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Repubblica di Macedonia, viaggio alla scoperta dello Stato

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  • Chiesa Ortodossa a Radovis
  • Tsar Samuel
  • Lago di Ohrid
La Repubblica di Macedonia è uno stato indipendente situato nella parte sud-orientale della penisola balcanica, confinante con l’Albania ad ovest, con la Serbia a nord, con la Bulgaria ad est e con la Grecia a sud. La popolazione nazionale è di poco superiore ai 2 milioni di persone, per una densità di 81 abitanti a chilometro quadrato. Buona parte del territorio nazionale è arido ed aspro, prevalentemente rurale, costellato qua e là da nucleo urbani di discrete dimensioni. Dal momento della proclamazione d’indipendenza, avvenuta l’8 settembre 1991, il governo macedone è impegnato in un’annosa battaglia diplomatica con la Grecia riguardante essenzialmente la denominazione dello stato, rivendicata dalla Grecia che vorrebbe impedire il riconoscimento del nome Macedonia, già in uso per indicare la regione greca Macedonia. Per cercare un compromesso l’ONU nel 1993 riconobbe alla Repubblica il nome di “the former Yugoslav Republic Of Macedonia", “ex Repubblica Jugoslava di Macedonia”, anche se in realtà la questione è tutt’oggi irrisolta, nonostante i buoni rapporti commerciali che intercorrono tra i due governi.

La lunga ed intricata storia del territorio macedone è contraddistinta dal succedersi di numerose dominazioni, passate attraverso imperi antichi e stati diversi. Le fasi più antiche del glorioso passato macedone videro l’iniziale formazione della Peonia, poi divenuta antica Macedonia, il cui nome fu esteso a tutta la regione, assoggettata prima dall’Impero romano e poi da quello bizantino. In seguito, nel corso del Medioevo, vi si insediarono gli stati della Bulgaria e della Serbia che, nel corso del XVI secolo, vennero a loro volta sottomessi dallo strapotere dell’Impero ottomano. Terminate le due guerre balcaniche, combattutesi tra il 1912 ed il 1913, e sciolto definitivamente l’Impero ottomano, la regione tornò a far parte della Serbia con il nome Južna Srbija, ovvero “Serbia Meridionale”. Dopo la I Guerra Mondiale il governo serbo si unì al neo-nato Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, il primo antenato di quella che sarebbe divenuta la Jugoslavia, suddiviso in province, le cosiddette “banovina”. Nel 1941 la Provincia di Vardar, nient’altro che l’odierna Macedonia, e molti territori limitrofi vennero occupati da bulgari ed italiani, le cui rigide restrizioni istigarono la popolazione ad appoggiare il movimento di resistenza di Josip Broz Tito che, al termine della guerra, divenne il presidente della Jugoslavia. Solo nel 1991 la Macedonia riuscì a separarsi pacificamente dal resto della penisola, ottenendo l’indipendenza sotto il nome di Repubblica di Macedonia.

Multiculturale, ospitale, verde e ricca di storia: sono queste poche parole quelle che meglio descrivono il carattere e lo stato macedone. Una regione di comunicazione tra culture e religioni, nella quale spiccano le testimonianze di serbi, albanesi, greci, bulgari, musulmani e cristiani ortodossi, che hanno costellato il territorio dei rispettivi monasteri, luoghi di preghiera e di raccoglimento spirituale, ma anche ripari per pellegrini e viandanti diretti in Oriente. Quasi ogni città ha il proprio bazar, eredità dei diversi secoli di dominazione turca, dove è possibile acquistare oggetti disparati ed inimmaginabili, souvenir ideali per evidenziare la bellezza e la realtà della regione. Al di fuori dei pochi, ma discretamente estesi, centri urbani, la Macedonia è un territorio ancora prevalentemente rurale, ricoperto di verde, con alture, boschi e pianure che solo recentemente hanno cercato di darsi una veste più industriale per cercare di raggiungere gli standard produttivi europei.

La capitale è Skopje, un centro di 700.000 abitanti situato nella parte centro-settentrionale del paese, a poche decine di chilometri dal confine kosovaro. Oltre ad essere il centro più popoloso, che raccoglie da solo un quarto della popolazione totale, è anche il cuore politico ed economico dello stato. Dopo i danni arrecati dal terribile terremoto del 1963 la città a radicalmente cambiato il proprio aspetto, mantenendo intatto il fascino della vecchia Skopje, il centro storico quasi interamente pedonalizzato, alla quale si è progressivamente aggiunto il tessuto della città nuova, collegata alla precedente dal ponte turco del XV secolo sul fiume Vardar. Due siti interessanti da visitare sono l’imponente palazzo delle poste centrali ed il museo archeologico, ma da non perdere assolutamente sono i bagni turchi, situati a nord del fiume. Sei stanze del maestoso complesso sono oggi occupate dalla Galleria d’Arte di Skopje, e nella vicinanze si trova anche la chiesa di Sveti Spas. La parte orientale dell’insediamento è monopolizzata dal bazar, il mercato più grande della Macedonia.

