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Le foto di cosa vedere e visitare a Gharb

Gharb, Gozo: la visita al villaggio sull'isola di Calipso

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Gharb è un grazioso villaggio rurale, situato all'estremità più occidentale della mitologica isola di Gozo, ben nota ormai ai più come isola di Calipso. Gli studi che si sono susseguiti al confine fra storia e mitologia hanno, infatti, identificato proprio in questo lembo di terra che emerge dalle acque, l'isola in cui Ulisse fu catturato dal richiamo della ninfa Calipso.
Se la mitologia e le sue verità si perdono nella notte dei tempi, raggiungendo Gharb si ritorna a pieni polmoni nella storia, una storia che si palesa nei reperti archeologici risalenti al Neolitico ed all'età del Bronzo, emersi grazie ai numerosi scavi condotti in zona.

Il suo nome, però richiama al mondo arabo, che ha dominato l'isola a lungo. Un nome questo, che come spesso accade nella topografia araba, rimanda alla natura: in questo caso Gharb è il tramonto, volendo quindi indicare la posizione geografica del borgo, all'estremità occidentale dell'isola, ovvero, laddove il sole si immerge nelle acque del Mediterraneo. Verosimilmente quindi il villaggio prende la forma di una comunità tra l'870 e il 1090 d.C., e da allora, essa sembra esser stata appena sfiorata dall'avvento del secondo millennio.

Comunità pienamente contadina, abitata sino a pochissimi anni fa solo da contadini che lavoravano la terra nei dintorni, oggi appare come un villaggio a sé stante, unico nel suo genere, in cui tradizione, cultura, e vita al di fuori del tempo e dello spazio convenzionali si mescolano per dar vita ad una vacanza all’insegna del relax a tutto tondo.

Cosa vedere a Gharb
Il primo grande colpo d'occhio, una volta raggiunto Gharb è senza dubbio la piccola chiesa dedicata all'Immacolata Concezione, la quale è stata cominciata nel 1699, e poi inaugurata nel 1755, che richiama alla mente la chiesa capitolina di Sant'Agnese. In particolar modo la somiglianza si riscontra nella facciata, che è concava, decorata con uno schema baroccheggiante, esattamente come previsto dall'architetto Giuseppe Azzopardi. Se l'esterno è segnato dalle statue delle tre virtù teologiche, ovvero Fede, Speranza e Carità, l'interno si distingue per il forte senso di spiritualità e misticismo, accentuato dalla presenza della dolcissima pala d'altare dedicata alla "Visitazione di Nostra Signora a S. Elisabetta", donata ai primi del '700 alla chiesa dal Gran Maestro de Vilhena.

Nonostante sia un piccolissimo borgo, a Gharb non mancano interessanti musei da visitare primo fra tutti il Museo del Folklore, allestito all'interno di un'importante dimora storica nel cuore del villaggio. Infatti, il museo si affaccia in Pjazza Zjara tal-Madonna e dispone di 28 camere ciascuna delle quali custodisce oggetti legati ai mestieri antichi del villaggio, all'artigianato ed anche alle attività della vita quotidiana. La dimora, tra la fine dell''800 ed i primi del '900 era l'abitazione di Frenc Mercieca, un dotto del villaggio, considerato al confine tra un medico ed un santo, visto che usava curare e guarire chi volesse sottoporsi alle sue terapie con un mix di erbe mediche e preghiere alla Madonna.

Il tour può continuare nella casa di Karmni Grima, la contadina che per prima udì una voce provenire dalla cappella abbandonata denominata di Ta' Pinu, divenuta luogo di pellegrinaggio in virtù degli aventi miracolosi che da quel momento in poi si sono verificati al suo interno. La cappella è stata oggi inglobata in uno dei simboli dell'isola, il Santuario di Ta' Pinu. La chiesa in stile gotico a croce latina, è stata edificata tra il 1920 e il 1933, ed è oggi il principale luogo di pellegrinaggio per i maltesi. Due anni dopo il suo completamente, fu visitata da Papa Pio XI, e da allora è diventata basilica minore.

Il tour a Gharb non può non tener conto delle meraviglie naturali che i turisti possono incontrare semplicemente passeggiando in campagna o anche percorrendo la strada verso la costa. E proprio la costa offre uno scorcio naturale splendido: parliamo della Wied il-Mielaħ, la grande valle che scivola verso il Mediterraneo, concludendosi nella bellissima finestra naturale, una roccia da cui è possibile guadare il mare.

... Pagina 2/2 ... Continuando la passeggiata lungo le falesie costiere si incontra anche San Dimitri, una cappella quattrocentesca sempre aperta al pubblico. Oltre al suggestivo dipinto che raffigura San Dimitri a cavallo, all'esterno della chiesa è possibile visionare degli enormi megaliti, che non sono stati edificati dall'uomo, ma rappresentano un fenomeno naturale, tipico di Malta e di Gozo, che racconta agli studiosi ed ai ricercatori le origini e le trasformazioni avvenute sull'isola.

Da non perdere
Gharb non è solo arte, archeologia e spiritualità, è anche shopping nel segno della tradizione locale e dell'artigianato. Ed infatti, per portare a casa qualche piccolo ricordo di questo splendido borgo è possibile raggiungere Ta 'Dbiegi Crafts Village. Sebbene sia definito villaggio, in realtà il Ta 'Dbiegi Crafts Village è un ex postazione dell'esercito inglese in cui gli artigiani locali lavorano il vetro soffiato, i merletti, la filigrana, la ceramica e soprattutto lo spazio in cui operano i fabbri, che producono con i vecchi metodi il Sikkina, un affilato coltello tipico del posto. Ovviamente, dopo aver ammirato gli artigiani sarà bellissimo portare a casa un souvenir di quest'incredibile esperienza.

Poco fuori dal centro abitato è possibile incontrare la Cappella di S. Maria, meglio nota come Tas-Zejt, ovvero la chiesa dell'olio. Questo curioso appellativo, deriva dal ricordo di un miracolo che coinvolgeva una donna del villaggio, la quale ogni giorno si recava presso la cappella lamentandosi con l'effige della Vergine per non aver neppure i soldi per comperare un po' d'olio, necessario ad alimentare la lampada che illuminava il dipinto. Un giorno la Vergine apparì in sogno alla donna chiedendole di recarsi presso la cappella con un orcio. Al suo arrivo la donna trovò l'olio che zampillava dal terreno: lo zampillio durò poco, prosciugandosi misteriosamente.

Quando visitare Gharb
Come per il resto dell'isola di Gozo, il clima di Gharb è quello tipico del Mediterraneo: estati in cui il sole è alto e caldo per 12 ore al giorno, ed inverni in cui il sole fa capolino solo a tratti. Per questa ragione sarà possibile raggiungere Gharb durante qualsiasi periodo dell'anno, tutto dipenderà dal tipo di vacanza che si predilige.
Chi ama il caldo ed il mare deve organizzare il viaggio in luglio o agosto, quando le temperature superano anche i 35°C, mentre chi non ama la confusione ed il caldo torrido, può preferire maggio o giugno, così come i mesi di settembre ed ottobre.
L'inverno a Gharb non mancherà di stupire: anche con una giacca a vento ed indossando un caldo maglione, guardare il mare nel silenzio del villaggio sarà un'emozione unica.

Come arrivare a Gharb
Una volta raggiunto il porto di Mġarr tramite un traghetto preso a Malta, è possibile prendere un taxi o un minibus, ma ovviamente, è sempre meglio noleggiare un auto, per viaggiare in piena autonomia lungo tutto il periodo del soggiorno.

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