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Le foto di cosa vedere e visitare a Isole Galapagos

Galapagos: viaggio tra le isole. Cosa vedere, sapere e quando andare

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E’ come trovarsi, di colpo, nel bel mezzo di una puntata di Quark. La differenza è che il padrone di casa non è Piero Angela. Ma un leone marino. Probabilmente starà sonnecchiando steso sulla battigia, forse aprirà un occhio e grugnirà al vostro passaggio. Sicuramente vi farà venire una voglia incontenibile di dargli un buffetto quasi fosse un gattone. Non fatelo: ha l’aspetto pacioso ma pesa tre quintali e preferisce non dare confidenza. E soprattutto questa è casa sua. Meglio evitare che ce lo ricordi mostrando i denti.

Ecco, la chiave per provare a capire le isole Galapagos è tutta qui: noi, intendendo gli esseri umani, siamo ospiti. Tollerati si, ma graditi no. Quindi prima di fare ogni gesto bussate. Perché questo non è un documentario. Qui è natura. La natura nella sua forma più vera e incontaminata, eredità dell’epoca dei vulcani arrivata miracolosamente sino a noi, buco della serratura di lava, sabbia e vapore attraverso cui sbirciare quello che era il mondo. Quando, noi, ottusi bipedi arroganti, non avevamo ancora iniziato a lasciare tracce. O meglio: a fare danni.

La difesa della natura
Lo si capisce già arrivando all’aeroporto dell’isla Baltra dopo un’ora e mezzo di volo dal continente in mezzo a nuvoloni che paiono ovatta sporca. E dopo un atterraggio su una pista buttata li, tra gli sterpi e il mare, con un buffo terminal, con il tetto ma senza pareti, dove prima di recuperare i bagagli è d'obbligo disinfettarsi le suole delle scarpe. Un gesto che ricorda la spazzolata sullo zerbino prima di entrare in casa d’altri. Non si tratta però di preservare il parquet del salotto: qui il rischio è importare alieni. Te lo spiegano, e lo ripetono senza sosta, i biologi della Stazione scientifica Charles Darwin e le guide che non ti lasciano mai soli: “Le Galapagos sono fragili: gli organismi “d’importazione” rischiano di contaminare un ambiente restato protetto per milioni di anni”, sottolineano snocciolando cifre: le isole, nel tempo, sono state “invase” da 29 specie di animali e 526 di invertebrati non endemici che minacciano la vita naturale di qui. Poi, per buon cuore, glissano sui centomila umani che ogni anno sbarcano in cerca dell'emozione di un documentario in presa diretta. Per chi ascolta sentirsi pericoloso come un invertebrato peggiora l’autostima. Ma questa è la realtà. E prima di decidere che viaggio fare occorre tenerne conto.

Parco Nazionale delle isole Galapagos
Parco Nazionale dal 1936, può essere visitato solamente con guide specializzate e per potervi accedere bisogna pagare una tassa di 100 Dollari Americani (Imposte che possono variare senza preavviso). Man mano che si cammina per le isole, si attraversano formazioni laviche emerse da vulcani sottomarini, per cui ogni isola è differente, essendo formata da un suo proprio vulcano, con l'unica eccezione dell' isola Isabela, che è il prodotto dell' eruzione di ben 5 vulcani differenti. L' origine della vita sono stati i batteri, le alghe e i funghi, che hanno conformato la base organica di differenti specie portate dalle correnti marine o dai venti che svilupparono in seguito le proprie peculiarità per poter sopravvivere e moltiplicarsi. Questo è il motivo per cui un'alta percentuale della flora e della fauna è endemica delle Isole Galapagos. Nelle isole troviamo i rettili preistorici e specie marine che non si possono trovare in nessuna altra parte del mondo ed è per questo che l'UNESCO le ha dichiarate Patrimonio Naturale dell'Umanità. Le acque di color turchese con le scogliere di roccia vulcanica, formano ponti e tunnel naturali che bagnano le mistiche spiagge di sabbia bianca , corallo, terracotta, nera a seconda dei minerali che predominano in ogni isola e che ne condizionano il colore. L'arcipelago prende il nome dalle giganti tartarughe Galapagos che sono uniche e dividono con altre specie la qualità di endemiche, che non si possono trovare in nessun altra parte del mondo. Le altre specie endemiche con cui le tartarughe dividono questo santuario sono le iguane marine e terrestri, altri rettili, mammiferi e creature marine.

