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Biasca (Svizzera): la Cascata di Santa Petronilla e cosa vedere

Biasca, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Biasca dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Biasca è un borgo di appena 6.000 abitanti che si estende in un’area alla confluenza delle valli di Blenio, Leventina e Riviera fra il San Gottardo e il Lucomagno. Per chi non lo avesse capito ci troviamo in Svizzera, precisamente nel cuore del Canton Ticino permeato da un paesaggio maestoso, contraddistinto da imponenti crostoni rocciosi, promontori montani a carattere alpino e oasi naturalistiche ove a echeggiare è l’impetuoso scorrere dell’acqua lungo fiumi, torrenti e salti, ad esempio la Cascata di Santa Petronilla.

Si tratta di una serie di spettacolari salti che la rendono la cascata più alta di tutto il Canton Ticino. L'ultimo tratto della cscata è facilmente visibili nei pressi della stazione ferroviaria di Biasca.
Una passeggiata di circa mezzora conduce alle cascate partendo dalla Piazza Centrale di Biasca, transitando a fianca di Casa Cavalier Pellanda e salendo poi in direzione della Chiesa di San Pietro e Paolo, fino ai salti creati dalle acque del Ri della Froda.

L’hinterland di Biasca risulta perennemente incinto di meraviglie, che vedono la luce all’alternarsi di ogni stagione fomentando la curiosità del visitatore, attratto da una regione – quella delle Tre Valli – che si diletta a stupire senza soluzione di continuità. Il paese ne rappresenta in sostanza il motore turistico, un nucleo urbano che ha guardato avanti nel tempo conservando scampoli utili di agricoltura ma progredendo in ambito di servizi, infrastrutture e industrie (private, di estrazione e trattamento del granito oltre a una centrale idroelettrica). A emanare tuttavia il puro fascino dell’identità ci pensano le testimonianze vive dell’arte romanica, folklore e costumi locali, la cultura e i tratti distintivi di una località possidente di una storia ben definita, base di un’evoluzione peraltro gastronomica.

Storia

Il territorio d’insorgenza del Comune ha costituito nei secoli un passaggio per diverse civiltà interessate a valicare le Alpi transitando proprio da qui, non stupisce dunque che Biasca abbia acquisito distinti cromosomi di antiche popolazioni nonché da Liguri e Romani, cristallizzandosi in realtà urbana soltanto a partire dall’830. Fu l’anno in cui per la prima volta si fece menzione del paese in relazione all’evangelizzazione della zona da parte di un consolidato gruppo di canonici, la cui missione fu essenzialmente quella di spianare la strada all’insediamento e controllo della Signoria del Capitolo dei Canonici del Duomo di Milano, proseguiti con gli Orelli e i Visconti. Ragioni politiche e lotte di predominio fra Ducato e Confederati fecero capolino per tutto il Medioevo e oltre, finché nel 1789 non s'aprì una breccia uno status d’indipendenza che nel 1803 si tradusse in piena libertà amministrativa.

Cosa vedere a Biasca

Simbolo dell’abitato è sicuramente la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, monumento sorto nel XII secolo ed emblema dell’architettura romanica su suolo elvetico. In virtù dei suoi affreschi monocromatici duecenteschi e la sua ingente mole, la collegiata riveste un’importanza storica sublime e potente. Raggiungibile salendo sull’altura da cui domina il paese, questa struttura vanta sobria eleganza estetica conferita dall’opera muraria in pietra e un novero cospicuo di ornamenti interni condizionati per la maggior parte dalla presenza di figure zoomorfe scolpite o ritratte. Esse si accompagnano a un accentuato alone allegorico infuso da statue di santi, in particolare San Maurizio, Santa Dorotea e Santa Tecla. L’immagine dipinta del Cristo Pantocratore circondato dai quattro Evangelisti compare nel catino absidale entro il presbiterio.

Intraprendendo una spettacolare Via Crucis composta da 14 cappelle di matrice settecentesca si arriva all’Oratorio di Santa Petronilla, prossimo al magnetico ponte omonimo. È rimasta incompleta seppur bellissima la Parrocchiale di San Carlo Borromeo, vestigia neoromanica eretta a cavallo fra ‘800 e ‘900 da Giuseppe Martinoli su progetto di Carlo Maciachini. Spicca la copertura a cupola a base ottagonale con volta a padiglione.

Inerenti al centro storico, restano da vedere alcune residenze patrizie come Villa Emma e Villa Monighetti, la Casa Cavalier Pellanda e il ben organizzato Museo di Storia Militare di Forte Mondascia, che indaga prettamente l’epoca bellica inerente la Prima Guerra Mondiale. Il Forte, costruito in una caverna e perciò molto suggestivo da visitare, contiene le armi imbracciate in quel periodo, così all’esterno sono parcheggiati tutti i veicoli cingolati. Differenti luoghi di culto prendono posto nelle frazioni Fontana, Loderio, Mazzorino, Pontinoretto, Pontirone e Solgone.

Tutto il circondario di Biasca è praticabile sia a piedi che in mountain bike grazie all’apertura di nuovi appassionanti itinerari come il sentiero escursionistico del Gottardo, creato in occasione del 125° anniversario della ferrovia che collega Erstfeld e Biasca: lungo il tracciato sono incasellati 50 pannelli informativi.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il Carnevale Biaschese, tripudio di colori e sfoghi folkloristici, anticipa appuntamenti molto partecipati, il percorso gastronomico Mangiabiasca, la Festa del Formaggio e il variegato Mercatino di Natale sul finire dell’anno.

Come arrivare a Biasca

Biasca è servita dalla stazione locale posta sulla ferrovia del Gottardo e dalle linee bus 131, 132, 191 e 193; dal 1957 è attiva la Funivia Biasca – Val Scura che collega la stazione a valle alla stazione a monte.

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