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Ekaterinburg (Russia): visita alla porta della Siberia

Ekaterinburg, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’unica città del pianeta che abbraccia non uno ma ben due continenti diversi deve necessariamente avere tutta l’attenzione e la curiosità del turista. A cavallo tra Europa e Asia, Ekaterinburg è la sovrana urbana degli Urali, quarta città della Russia per popolazione (conta ca. 1.400.000 abitanti) e polo industriale che ha saputo rendersi tale dopo un’ascesa inesorabile avvenuta a partire dalla conformazione di esile villaggio di minatori. Eppure oggi eccola del tutto nuova e misteriosa, nella sontuosa veste di megalopoli, di fatto porta d'accesso privilegiato per la Siberia, capace di armonizzare una molteplicità non trascurabile di stili architettonici afferenti palazzoni altissimi, residenze ultramoderne ma anche dimore settecentesche e ville ottocentesche.

Storia

Il puzzle cittadino si compone di quartieri avveniristici fiancheggiati da periferie ancora ferme per atmosfera al periodo prerivoluzionario, cioè precedente alla notte del 17 luglio 1918, quando si consumò la fucilazione dello Zar Nicola II e della sua famiglia. Sebbene un massacro debba sempre essere ritenuto un fatto esecrabile, in quel caso la storia di Ekaterinburg e della Russia in toto conobbe un positivo salto in avanti che permise di rimando lo sblocco di quello sviluppo economico anelato da sempre. Or dunque un misero villaggio è potuto diventare dal 1723 (anno della fondazione promossa dall’imperatore russo Pietro I) al XXI secolo una vera cenerentola circondata dalla foresta a 1.600 km dalla capitale Mosca, fulcro nodale della Transiberiana.

Cosa vedere a Ekaterinburg

Ekaterinburg pare sia adesso una meta turistica eccezionale e chiunque vi faccia visita ha da subito l’obbligo di recarsi dapprima alla stele che indica il confine tra Europa e Asia, successivamente al luogo dove i Romanov trovarono la morte. Il centro storico è attraversato da una misteriosa Linea Rossa che vuol farsi seguire per condurre a una trentina di epicentri culturali tanto magnifici quanto sorprendenti, senza contare oltre cinquanta musei dei quali è sommo orgoglio l’idolo Shigir, ovvero la più antica scultura lignea del mondo, creata - secondo gli ultimi studi effettuati - più di 5.000 anni prima del sorgere delle piramidi egizie. Moltissimi reperti risalenti all’8000 a.C. sono custoditi nell’immenso Museo di Storia di Ekaterinburg, che si va a sommare al Museo unificato degli scrittori degli Urali (occupa un intero isolato) e al Museo di Belle Arti.

L’impianto urbanistico sembra volersi attorcigliare su una serie pittoresca, anzi quasi mistica di monumenti che sfiorano bizzarria e ignoto, genio e sregolatezza. Passeggiando si rimane esterrefatti nell’ammirare effigi scultoree come l’Uomo Invisibile, il Monumento alla Curiosità, il titanico Monumento all’Amore o il Monumento Tastiera. Tutti questi pezzi possiedono di certo una logica ma la libera interpretazione pare il miglior mezzo utile a carpire un qualche celato senso intrinseco. Davvero belli i monumenti dedicati alla compianta rockstar Michael Jackson e all’inventore della bicicletta Artamonov, ubicati lungo l’ulitsa Vainer, fra le strade più antiche dell’abitato. Mentre vi date a questi tour intracittadini, badate a coprirvi sempre molto bene: si consiglia un vestiario molto pesante perché qui il clima è pazzerello, permeato almeno 6 mesi l’anno da un inverno piuttosto rigido, conseguenza dell’estrema collocazione geografica.

Tranquilli, è comunque un freddo secco, vi ci abituerete e nonostante vi si possa formare ogni tanto qualche ghiacciolino tra le narici non badateci troppo, le scalderete respirando profumi lontani e osservando bellezze avvolgenti come un caldo abbraccio. Capiterà qualora vi troverete a contemplare la postura fiera della Cattedrale del Sangue, eretta tra il 2000 e il 2003 nel luogo ove perì lo Zar Nicola II: ecco spiegato il nome attribuitole. L’ortodosso complesso include un dittico di chiese, un campanile, un patriarcale e un museo che racconta la parabola storica della famiglia imperiale.

Passeggiare per Ekaterinburg significa anche ponderare i propri passi e concedersi una sosta ogni tanti in qualche locale o ristorante. Sappiate allora che la maggior parte dei piatti proposti nei diversi menù mai si svincola dalla maionese, salsa graditissima servita persino con i tipici pelmeny, tortellini fatti in casa. Il Guinness dei Primati ha così scovato la città con il più alto consumo di maionese in rapporto a ciascun abitante su scala mondiale. Ricaricatevi di energia prima di catapultarvi nel sito del bacino di Volchikhinskoe, luogo rilassante in cui si pratica la pesca in estate, mentre in inverno si può optare per gli impianti sciistici sugli Uktusskie e sul Volchikha.

Tappa imperdibile è la Istorichesky skver, un’ariosa piazza che nasconde interrata una capsula del tempo la cui apertura si verificherà nel 2023 in occasione del trecentesimo anniversario della città. Assai popolare anche la plotinka, una piccola diga fatta in larice degli Urali, che a contatto con l’acqua diviene molto resistente indurendosi un po’ come fa il tufo a contatto con l’aria. Ciò che invece serpeggia al di sotto delle fondamenta cittadine consta di un labirinto di sotterranei segreti d’antico scavo, la cui planimetria è andata irrimediabilmente perduta. I misteri sono tanti e non resta che scoprirli.

Lo stadio di Ekaterinburg è stato scelto per ospitare alcune partite della FIFA World Cup 2018 organizzata in Russia.

Come arrivare ad Ekaterinburg

La città è ampiamente a misura di automobile, con la quale risulta molto comodo girare per le strade; la più lunga ferrovia del mondo, la Transiberiana, passa da Ekaterinburg; gli aeroporti di riferimento l’Internazionale di Kol’covo e il Regionale di Uktus, ma sono disponibili collegamenti con gli aeroporti di Seremet’evo, Domodedovo e Vnukovo.

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