Le isole
Le Galapagos sono un arcipelago dell’oceano Pacifico a circa mille chilometri dalla costa dell’Ecuador, di cui fanno parte. Sono formate da tredici isole principali, di cui solo cinque abitate, e da una serie di isole minori, scogli e briciole di roccia. Ovunque, sia sopra sia sotto l’acqua, gli animali vivono senza preoccupazione, disinteressandosi di noi. Ecco perché, per la loro tutela, si devono rispettare regole ben precise.

Le isola abitate sono Santa Cruz, dove si trova la cittadina più popolosa, ovvero Puerto Ayora, e poco a nord, l’isla Blatra dove si trova il più importante aeroporto. Quindi, verso est, c’è l’isla San Cristobal con il paese di Puerto Baquerizo Moreno, l’isla Isabela e l’isla Santa Maria, chiamata anche Floreana. Le isole sono collegate tra di loro da una serie di traghetti che però sono, in pratica, destinati ai residenti e ai viaggiatori veramente più avventurosi. Gli altri, la gran parte, per andare alla scoperta di questo mondo dimenticato, preferiscono un percorso organizzato. A scelta: una crociera o un tour.

Come arrivare
Baltra e San Cristobal sono le due uniche isole dotate di aeroporto e quindi sono da considerarsi la porta d' ingresso al Parco Nazionale Galapagos, mentre Puerto Baquerizo, sull'Isola di San Cristobal, è il capoluogo amministrativo dell'arcipelago. La nostra base di appoggio, normalmente, é la località di Puerto Ayora, nell'isola di Santa Cruz, che si raggiunge in aereo fino a Baltra, ridente cittadina di pescatori affacciata sul Pacifico, (poco più di 2 ore da Quito e circa un'ora e 30 min da Guayaquil), quindi con un trasferimento in autobus di circa 30 minuti si arriva ad un canale che si attraversa in barca (circa 7 min) e nuovo trasferimento in bus di cicra 1 ora. (Vi sono anche collegamenti con bus regolari da Puerto Ayora a Baltra). A Puerto Ayora troverete alberghi per quanti preferiscono un soggiorno presso il Parco Nazionale con escursioni giornaliere attraverso le altre isole.

Come muoversi
Il maggior numero dei turisti che arrivano alle Galapagos opta per la crociera: è il modo più comodo e rilassante per scoprire l’arcipelago. Ci sono dei contro però: il prezzo e il mar di mare. Le crociere infatti variano per lunghezza e per tipologia di barca. Ma in genere, salvo sistemazioni spartane su vecchi pescherecci riconvertiti, il prezzo tramortisce. Una minicrociera di 4 giorni, e non su uno degli yacht più di lusso, può partire dai 1200 euro. A cui vanno aggiunti i costi aggiuntivi e il prezzo dell’aereo per raggiungere le isole. E qui non si vola low cost. Per crociere poi definite di lusso il prezzo sale ancora: ed è facile sforare i 6500 euro.

L’altra cosa di cui tenere conto sono le bizze del mare. Qui, non dimenticatelo, ci si trova nel bel mezzo dell’oceano. Che soprattutto nei mesi di luglio, agosto e settembre di essere Pacifico non ne ha nessuna intenzione. E l’onda lunga che strattona le barche, che non sono mai colossi imperturbabili come le navi da crociera dei nostri mari, può togliere ogni poesia anche al naturalista più ispirato.

L’alternativa come detto, è quella del tour. In questo caso si prevede la sistemazioni negli alberghi delle varie isole abitate da cui partire per escursioni giornaliere alle zone da visitare più vicine. Anche in questo caso si sceglie la lunghezza della permanenza e le isole in cui fare tappa.

