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Flevoland (Olanda), tour tra le cittą della provincia

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Non si può dire che il Flevoland brilli per città d’arte e monumenti, ma questa giovane provincia dei Paesi Bassi sa incuriosire i visitatori col suo paesaggio unico, risultato di una grande opera ingegneristica. È il cuore dell’Olanda, un vero capolavoro di bonifica, che venne inaugurato negli anni Venti del Novecento ma che già stuzzicava le menti dei locali dal XVII secolo. Solo con la realizzazione della diga Afsluitdijk fu possibile dare vita al Flevoland, liberandolo dal dominio dell’acqua attraverso un complesso sistema di pompe e dighe circolari: il risultato fu questo regno acquerellato, dove il tremolio luminoso di canali e specchi d’acqua prevale sulla terra vera e propria. Non a caso gli sport acquatici, oltre ai bellissimi parchi naturalistici, sono i fiori all’occhiello della regione.

La Riserva Naturale di Oostvaardersplassen è, in pratica, un enorme lago: i 6 mila ettari del parco sono quasi totalmente invasi dall’acqua, in buona parte paludosa, e la terra si sviluppa quel tanto che basta da consentire il transito nella zona. La storia della riserva ha un non so che di magico: basti pensare che qui, secondo il progetto originario, doveva sorgere un grande complesso industriale… niente di più lontano dalla natura selvaggia! Invece i progettisti attesero troppo tempo prima di attivare la costruzione, e la vegetazione si organizzò per rovinare i loro piani: a poco a poco la zona venne invasa da piante, erbe selvatiche, canneti e salici, che presto si popolarono di uccelli e mammiferi. Oggi è un paradiso per i birdwatchers, che vi possono spiare cormorani, spatole e aironi bianchi, ma anche specie rare come l’aquila dalla coda bianca. A curare i grandi prati non ci sono giardinieri: ci pensano gli abitanti erbivori, tra cui cervi, bovini di Heck e Konik (un pony selvatico ma particolarmente docile). Vale la pena di visitare il capanno d’osservazione De Kluut, ma soprattutto di pedalare lungo i numerosi sentieri ciclabili della riserva.

Le città del Flevoland sono, in generale, meno interessanti. Essendo nate recentemente, dopo la bonifica della zona, non possono vantare quell’eleganza tipica delle città antiche, che conobbero il prospero Seicento olandese (detto proprio Secolo d’Oro): queste hanno una pianta ortogonale che ne tradisce il carattere artificiale, studiato a tavolino, e le abitazioni sono piuttosto anonime. I primi ad abitarvi furono infatti gli operai, che avevano partecipato alla creazione del Flevoland, e quei contadini che avevano perduto tutto nell’inondazione del 1953: persone semplici e con poche pretese, cui bastava avere un tetto sulla testa.

Tuttavia Lelystad –che insieme ad Almere e Emmeloord rappresenta una dei maggiori centri del Flevoland- non è priva di attrattive turistiche. Meritano una visita i musei Batavia e Nieuw Land e il Luchtvaart Themapark Aviodrome: il primo contiene la copia del Batavia, la fregata mercantile che affondò nel viaggio inaugurale; il Nieuw Land è dedicato alla storia e alle tecniche di bonifica della zona; infine il vastissimo Aviodrome contiene una settantina di velivoli antichi, tra cui una riproduzione del Flyer dei fratelli Wright e del triplano del Barone Rosso, usato nella prima guerra mondiale. Per conoscere la città basta una giornata: dopo la visita ci si può spingere oltre, alla scoperta della campagna circostante e di qualche borgo pittoresco.

Da vedere Urk, paesino di pescatori che un tempo sorgeva su un isolotto. Con la bonifica del Flevoland si trovò collegato alla terraferma e perse parte del suo fascino, dovuto all’isolamento e alla cornice marittima. Tuttavia, ancora oggi, il villaggio di circa 18 mila abitanti è un fiorente centro d’industria ittica alimentare, e non mancano alcuni edifici di valore storico: quelli più interessanti sono sul colle che sorge accanto alla città vecchia, come l’originale chiesa Kerkje aan de Zee e il Monumento dei Pescatori.
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La ciliegina sulla torta potrebbe essere Schokland, che ha alle spalle un passato travagliato e a tratti amaro. La comunità visse periodi non facili, isolata com’era su un sottile graffio di terra immerso nello Zuiderzee: a metà Ottocento pareva fosse destinata ad estinguersi, quando un nubifragio distrusse buona parte dell’abitato e il mercato del pesce entrò in crisi, ma la gente del posto resistette con tenacia. Fu necessario un ordine di Guglielmo III perché lasciassero la loro isola e si trasferissero, prima che l’isola venisse assorbita da Noordoostpolder. Oggi lo Schokland Museum, dichiarato Sito Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, racconta il passato di Schokland, ma vale la pena di visitare anche la Waterstaarkerk, una chiesa che custodisce un realistico modello di nave peschereccia, simbolo del legame esistente tra la fede e la vita di mare.

I trasporti nella regione sono efficienti. Per raggiungere Lelystad, il capoluogo, si può optare per il treno: la stazione ferroviaria cittadina è capolinea del traffico proveniente da sud, e la si raggiunge in 40 minuti da Amsterdam, con partenze ogni 60 minuti. L’autostrada A6 serve la città e la collega alla capitale. L’aeroporto di Schiphol è a 70 km circa.

Il clima della zona è mite in linea con quello di gran parte dei Paesi Bassi, mite e gradevole in ogni stagione, grazie al benefico influsso del mare. Le estati sono fresche e gli inverni non troppo rigidi, con temperature medie che in gennaio vanno da una minima di 2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto variano tra i 15°C e i 25°C. Unico neo le piogge, frequenti per tutto l’anno.

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