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Albarracín (Albarracin): la città che è un museo dall'inizio alla fine

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Incredibile come uno dei comuni più sconosciuti di Spagna sia anche uno dei più affascinanti. A determinarne tanto la bellezza quanto l’isolamento dal mondo sono il ridotto numero di abitanti e la natura incontaminata, fatta di montagne appuntite, spaccature rocciose, corsi d’acqua e strette vallate.

Albarracin, come un gioiello smarrito da un padrone distratto, è infatti immersa nello splendido parco nazionale dei Monti Universali, lungo il fiume Guadalivar, nella provincia aragonese di Teruel. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1961 per la sua bellezza unica, la cittadina è costantemente accarezzata dal tocco languido dei venti montani: come un castello scolpito tra le rocce, il villaggio se ne sta infatti appollaiato a 1171 metri di altezza.

Di conseguenza il clima a Albarracín è fresco e frizzante, di tipo mediterraneo montano. Le temperature invernali di gennaio, il mese più rigido, variano tra una minima media di 7°C e una massima di 16°C, mentre in luglio e agosto si va dai 21°C di minima ai 29°C di massima. Le piogge non intaccano minimamente lo splendore del panorama, e sono in genere piuttosto ridotte: il mese più soggetto a precipitazioni è ottobre, che totalizza circa 6 giorni piovosi, mentre il meno colpito è luglio, che a volte non vede neppure una goccia d’acqua.

Il segreto di Albarracin sta nella perfetta armonia che ha saputo instaurare con l’ambiente circostante, fondendosi con esso e diventando un unico incantevole monumento: niente, dalle stradicciole alle scalinate che si inerpicano lungo i pendii del suolo, dalle pareti irregolari delle case ai passaggi impervi tra una dimora e l’altra, niente è senz’anima in questo villaggio intriso di storie antiche.

L’insediamento è un bell’esempio di come nel medioevo, in mancanza di spazio e di risorse economiche, gli abitanti siano comunque riusciti a creare una meraviglia architettonica: i materiali utilizzati per le abitazioni sono il gesso, leggero e poco costoso, e il legno, abbondante e facilmente reperibile nella vicina Sierra. Il risultato, benché essenziale, è curato nei dettagli: i portoni delle case invitano ad accomodarsi con i loro intarsi eleganti e i batacchi dalle forme più ricercate.

In una cittadina che è tutta un’opera d’arte, si distinguono comunque alcune principali attrattive, a partire dalle bellissime mura difensive. Una prima parte risale al periodo arabo, ovvero all’XI secolo, mentre la seconda è del XIV secolo e fu realizzata dopo la reconquista da parte dei cristiani. La struttura è alta, in media, ben 12 metri, e misura un metro di spessore. Dominante sulla vallata, in bilico nel punto più alto della cittadella, è la Catedral de el Salvador: iniziata nel 1200 e modificata nel periodo rinascimentale, tra il 1530 e il 1540, la chiesa è affiancata da una imponente torre campanaria del 1593.
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Da vedere anche il Palacio Episcopal del XV secolo; la sede del Municipio dei secoli XIV e XVI; la casa della Julianeta e quella di Calle Azagra; il museo del giocattolo e il museo di archeologia a arte locale.

Costellano la cittadina alcune torri, che slanciate si elevano al di sopra dei tetti vicini. Le più importanti sono la Torre del Agua e del Aguador, risalenti al governo della famiglia Banu Razin, e la Torre de dona Blanca, di epoca feudale. Quest’ultima torre è custode di un’antica leggenda, infatti sarebbe morta qui Blanca de Aragon, la cui anima tornerebbe a vivere durante le notti di plenilunio. Infine la Plaza Mayor, l’unica piazza del cuore antico di Albarracin, ospita alcuni palazzi notevoli ma è soprattutto palcoscenico delle maggiori feste del paese.

Tra le feste si ricordano quelle patronali di metà settembre, durante le quali la piazza viene chiusa e adibita a piccola arena per le corride. Nella stessa piazza, il primo maggio gli scapoli sfilano per la città cantando los mayos, in una riunione notturna di esaltazione della primavera densa di significati sociali. Molto famosi sono anche i laboratori di lavorazione del ferro, che propongono splendide opere di artigianato.. In agosto Albarracin viene invasa dai suoni allegri e suadenti del Jazzin’ Albarracin Festival, che ospita artisti da tutto il mondo.

Per raggiungere Albarracin in aereo conviene atterrare all’Aeropuerto de Zaragoza, a 10 km dal centro di Saragozza e a circa 180 km da Albarracin. La struttura è servita da molti voli di varie compagnie aeree, anche low-cost, provenienti da diverse mete italiane ed europee: Roma, Milano, Lisbona, Londra, Francoforte e molte altre.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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