Gli itinerari
Detto così può sembrare un dettaglio di poca importanza: al contrario è invece fondamentale. A seconda delle basi scelte, e quindi delle escursioni fattibili in un giorno, si vedranno solo alcune zone. E di conseguenza solo alcuni ecosistemi con i loro abitanti. Così chi non si sentirà placato se non avrà visto da vicino dei pinguini non dovrà perdersi l’isla Isabela e l’isla Fernandina mentre l’albatros, si trova solo sull’isola Espanola. Vederselo davanti è una esperienza che non si scorda: a punta Suàrez, una scogliera a picco sul mare, decolli e atterraggi sono più frequenti che a Fiumicino. Non a caso lo chiamano l'aeroporto degli uccelli. Gli adulti quando aprono le ali paiono ultraleggeri con le piume mentre i piccoli - si fa per dire visto che sono batuffoloni grossi come un gallo - se si trovano davanti un umano non abbassano lo sguardo. Solo spalancano il becco sperando che noi bipedi facciamo spuntare per loro una razione di pesce.

Le tartarughe, invece, si trovano pressoché ovunque. E d’altra parte se le isole si chiamano Galapagos è proprio per colpa loro. Questa parola indica in spagnolo proprio le testuggini, che qui sono grandi come utilitarie col guscio, e che si vedono emergere qua e la, nuotare placide con il collo proteso come bagnanti imbranati o sulle spiagge impegnate a trascinarsi goffe verso l‘onda. Lo scorcio perfetto per innamorarsene è in una piccola baia sull’isla Bartolomè, dove lo sbarco è proibito per difendere l’incubatrice dei giganti con la corazza: il mare è turchese, la spiaggia color mattone. E le enormi femmine scivolano verso la battigia mentre l’ombra di sazi squali pinna bianca sfiora il battello. Sopra si inseguono le geometrie delle fregate in volo. Non è un caso ma qui anche il respiro di noi figli della tecnologia sembra prendere un ritmo diverso.

D'altra parte non sentirsi un po' Jacques Cousteau è impossibile quando, all'isla Espanola, per scendere dal gommone si deve fare lo slalom tra i leoni marini. Pigri, enormi e puzzolenti questi animali stanno stesi sul micropontile e su ogni spazio pianeggiante. Quando li si scavalca a malapena aprono un occhio per guardarci. Ed è una bella lezione di umiltà apparire così poco affascinanti.

Assai più consolante è invece il disinteresse degli squali: lucidi e affusolati li vedi parcheggiati mollemente sul fondo sabbioso di Gardner Bay, a due passi dalla riva, sotto un roccione che i leoni di mare pare abbiano trasformato in boa. Durante una rilassata seduta di snorkeling anche il meno avventuroso dei nuotatori può vedersi di colpo sfiorato da un’otaria impegnata in una ricca merenda a base di pesci nel blu. Due piroette dopo la si ritrova di nuovo sulla sabbia, concentrata a dormire. Sonori grugniti rivelano che il pranzo è stato apprezzato e la pinna allungata ad abbracciare il vicino di pisolino la rende irresistibile. Verrebbe voglia di portarsene una a casa e rinunciare al balcone.

Le iguane di mare no; quelle non sono per nulla maliarde. Questi rettili che paiono scappati dalla preistoria stazionano al sole sotto il piccolo faro dell'isla Ràbida e sputano con convinzione. Ma non ce l'hanno con noi: è solo che il troppo sale marino accumulato durante le nuotate le infastidisce. E se ne liberano così. Fanno innamorare invece non solo i bambini le tenerissime sule. Sono uccelli stranamente socievoli e hanno le zampe di un blu che sembra quello degli evidenziatori: per vederle nelle varie sfumature il posto migliore è Punta Pitt sull’isla San Cristobal. Nel periodo degli amori si mettono anche a danzare. Con quelle zampe turchesi sembrano una vezzosa ballerina col candido tutù.

