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Amazonas, viaggio nello stato pił esteso del Brasile

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  • Manaus
Il più esteso degli stati del Brasile è l’Amazonas, il cui nome deriva da quello del Rio delle Amazzoni che lo attraversa da ovest ad est. Il territorio dell’Amazonas è in buona parte ricoperto dalla foresta amazzonica e si differenzia in tre aree: igapos, ovvero quelle zone sempre coperte dall’acqua; varzeas, terreni a quote maggiori in cui l’acqua compare solo durante la stagione delle piogge; e planalto, un tipo di terra che non viene mai sommerso. Il capoluogo statale è Manaus, una metropoli di oltre 1.800.000 abitanti situata lungo il Rio Negro a 1713 chilometri da Belem, nel cuore della foresta tropicale. Dal punto di vista turistico, Manaus rappresenta un’attrattiva molto interessante per via dei suoi incantevoli scorci naturali, ma tutto l’Amazonas è un paradiso per gli amanti del turismo ecologico e per coloro che sono in cerca di spettacolari avventure nella foresta.

I primi ad utilizzare il toponimo Amazonas furono gli spagnoli, che a causa dei difficili rapporti diplomatici con i portoghesi furono però costretti a rinunciare al controllo della regione. L’odierna Manaus si sviluppò con il nome di Barra do Rio Negro intorno al forte Sao José, divenendo capitale della ne costituita Capitania Sao José do Rio Negro nel 1755. La regione era selvaggia, ma gli abitanti seppero sfruttarne al meglio le possibilità, dedicandosi principalmente alla coltivazione delle cosiddette droghe del sertao: cannella, chiodi di garofano, indaco e cacao. La creazione ufficiale dell’Amazonas risale al 1850, quando una mozione di Dom Pedro II formalizzò la nascita dello stato. A causa della perdita del monopolio del commercio di alcune materie, all’inizio del Novecento l’Amazonas conobbe un periodo di profonda crisi economica, ma anche grazie al turismo la regione ha saputo riprendersi negli ultimi 50 anni.

Capitale dello stato di Amazonas, Manaus è una metropoli per molti aspetti leggendaria, fondata sul corso del Rio Negro che più a valle si unisce al Rio Solimoes formando il Rio delle Amazzoni. Tra le cose da vedere spicca il teatro Amazonas, un edificio in stile rinascimentale italiano inaugurato nel 1896 situato in mezzo alla foresta e proclamato monumento nazionale; le sue 700 poltrone sono rivestite di velluto rosso, i portali sono in marmo italiano e le scale in ferro battuto inglese. Un’opera praticamente coeva alla precedente è il Mercado Municipal, costruito nel 1882, che si trova tra la rua dos Bares e il Rio Negro, nell’area tra la banchina galleggiante e l’Igarape dos Educandos, mentre poco più recente è l’Alfandega (dogana) di Manaus, realizzata da ingegneri inglesi nel 1906. Tra gli edifici più affascinanti del centro ricordiamo il Palacio Rio Negro, completato nel 1910 e un tempo residenza del ricchissimo mercante tedesco di caucciù Waldemar Scholtz. Il museo più noto è invece il Museu do Indio, dove sono esposti più di 3.000 oggetti provenienti dalle popolazioni indigene insediate nella regione dell’alto Rio Negro, seguito dal più piccolo Museu do Homen do Norte, che conserva collezioni etnografiche di cultura regionale e una ricca biblioteca.

Nei dintorni di Manaus si concentra la maggior parte delle attrattive dell’Amazonas. Lo zoo del Cigs (Centro Integrado de Guerra na Selva), situato lungo la estrada da Ponta Negra, a 13 chilometri di distanza dal capoluogo, accoglie circa 300 esemplari appartenenti a 73 specie animali che vivono nelle foreste della regione. Da non perdere poi le spiagge fluviali di Manaus, che andrebbero visitate tra luglio e novembre, quando il livello dell’acqua è più basso; le più note sono la Praia da Ponta Negra, a 18 chilometri dalla città lungo il Rio Negro, e la Praia do Tupé, una riserva naturale a circa un’ora di barca. Con una gita di un giorno si raggiunge l’Encontro das Aguas, il punto in cui si uniscono le acque scure del Rio Negro e quelle giallastre del Rio Solimoes, che per diversi chilometri scorrono affiancate senza mescolarsi. Nell’area del Solimoes i luoghi di maggior interesse sono le spiagge, i corsi d’acqua secondari dei fiumi Manacapuru e Mamori e il lago Janauaca, raggiungibile in circa 7 ore di barca da Manaus.

