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Olot (Spagna), guida turistica della cittą catalogna

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Un concentrato affascinante di edifici storici e viuzze acciottolate, ma anche un reticolo vivace di strade costellate di negozi e locali animati. Fuori, ad abbracciare l’abitato, l’ambiente naturale meraviglioso del Parco Naturale della zona vulcanica della Garrotxa. Sono queste le caratteristiche irresistibili di Olot, comune spagnolo di circa 28 mila abitanti nella comunità autonoma della Catalogna, a breve distanza dal confine francese. Centro di lunga tradizione agricola e artigianale, il capoluogo della comarca è noto per la produzione di opere artistiche a soggetto sacro, per la creazione delle statuine del presepio, ma anche per la deliziosa gastronomia catalana che vede i suoi “platos fuertes” nello stufato di manzo e negli appetitosi salumi.

Disseminate per il tessuto urbano, un dedalo si stradicciole e vie piacevolmente chiassose, si celano le preziose testimonianze storiche di Olot: edifici sacri, piazze e palazzi nobiliari dal lungo passato sono pronti a raccontare ai visitatori storie misteriose e appassionanti. Sono molto interessanti i luoghi di culto, tra cui spicca la bella chiesa di Sant’Esteve, realizzata in stile neoclassico tra il 1750 e il 1763. La facciata e la scalinata frontali sono in stile barocco, e all’interno si possono ammirare un retablo barocco di Pau Costa e un dipinto monumentale di El Greco datato 1605, che rappresenta Cristo Portacroce.

Un altro edificio di culto che vale la pena di visitare è il Santuario di Santa Maria del Tura, ristrutturato nel 1763 dal celebre architetto di Barcellona Francesco Mas, che un tempo aveva una splendida decorazione ad affresco e di cui rimangono i dipinti della cupola. Non è da meno il convento de la Mare de Déu del Carme, edificato alla fine del Cinquecento e affiancato da una bella chiesa a cui contribuì il maestro Enrique Julià. Particolarmente interessante è il chiostro rinascimentale del 1603, disposto su due livelli, realizzato da Làzaro Cisterna.

Tra gli edifici civili merita un’occhiata la Casa Solà-Morales, che l’architetto modernista Domènech i Montaner ristrutturò tra il 1915 e il 1916, mantenendo i sontuosi interni del Settecento ma aggiungendo una facciata di stampo modernista. Un altro modo per conoscere da vicino la storia e l’arte di Olot è visitare il Museo comarcal de la Garrotxa, che oltre alla sezione di scienze naturali, che si chiama Casal dels Volcans, comprende una mostra dedicata a dipinti e disegni di artisti catalani del XIX e del XX secolo, allestita all’interno di un antico ospizio settecentesco. La galleria Casal dels Volcans, che occupa invece un edificio neo-palladiano della metà dell’Ottocento, è anche il centro informazioni del Parco Naturale.

La riserva naturale che circonda Olot è l’esempio più grandioso e affascinante di paesaggio vulcanico della Catalogna. In una superficie di 1300 ettari ci sono coni vulcanici stromboliani, crateri d’esplosione e colate di lava basaltica che creano un ambiente sublime e drammatico. Il tutto è immerso in una fauna variegata e selvaggia, specialmente nella zona della Fageda d’en Jordà. I vulcani più spettacolari dell’area sono il Santa Margarida e El Croscat.
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Vale però la pena di tornare nel nucleo più antico di Olot per poterlo apprezzare appieno, senza limitarsi agli edifici, per quanto splendidi, ma assaporando anche le tradizioni e le festività della città. Tra gli eventi più attesi ci sono las Fiestas del Tura, dichiarate Feste tradizionali e di interesse nazionale, animate da balli folcloristici e deliziate dalla gastronomia locale. Da luglio a settembre Olot offre una grande varietà di manifestazioni, la più rappresentativa delle quali è il Festival della Cornamusa di inizio luglio.

Chi ha deciso di visitare Olot può scegliere tra diversi mezzi per il proprio viaggio. Chi si muove in macchina e viene da Barcellona deve percorrere la C17 fino a Vic e la C37 fino all’uscita per Vic-Olot. Chi viene dal resto dell’Europa deve invece percorrere la A9/E15 fino a Figueres e la N260/A26 fino all’uscita della città. Più problematico è il trasporto in treno, perché le ferrovie non raggiungono il cuore della Garrotxa. La stazione più vicina è quella di Girona, da cui si può proseguire con l’autobus fino a destinazione. L’aeroporto più vicino, a 30 km dalla Garrotxa, è quello di Girona-Costa Brava, mentre quello di Barcellona si trova a circa 140 km.

Il clima è generalmente abbastanza gradevole, con inverni freddi ma non troppo rigidi e estati miti. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -2°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 15°C ai 25°C. Le precipitazioni sono distribuite in maniera abbastanza uniforme nell’arco dell’anno: ogni mese si va dai 7 ai 10 giorni di pioggia.

Fonte foto, cortesia: Sito ufficiale
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