonata lungo la valle del fiume Alfeo, nella parte nord-occidentale dell’attuale Peloponneso, Olimpia era come un santuario, una città a tema costellata di templi, teatri, monumenti celebrativi e statue, ma anche la sede degli alloggi per gli atleti nel periodo delle competizioni sportive. Oggi è un parco archeologico affascinante, dalla bellezza decadente, malinconica e grandiosa allo stesso tempo, meta obbligata per i turisti che visitano il Peloponneso.

I resti vennero scoperti nel corso del XIX e del XX secolo, e nel 1989 il sito archeologico è stato incluso dall’UNESCO nei beni Patrimonio dell’Umanità. La vera vita di Olimpia però, fatta di personaggi reali e più che mai vigorosi, si svolgeva tanto, tantissimo tempo prima: un documento del 776 a.C. riporta un elenco di vincitori, ed è probabile che si trattasse dei risultati della prima Olimpiade nella storia. La città originaria era divisa in diverse zone. La parte più elevata ospitava le costruzioni più importanti che non a caso erano circondati da un recinto sacro, l’Altis: qui si ergevano i monumenti di culto e gli edifici per l’amministrazione dei giochi. Nella zona orientale c’erano invece lo stadio e l’ippodromo, mentre dalla parte opposta si trovavano la palestra e il ginnasio, dove gli atleti si allenavano a partire da un mese prima delle gare.

Molti erano i templi, tra cui spiccava quello di Zeus, custode della statua del dio realizzata da Fidia nel 430 a.C., inclusa tra le sette meraviglie del mondo; alla dea Hera era dedicato l’Heranion, uno dei templi dorici più antichi, che doveva contenere le corone di alloro destinate ai vincitori. Oggi la grande Olimpia, purtroppo, è ridotta a un agglomerato di rovine, più o meno ben conservate: pochi edifici hanno resistito al peso dei secoli e all’usura, e lo sguardo si confonde nella vastissima area disseminata di pietre. Una distesa immensa di tamburi e colonne spezzate suggerisce solo in parte la magnificenza di un tempo.

Con uno sforzo di immaginazione si può immaginare anche lo stadio, il chiasso eccitato degli spettatori, l’incitamento agli atleti favoriti: di tutto ciò resta un modesto passaggio a volta, l’arco che conduceva alla zona di gioco. Le tribune fisse non c’erano, a parte una rampa di gradoni per i giudici di gara disposta verso la pista di terra battuta, da cui si sollevava una nube di polvere e potenza. Ancora si riconoscono la linea di partenza e il cippo dell’arrivo.

Un’emozione di tipo diverso è quella che si prova visitando il museo del sito archeologico: nelle sale ben curate si possono ammirare le decorazioni dell’antico Tempio di Zeus, due frontoni e dodici metope di eccezionale raffinatezza. Tra gli oggetti più belli ci sono l’elmo miceneo, la Nike di Peonio e l’Ermes realizzato da Prassitele, che tiene tra le braccia Dioniso bambino. Oltre alle statue, ovviamente, si possono ammirare diversi attrezzi sportivi usati dagli atleti più di 2 mila anni fa.

Chi ha deciso di visitare Olimpia deve solo decidere come viaggiare: un mezzo comodo e suggestivo è il traghetto. Sono numerosi quelli che partono da Brindisi, Bari, Ancona o Venezia e approdano nel Peloponneso. Chi proprio non vuole rinunciare all’aero può atterrare ad Atene: da Milano e Roma i voli sono garantiti dalle compagnie Olympic Airlines, Aegean e Alitalia, ma la città greca è collegata anche a Torino, Venezia, Trieste, Genova, Palermo, Catania e Lamezia Terme. Da Atene a Olimpia ci sono circa 265 km.

Giunti a destinazione si verrà accolti da un clima mediterraneo sempre mite, qualunque sia la stagione scelta per il proprio soggiorno: le estati infatti sono calde, secche e ventilate, anche se talvolta raggiungono picchi di 38°C; gli inverni invece, mai eccessivamente freddi, scendono sino a 2°C. Le precipitazioni sono concentrate tra l’autunno e l’inverno, e il mese più piovoso è novembre.
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