... Pagina 2/2 ...All’interno dei confini dello stato dell’Amazonas si possono visitare alcuni incantevoli parchi nazionali. Innanzitutto il Parque Ecologico do Janauary, raggiungibile in neanche un’ora di barca da Manaus, che si estende intorno all’omonimo lago. Il parco abbraccia su 9.000 ettari diversi tipi di ambiente, tra cui varzeas e igapos; all’interno della riserva ci si sposta su barche a motore attraverso un intricato dedalo di piccoli corsi d’acqua. Molto bello è poi il Parque Nacional do Jau, istituito intorno al gruppo delle Ilhas Anavilhanas, il più grande arcipelago fluviale del mondo, potendo contare oltre 400 isole, centinaia di laghi, corsi d’acqua, igapos e igarapes che si susseguono per oltre 90 chilometri. Durante il periodo della piena, tra dicembre e aprile, le isole sono quasi completamente sommerse e solo 180 emergono dall’acqua; in questo periodo è più facile osservare sulle esili isole fluviali scimmie, bradipi, pappagalli, tucani, picchi, aironi, serpenti, caimani e tartarughe. Risalendo per altri 500 chilometri il Rio Negro, sulla riva settentrionale si estende il Parque Nacional do Pico da Neblina, la cui superficie totale è di oltre 2.200.000 ettari. Entro la sua area, nella Serra do Imeri, al confine tra Brasile e Venezuela, si ergono i due monti più imponenti del paese: il Pico 31 de Marco, alto 2.992 metri, e il Pico da Neblina, la vetta più alta del Brasile, l’unica che supera i 3.000 metri di quota.

La festa del Boi-Bumba è la ragione per cui Parintins è divenuta una località turistica. La città, che sorge sull’isola Tupinambarana, 420 chilometri ad est di Manaus, è diventata famosa per via dell’espansione, da tradizione locale a vera e propria manifestazione di massa, della festa del Boi-Bumba, che si tiene le notti del 28, 29 e 30 giugno a base di danze, musica, dramma e tradizioni indigene. Il Boi-Bumba, che costituisce la variante amazzonica del Bumba-Meu-Boi del Maranhao, nel quale alcuni personaggi del folclore locale, come il curupira, la iara e il boto tucuxi, si uniscono alle figure dell’antica tradizione indigena, è un evento senza uguali in Brasile. Al centro delle spettacolo stanno due buoi agghindati con decorazioni di cartapesta: Garantido, bianco, con un cuore rosso sulla fronte, e Caprichoso, nero, con una stelle blu in fronte. Entrambi sono seguiti da una coda di ballerini e ballerine, ma a dar fuoco all’evento è il tifo accanito dei gruppi di galeras, ovvero i tifosi delle opposte fazioni.

Il clima è di tipo equatoriale, caldo e umido per tutto l’anno, durante il quale le precipitazioni non danno tregua neanche nella cosiddetta stagione secca, dato che sono comunque 50/60 i mm di pioggia mensili che cadono mediamente in questo periodo. Le temperature risultano praticamente costanti per tutti i dodici mesi dell’anno, tanto che la differenza tra settembre, il mese più caldo, e febbraio, quello meno caldo, è di appena 3/4 gradi. A meno che non abbiate particolari interessi o vogliate vedere qualcosa in particolare è sconsigliabile partire tra novembre e maggio, quanto le piogge abbondanti possono paralizzare gli spostamenti anche per diversi giorni.

Lo scalo aereo più importante dello stato è il Brigadeiro Eduardo Gomes International Airport di Manaus, un aeroporto di notevoli dimensioni ottimamente collegato a tutte le principali località nazionali e del Sud America, ma anche agli Stati Uniti e ad alcune città europee, ad esempio Francoforte. L’Amazonas è attraversata da parecchie autostrade percorribili noleggiando un’automobile o prenotando un posto su un autobus, ma in caso di precipitazioni abbondanti i trasporti possono subire rallentamenti o addirittura bloccarsi per qualche giorno.
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