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Anchorage: viaggio nella pił popolosa cittą dell'Alaska

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Anchorage è la più grande e popolosa città dell’Alaska, potendo contare su una popolazione di 279.000 persone. Geograficamente è situata nel parte centro-meridionale dello stato, quella meno rigida e quindi più vivibile sotto il profilo climatico, mentre dal punto di vista amministrativo è sede del Municipality of Anchorage (MOA), al quale è affidata la gestione dell’estesa Metropolitan Statistical Area, l’area metropolitana che circonda l’insediamento, che annovera 360.000 residenti, praticamente il 40% della popolazione dello stato.

La fondazione di Anchorage risale al 1914, anno in cui si decise di dare vita ad un insediamento che fungesse da base logistica per la preventivata realizzazione della rete ferroviaria in Alaska, portata a termine dopo nove anni nel 1923. I primi abitanti furono proprio gli stessi operai delegati al montaggio ed alla logistica della struttura, dalla quale dipese per lungo tempo la maggior parte dell’economia cittadina. Tra il 1930 ed il 1950 Anchorage si arricchì anche di un efficiente servizio di trasporto aereo, grazie alla pressoché contemporanea costruzione di due aeroporti: il Merrill Field, inaugurato nel 1930, e l’Anchorage International Airport, che aprì i battenti nel 1951. Negli stessi anni furono portate a termine anche diverse infrastrutture militari, come l’Elmendorf Air Force Base e Fort Richardson. Il 27 marzo 1964 la città ha vissuto il capitolo più nero della sua breve storia: il Good Friday Earthquake, il “Terremoto del Venerdì Santo”, un sisma di magnitudo 9,2 che ha ucciso più di 100 persone e causato danni per centinaia di milioni di dollari. A partire dai primi anni ’70 l’economia locale ha conosciuto un deciso incremento derivante dalla scoperta di diversi giacimenti petroliferi che, garantendo anche un discreto numero di nuovi posti di lavoro, attirarono migliaia di americani da tutto il North Pacific.

Stando alle classifiche americane Anchorage è una delle città più vivibili del paese, un luogo sano e stimolante, ideale per trascorrere avventure selvagge e per ammirare le bellezze della natura. Nel centro non si può assolutamente saltare la visita all’Alaska Center for the Performing Arts, nei pressi del Town Square Park, un complesso suddiviso in tre organismi che ospitano decine di eventi e di spettacoli ogni anno. Nel complesso la struttura ha una capienza di 3000 persone e si calcola che ogni anno sia frequentata da circa 300.000 spettatori. Nel mese di febbraio ospita anche l’International Ice Carving Competition, un evento che si tiene nell’ambito dell’importantissimo Fur Rendezvous festival. Altre mete da non perdere sono l’Alaska Native Heritage Center, l’Alaska Museum of Natural History, l’Anchorage Aviation Heritage Museum, l’Anchorage Museum at Rasmuson Center e l’Oscar Anderson House Museum, da cui si capisce l’importanza e la qualità dell’offerta culturale della città. Architettonicamente sono interessanti le strutture sportive, come la Sullivan Arena, un palazzo dello sport capace di ospitare quasi 10.000 persone sedute dove si tengono anche concerti e fiere, l’Anchorage Football Stadium ed il Mulcahy Stadium.

Unici nel loro genere sono gli scenari naturalistici, che negli ultimi anni sono stati tutelati grazie all’istituzione di molti parchi nazionali ed aree protette come: l’Alaska Native Heritage Center, il Fraternal Order of Alaska State Troopers, l’Alaska Botanical Garden ed il Point Woronzof Park. Altrettanto ricca è l’offerta faunistica, dato che semplicemente percorrendo qualche chilometro fuori dalla città si possono incontrare alci, castori, volpi, ma anche orsi neri, Grizzly e lupi, che trascorrono le loro giornate in assoluta libertà.
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Il clima è subartico, con inverni lunghi, rigidi e nevosi che lasciano spazio solo per poco più di tre mesi ad estati fresche e piovose. Le temperature invernali oscillano mediamente tra -15 e -1 grado, mentre tra giugno e agosto, gli unici mesi in cui la morsa del gelo tende ad allentarsi, i valori medi sono anche gradevoli attestandosi intorno ai 9 e 18 gradi. Le precipitazioni sono abbondanti, nell’ordine di 170-180 cm di neve, che cadono abbastanza uniformemente tra novembre e aprile, ai quali si aggiungono i 500 mm di pioggia estivi. Due curiosità: la prima è che, a seconda della stagione, le ore di luce variano sensibilmente, riducendosi drasticamente verso la fine di dicembre, quando il buio avvolge la città per oltre 18 ore, ed aumentando a fine giugno, quando per andare a letto sarà necessario chiudere bene le tende alle finestre; la seconda è legata ad un fenomeno particolarmente originale, dato che occasionalmente la città è oggetto di caduta di ceneri vulcaniche, fuoriuscite dai crateri dei diversi vulcani attivi disseminati nelle vicinanze.

I trasporti vertono attorno al Ted Stevens Anchorage Airport, situato 13 chilometri a sud dell’abitato, un aeroporto grande e molto trafficato, tra i primi del paese per movimentazioni di carattere commerciale, al quale si affianca il sempreverde Merrill Field. Per muoversi a terra si può optare per l’efficiente servizio di trasporto pubblico offerto dal People Mover, che garantisce autobus ad ogni ora del giorno, per il noleggio di una macchina, con la quale ci si potrà anche allontanare da Anchorage percorrendo l’Alaska Route 1, o per l’Alaska Railroad, la compagnia ferroviaria dell’Alaska.

Foto wikipedia, cortesia: Frank K., M&MainAK, Donna Dewhurst
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