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Carmen de Patagones (Argentina): viaggio sulle rive del Ro Negro

Carmen de Patagones è una piccola città argentina di 30.000 abitanti, situata all’estremo sud della provincia di Buenos Aires, pur distando quasi 1000 chilometri dalla capitale. Geograficamente si colloca a pochi chilometri dalla foce del Rìo Negro sull’Oceano Atlantico, esattamente di fronte rispetto al corso del fiume a Viedma, situata sulla riva meridionale e capitale della provincia del Rìo Negro.

Il primo tentativo di insediamento fu fatto a Viedma, dove i terreni erano più fertili, verso la fine del XVIII secolo, ma le piene continue del fiume indussero gli spagnoli a spostarsi di qualche chilometro, raggiungendo così la collinetta sulla cui sommità sorge l’odierna Carmen de Patagones. Qui venne dapprima costruito un piccolo fortino per difendersi dai tentativi di saccheggio delle tribù indigene della zona, ingranditosi con il tempo fino a raggiungere lo sviluppo di una città vera e propria con l’avvento del XIX secolo. Proprio in questi anni, in seguito alla cosiddetta Rivoluzione di Maggio, la primitiva fortezza venne trasformata in un carcere, dove in pochi mesi vennero rinchiusi decine di membri della monarchia spagnola ed esponenti filo-spagnoli locali che avversavano il movimento indipendentista argentino. Qualche anno dopo, in corrispondenza degli eventi della guerra argentino-brasiliana combattuta tra il 1825 ed il 1828, Carmen de Patagones divenne un avamposto corsaro, fino a quando, nel 1827, i brasiliani riuscirono ad occupare il porto principale della città, situato presso l’estuario del Rìo Negro, tentando poi l’avanzata all’interno, bloccata il 7 marzo dello stesso anno da un esercito improvvisato formato da bucanieri e liberi cittadini che si opposero alle truppe di Brasilia ricacciandole in mare. Da quel momento in poi questa data viene commemorata come festa cittadina.

Considerando che la “doppia città” visse il suo momento di maggior splendore a metà del XX secolo, quando il porto divenne un nodo imprescindibile per le navi mercantili nazionali ed internazionali, oggi il complesso urbano di Carmen de Patagones sta comunque attraversando un periodo positivo, sull’onda di un turismo in costante crescita, che oltre ai magnifici paesaggi geografici della Patagonia propone il fascino intramontabile dell’architettura coloniale che caratterizza ancora il centro della città. Ciò nonostante risente dello stato di arretratezza generale della regione, materializzato nella scarsità di infrastrutture e nell’economia ancora essenzialmente basata sulla pesca, ed in parte sull’allevamento bovino.

Per cominciare la visita alle bellezze storiche di Carmen de Patagones non possiamo che dirigerci presso la sponda settentrionale del Rìo Negro, dove si ergono alcuni meravigliosi palazzi realizzati coi tratti tipici del costruire spagnolo di fine Settecento, inseriti all’interno di un quartiere caratterizzato da vicoli stretti e ripidi dalla splendida pavimentazione acciottolata. La Casa histórica del Banco de la Provincia, la Casa de la cultura e La Carlota sono solo alcuni degli edifici da visitare per cogliere a pieno la bellezza di questa architettura. Un altro elemento unico della città sono i maragatos, primordiali cellule abitative, praticamente delle grotte, ottenute scavando la pietra della collina verso la fine del XVIII secolo, ed abitate fino a pochi anni fa dalle famiglie più povere di Carmen. Il museo più importante è il Museo Histórico Regional "Francisco de Viedma", fondato nel 1951, con più di 7.000 pezzi esposti a riassumere la ricca storia della regione.

Le risorse turistiche principali restano comunque il mare e la Patagonia. Il primo, particolarmente bello in corrispondenza della Caleta de los Loros a nord del centro, presenta coste frastagliate cinte da una vegetazione rigogliosa, che offre riparo dal sole nelle ore più calde della giornata, e che spesso finisce per isolare alcuni tratti di costa, difficilmente accessibili e per questo particolarmente spettacolari oltre che totalmente disertati dal turismo di massa. La Patagonia è invece la meta ideale per gli amanti dell’avventura e delle escursioni, con aride pianure, valli, rocce, montagne innevate che fanno da cornice ai molti parchi protetti, come il Parco Nazionale Lapataia, immerso nella cosiddetta Terra del Fuoco, dove ogni giorno è possibile intraprendere avventurose camminate attraverso la foresta accompagnati da una guida.

Il clima è tropicale, anche se mitigato dalla vicina presenza dell’Oceano Atlantico, con temperature medie massime che si aggirano intorno ai 30 gradi in gennaio, per poi scendere in luglio fino ai 12/13, e medie minime che oscillano tra i 20 gradi estivi ed i 6 dell’inverno. La piovosità annua è nell’ordine dei 1200 mm di pioggia, distribuiti abbastanza uniformemente sui dodici mesi dell’anno, tanto che non c’è un periodo più adatto di un altro da destinare alla visita.

L’Aeropuerto Gobernador Edgardo Castello, a neanche dieci chilometri da Carmen de Patagones sulla sponda opposta del fiume, gestito dalla compagnia Aeropuertos Argentina 2000, è servito dall’Aerolìneas Argentinas che garantisce solamente voli nazionali, costringendo perciò i turisti provenienti dall’Europa o dal resto d’America a fare scalo all’aeroporto di Buenos Aires, sempre che, una volta atterrati nella capitale, non si prediliga muoversi noleggiando una macchina, così da attraversare tutta la regione alla scoperta delle sue bellezze paesaggistiche. Una volta arrivati in città i soli modi per muoversi sono gli autobus pubblici o i taxi, a seconda che si guardi al portafoglio o alla comodità.
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 Pubblicato da - 05 Gennaio 2009 - Riproduzione vietata

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