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Agios Efstratios (Ai Stratis): la prima isola ecologica greca, a zero emissioni

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I gabbiani che volteggiano sul mar Egeo vedono la grande costellazione delle isole greche: molte di esse sembrano piccoli smeraldi caduti tra le onde, ricoperte di vegetazione fresca, ad eccezione della piccolissima Agios Efstratios (Ai Stratis per i locali), che appare come un sasso granitico quasi deserto, con poche piante nascoste tra le pieghe della roccia. In effetti non stupisce che un tempo, questo scoglio di origine vulcanica incastonato tra le isole di Limnos, Lesbo e Siros, fosse utilizzato come luogo d’esilio.

Chi ama il chiasso e la vita movimentata potrebbe sostenere che nell’isola greca di Ai Stratis non ci sia niente. Invece, se ci si concentra sui suoni, i profumi, le consistenze e le vedute mediterranee, ci si accorge di quanto sia ricca questa conchiglia rocciosa accarezzata dall’Egeo, 27 km a sud-ovest di Lemnos, con una superficie di 44 kmq e appena trecento residenti. Un solo villaggio, anch’esso chiamato Agios Efstratios, e una sola professione praticata dai suoi abitanti: la pesca, che consente loro di vivere sempre a due passi dal mare, conoscere le sue sfumature, riconoscerne i profumi che si alternano freschi dall’alba al tramonto.

Non è necessario essere un pescatore greco per assaporare il fascino dell’isola: anche i visitatori che vi si recano ogni anno, soprattutto nella stagione estiva, entrano immediatamente in sintonia con questa timida ma sontuosa fetta di paradiso. Il solitario borgo di Ai Stratis custodisce gelosamente le atmosfere mediterranee di un tempo, benché molte costruzioni tradizionali siano state distrutte da un terremoto nel 1968. Qualche casetta caratteristica ha resistito, ma molte sono state sostituite da prefabbricati e edifici più moderni, pur senza alterare la bellezza selvaggia del paesaggio, che rimane lo scenario ideale per chi cerca una vacanza priva di preoccupazioni. Appena approdati sul sasso in mezzo all’Egeo, pare che la brezza spazzi via le complicazioni della vita di ogni giorno.

Il nome dell’isola deriva dal Monaco Saint Efstratios, vissuto nel XIX secolo e morto qui in esilio, dopo essersi opposto alla politica iconoclasta dell’Impero Bizantino: i turisti amanti della storia troveranno certamente qualche isolano disponibile, fiero di mostrare il luogo in cui si pensa sia stato sepolto il monaco. Il Medioevo fu per Ai Stratis un tempo burrascoso e incerto, dominato dai frequenti attacchi dei pirati, e presto l’isola cadde nelle mani dei Turchi, da cui fu liberata soltanto nel 1912. In seguito si trasformò in una bella ma desolata prigione, in cui vennero esiliate molte personalità ritenute pericolose.

Oggi i tumulti passati sono lontani, e trascorrere un periodo sull’isola significa prima di tutto immergersi nelle sue spiagge. Che siano soffici e candide di sabbia, o composte di rocce dure arse dal sole, sono tutte accarezzate da un’acqua cristallina e pura: camminare su un fondale basso o tuffarsi in mare è come circondarsi di un velo fresco e impalpabile, in cui luccicano i bagliori dell’estate. Per un’isola tanto piccola, è sorprendente il numero elevatissimo di spiagge e calette.

Quello che in altri luoghi potrebbe risultare un disagio, ovvero l’assenza di mezzi di trasporto, qui diventa un punto di forza: esplorare a piedi l’isoletta è un’esperienza avventurosa indimenticabile, che ci riporta a stretto contatto con l’ambiente. Sentire il vento tra i capelli, la salsedine sulla pelle e la sabbia o la roccia sotto i piedi sono emozioni dimenticate, che vale la pena di riscoprire. Gli itinerari ecologici sono numerosi, sempre culminanti in qualche zona panoramica mozzafiato. Anche le spiagge, nonostante l’aspetto selvaggio, sono notevoli: dopo averle conquistate a piedi, in barca o a nuoto, è un piacere sdraiarsi sugli scogli caldi, o scoprire le grotte naturali abitate dalle foche. Alcune calette, inaspettatamente, sono attrezzate e garantiscono il comfort necessario. Tra le migliori c’è quella di Alonitsi, nel litorale nord-orientale dell’isola, perfetta in estate per gli amanti della tintarella ma anche in inverno, quando il mare si fa impetuoso, per chi pratica il surf. A breve distanza l’una dall’altra si aprono le incantevoli Kalamani e Mouroulia, mentre sono raggiungibili solo via mare le spiaggette di Agios Antonios, Agios Dimitriou, Ai Nikola, Gournia, Tripiti, Trigari e Ftylio.
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I servizi per il turismo sono presenti, ma al minimo indispensabile: non mancano gli appartamentini da affittare per le vacanze, i locali tradizionali, i negozi e le taverne in cui gustare qualche gustosa specialità della cucina greca, ma ancora non succede di incontrare folle chiassose di visitatori. Qui non bisogna faticare per ritagliarsi un dolce fazzoletto di spiaggia, non esiste il traffico e tutti possono disegnare intorno a sé la propria vacanza ideale, rilassante quanto basta per rigenerarsi.

Vista la sua indole selvaggia, si potrebbe pensare che Ai Stratis sia un’isoletta fuori dal mondo, rimasta bloccata a decine di anni fa in quanto a modernità. Invece proprio lei, questo scoglio remoto dalla bellezza antica, è la prima “isola verde” greca, che intende servirsi esclusivamente di fonti energetiche rinnovabili. Il progetto, annunciato già nel 2009 e ancora in via di sviluppo, è finanziato dal Segretariato Generale della Ricerca e della Tecnologia e prevede l’utilizzo di impianti fotovoltaici, unità di biomassa e impianti eolici, oltre alla diffusione di veicoli elettrici per tutti i trasporti di massa.

Benché pochi monumenti ci raccontino la storia dell’isola, il passato dei suoi pochi abitanti emerge dalle loro tradizioni autentiche, e l’indole di Agios Efstratios è quella dei villaggi di pescatori, intrisa di profumi mediterranei. Tutto comunica serenità: sulla costa e sulle rocce dell’entroterra si possono osservare le capre selvatiche al pascolo, e la cucina locale offre squisite ricette a base di pesce fresco, formaggio e fave.

Raggiungere Ai Stratis non è un’impresa impossibile, nonostante l’abbraccio dell’Egeo e l’aspetto così lontano dal mondo di sempre. Si può arrivare sull’isola in due ore mediante i piccoli traghetti che partono da Myrina (capitale dell’isola di Lemnos), in 7 ore da Kavala o in 8 ore dal porto di Lavrio.

A destinazione ci si immerge in un clima praticamente perfetto, caratterizzato da estati soleggiate e calde ma sempre addolcite dalla brezza marina, e inverni miti con qualche pioggia di più. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 6°C a una massima di 14°C, mentre in luglio, il mese più caldo, variano tra i 19°C e i 32°C. Le precipitazioni sono molto scarse tra maggio e agosto e toccano il picco massimo in dicembre, quando piove mediamente un giorno ogni due.
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