... Pagina 2/2 ... Le regole da rispettare
Ma molti altri sono i punti dove scendere a riva anche se il personale che gestisce il Parco nazionale che racchiude tutte le Galapagos fa rispettare un rigido protocollo. Le isole in cui si può mettere il piede a terra sono una decina ma i punti di sbarco spesso variano e nelle crociere le sequenze sono sempre diverse. Lo scopo è evitare un ingorgo di chiglie nelle rade e una invasioni di umani nel regno della natura. Per lo stesso motivo le guide naturalistiche che seguono come ombre corte ogni sbarco lo ricordano in continuazione come un mantra: “State sempre in gruppo. Non toccate nulla. Non uscite mai dal sentiero. Restate ad almeno tre metri dagli animali”. All’inizio non si comprende tanta insistenza ma poi quando accade, come accade di frequente, che un uccellino sfacciato, un Mimo delle Galapagos, si posi sul teleobiettivo della macchina fotografica e inizi a picchiettarlo, illuso dal riflesso che si tratti di acqua da bere, si comprende il tormentone.

Le città
Le Galapagos, importante ripeterlo, sono stati per millenni un luogo dimenticato e senza contatti con il resto del mondo. E se ancora oggi rimangono uno dei più straordinari ecosistemi al mondo lo si deve proprio a questo lungo silenzio che le ha avvolte. Ma il mondo cambia: e queste isole non fanno eccezione. Nell'arcipelago hanno iniziato ad insediarsi nuovi abitanti – erano poco meno di 2000 nel 1959, ora superano i trentamila- le fattorie sono spuntate sulle due isole maggiori e la pressione del turismo ha fatto il resto: le stelle che una volta si vedevano solo dopo il tramonto ora sgomitano anche durante il giorno sulle facciate degli hotel. E l'acqua potabile è un bene prezioso più dell'oro.

L’esempio più evidente è Porto Ayora che ospita oltre dodicimila abitanti. Oltre a loro sul lungomare, assolutamente placide, riposano otarie e iguane. Questa è la porta d’accesso per le Galapagos: il mare del porto è trasparente, le sule paiono bombardieri da picchiata mentre vanno a prendersi il pesce sott’acqua a pochi metri da ristorantini che offrono cheviche e negozi di magliette. Foche dal vivo e foche sulle T-shirt. L’illusione è quella di una convivenza perfetta.

Qui ci sono alcuni alberghi anche di buon livello: uno dei migliori è il Angermeyer Waterfront Inn: un 4 stelle dove una stanza a notte costa circa 200 dollari a notte (angermeyer-waterfront-inn.com). Per mangiare basta scegliere uno dei locali sulla sempre affollata avenida Charles Darwin. Qui volendo si può fare anche tardi la notte sorseggiando margaritas.

Nei dintorni, a meno di 20 minuti, da non perdere è la stazione scientifica Charles Darwin (www.galapagos.org) che ospita un ufficio del Parco nazionale delle isole, un museo e un asilo per i piccoli di tartaruga che poi vengono fatti crescere prima di essere messi in libertà.

Sull’isla San Cristobal si trova la seconda cittadina dell’arcipelago: Puerto Baquerizo Moreno. Nato come villaggio di pescatori si è allargato parecchio in questi anni e ora ha superato i settemila abitanti. Offre la possibilità di sistemazioni di vario livello e una ampia scelta di locali dove mangiare anche se si tratta spesso di ristoranti piuttosto informali.

A una mezz’ora di bus dai diving del lungomare e dai baretti con cocktail volenterosi e tramortenti della cittadina si trova poi il centro della Galapaguera, una struttura dedicata alla protezione delle enormi testuggini, dove questi ciclopici souvenir dell’infanzia del mondo si muovono lenti nella boscaglia. In cima alla collina, protette da reti, ci sono anche le zone dedicate ai piccoli che vengono protetti sino ad età e stazza adeguata. Prima di essere reintrodotti nell’isola di appartenenza.