Un’altra città molto importante è Ohrid (Ocrida). Il centro, che ospita all’incirca 42.000 abitanti, è solo il settimo della Macedonia per dimensioni ma rappresenta una meta artistica e culturale di primissimo piano. Ohrid si estende lungo la sponda orientale dell’omonimo lago Ohrid, situato all’estremità sud-est dello stato ed attraversato dal confine albanese. Le acque del lago presentano la singolare caratteristica di essere oligotrofiche, ossia povere di nitrati e fosfati, e di conseguenza a bassa produttività biologica. Tra queste acque vive una specie di trota, molto prelibata, dalle carni rosate come il salmone

... Pagina 2/2 ...Tra i monumenti del centro spiccano alcuni reperti storici d’epoca romana come la via Egnatia e l’anfiteatro, la famosa chiesa di Sveti Naum, la basilica di San Erazmo e la Chiesa di Santa Sofia. Di notevole interesse sono anche gli insediamenti di Struga e Bitola, entrambi poco distanti da Ohrid e dal confine albanese di sud-est. Il primo, attraversato dal fiume Drin Nero, a fine agosto ospita un festival internazionale di poesia, mentre ogni sabato vi si tiene il principale bazar della zona. Bitola, invece, oltre a rappresentare un importante centro di scambi tra Greci e mercanti macedoni, è particolarmente interessante per la presenza delle rovine di Heraclea, risalenti al IV secolo a.C. ed innalzate da Filippo II di Macedonia.

Una delle principali caratteristiche del territorio è la bellezza della natura. In tutta la Macedonia esistono diverse aree protette, corrispondenti ai tre grandi laghi di origine tettonica, il Prespa, l’Ohrid ed il Dojran, ed a quattro zone di particolare interesse paesaggistico, per un totale di oltre 130.000 ettari di verde tutelati. Tra queste sette sono da non perdere: la Pelister Area, istituita nel lontano 1948 all’interno della municipalità di Bitola, che comprende oltre 6.000 ettari ricoperti da cinque qualità diverse di pini; il Parco dei Monti Galichica, nato nel 1958 e compreso tra i due laghi Prespa e Ohrid, che ospita alcune rarissime specie arboree; la Foresta di Jasen, estesa lungo le pendici delle montagne di Suva Gora, Karadzhica e Suva Planina e dove si incontrano varie specie protette di fauna e flora; ed il Parco Mavrovo, dove sono state censite più di mille qualità di piante tra cui un centinaio rare ed in via d’estinzione nella penisola balcanica.

Il clima macedone è generalmente continentale, fatta eccezione per alcune aree temperate situate nella parte sud-orientale dello stato, con temperature estive in linea con la media dei vicini stati affacciati sul Mediterraneo ed oscillanti tra 25/26 e 17 gradi, e medie invernali che si approssimano allo zero. Il riparo garantito dalla presenza dei monti albanesi tende a riparare lo stato dai fronti di bassa pressione sospinti dai venti occidentali, rendendo il clima relativamente secco e limitando le precipitazioni a 700 mm di pioggia all’anno. Da fine novembre a metà marzo i fenomeni si presentano prevalentemente nevosi sia sui rilievi che in pianura, con accumuli al suolo anche persistenti.

Per raggiungere la Macedonia il mezzo più comodo è indubbiamente l’aereo, con il quale è possibile atterrare agli aeroporti internazionali di Skopje e Ohrid, serviti dalla compagnia macedone MAT- Macedonian Airlines, i cui voli partono da Roma. In alternativa si può prendere in considerazione l’avventurosa ipotesi del viaggio in nave, sbarcando al porto greco di Salonicco e coprendo i restanti chilometri in treno. Una volta entrati in Macedonia ci si dovrà confrontare con un sistema di trasporto pubblico obsoleto e poco efficiente: la rete ferroviaria risente della scarsa manutenzione e versa in cattive condizioni; le strade, anch’esse non in buono stato, sono spesso mal segnalate; in fin dei conti il mezzo migliore è forse il pullman, per muoversi da città a città e per spostarsi all’interno dei singoli centri urbani.

Fonte foto wikipedia, cortesia: Biserkamitrovic, Borislav Stojkovski, MatriX, Lonn Sear
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