Avvicinandoci con occhio curioso alle testoline grinzose delle gigantesche tartarughe ci si potrà specchiare nei loro occhi immobili. Non dimostrano nessuna paura ma piuttosto perplessità: “Siete strani – sembrano dire. -Come fate senza il guscio?”.

Fauna nelle isole:
Espanola: Colonie di albatros, sule dalle zampe azzurre,sule mascherate e otarie; iguane marine (varietà Hood), merli Hood, lucertole di lava,colombe delle Galapagos,gabbiani bianchi, code di giunco, grandi frinquelli del cactus,granchi dalle chele leggere, beccacce, falchi delle Galapagos.
Isabela: Pinguini, sule dalle zampe azzurre, fregate, puffini, gabbianelli antartici dalla testa bianca, merli, falchi delle Galapagos,cormorani di terra, picchi fringuelli di Darwin, pellicani marroni, gabbiani bianchi.
Santiago: Foche impellicciate, iguane marine, granchi dalle chele leggere, beccacce, garze cenerine, garze notturne, lucertole di lava, murene, squali, polipi.
Bartolomè: Pinguini delle Galapagos, lucertole di lava, saltabecchi delle Galapagos (cicale), tartarughe marine, squali dalla pinna bianca.
Seymour Nord: Colonie di nidi di fregate, otarie, sule dalle zampe azzurre, gabbiani, iguane marine e terrestri.
Santa Cruz: Tartarughe giganti e altre 11 specie sopravvivent di tartarughe, cardinali, fringuelli di Darwin (13 specie), anatroccoli e fenicotteri dal collo nero, iguane marine, granchi dalle chele leggere, tartarughe marine.
Fernandina: Cormorani di terra, iguane marine,otarie,falchi, pinguini.
San Cristobal: Grandi colonie di otarie e sule dalle zampe azzurre, fringuelli mascherati, fregate, pellicani, gabbiani.
Isola Lobos: Otarie, sule dalle zampe azzurre e mascherate, fragate.
Rabida: Otarie, pellicani,fenicotteri, anatroccoli.

Quando andare / Clima
Le Galapagos si trovano a poca distanza dall’Equatore e pertanto il clima non varia troppo nel corso dell’anno. I mesi tra gennaio e giugno sono un po’ più caldi con sole intenso e una certa umidità dovuta anche ai brevi e improvvisi temporali. Periodo migliore? Da luglio a dicembre il caldo è un po’ meno intenso ma è più facile trovare giornate nebbiose. L’alta stagione quindi è nella prima parte dell’anno con conseguente aumento dei prezzi e dell’affollamento. Un dettaglio: nella bassa stagione anche il mare tende ad essere più mosso. Chi soffre di mal di mare nel tenga conto.


Le Isole Galapagos, anche chiamate le isole delle Tartarughe, si trovano in pieno Oceano Pacifico, a 960 km dalla costa ecuadoregna, sono un vero e proprio laboratorio vivente di scienze naturali. L'arcipelago, che costituisce una delle regioni del territorio ecuadoregno, risale a 6 milioni di anni fa ed è composto da 13 isole principali e 56 isolotti e scogli, di origine vulcanica. L' isola maggiore é Isabelita , seguita da Santa Cruz, Fernandina, San Salvador, San Cristobal. Il clima è caldo arido, con precipitazioni scarse che, tuttavia, alle quote elevate, consentono lo sviluppo di una vegetazione boschiva. La fauna ha un carattere peculiare che indusse Darwin a studiarla profondamente e sistematicamente e proprio in occasione di questi studi elaborò la teoria dell' evoluzione della specie. Le specie più note sono : le testuggini giganti, ridotte oggi a poco più di 8.000 esemplari; le iguane marine e terrestri ; i "leoni" marini e una folta specie di volatili, circa 80, tra cui un tipo di cormorano incapace di volare e una fitta schiera di pinguini. Le isole Galapagos, conosciute probabilmente dagli Inca (vi si sono rinvenute ceramiche precolombiane), furono scoperte nel 1535 e le isole attualmente abitate sono: San Cristobal, Santa Maria e Isabela.

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