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Loi Krathong, Il Festival delle Luci in Thailandia

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Quando la luna piena, solitamente a metà novembre, rischiara il cielo notturno, in tutto il Regno di Thailandia centinaia di migliaia di krathong, tradizionali lanterne galleggianti finemente decorate con foglie di banano, vengono sospinti alla deriva lungo fiumi e corsi d’acqua in un’incantevole cerimonia chiamata Loi Krathong – il “Festival delle Luci”, una delle tradizioni più antiche e meglio conservate del Paese.

Il festival viene celebrato nel giorno di luna piena del 12° mese lunare, che quest’anno cade il 21 Novembre. In questa occasione, la gente si raduna nelle località fluviali più famose del paese per offrire il krathong (una piccola barca sulla quale sono disposte candele, fiori e incenso) in segno di ringraziamento verso Khongkha, la madre delle acque, per la sua generosità e chiedendo contemporaneamente perdono per la negligenza dell’uomo e per l’inquinamento delle acque che sono fonte di vita per l’umanità.

La tradizione del Loi Krathong che è giunta fino ai nostri giorni, è la naturale evoluzione delle cerimonie reali che si svolgevano ai tempi del primo periodo di Rattanakosin, quando diversi tipi di lanterne galleggiavano tra il Fiume Chao Phraya e i suoi affluenti. Questa usanza fu in seguito adottata e trasformata dalla gente comune.

I Krathong sono costruiti con materiali semplici che si reperiscono facilmente nei villaggi e rispecchiano lo stile di vita semplice che si conduce al di là delle mura del Palazzo. Di solito hanno la forma tipica del fiore di loto, del cigno, della pagoda, e del Monte Meru che appartiene alla mitologia buddista. In ogni caso, i Krathong a forma di fiore di loto sono i più diffusi.

Le Origini del Loi Krathong
Esistono molti affascinanti racconti sulle origini del Loi Krathong. Alcune fonti sostengono sia di origini indiane e che si basi sui riti “Deepavalee”, analogamente accompagnati da lanterne galleggianti in segno di devozione alle divinità indiane – Brama, Siva e Vishnu, oppure come atto di sottomissione all’indiano Ganga o Gange. Secondo un’altra scuola di pensiero, questa cerimonia ha avuto origine da antichi racconti buddhisti che avevano lo scopo di onorare la sacra impronta di Buddha sulle rive del mitico fiume Nammadhammahantee.
Comunque, partendo dalla cultura fluviale che ha ispirato la formazione dello stile di vita tradizionale thailandese, il Loi Krathong si è trasformato in una cerimonia durante la quale le offerte vengono presentate a Mae Khongkha – la Madre delle Acque, corrispettivo thailandese della Dea delle Acque Hindu, come segno di gratitudine per aver ricevuto l’acqua fonte di vita.
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Alcuni credono che lasciando il krathong alla deriva si possa simbolicamente allontanare il proprio dolore, la sofferenza e la cattiva sorte, a tal punto che alcuni strani racconti narrano che i più superstiziosi pongono ciocche di capelli o unghie bucate dentro il krathong nella speranza di liberarsi da un incantesimo o dalle disgrazie. Nel krathong vengono anche poste delle monete come offerta votiva.

Per i più romantici e per le giovani coppie, il Loi Krathong è l’occasione giusta per esprimere il desiderio di una vita felice insieme e di avere successo in amore. All’imbrunire, quando la luna piena inizia a sorgere, il krathong viene decorato con fiori freschi, mentre le candele e i bastoncini d’incenso vengono posti all’interno. Le lanterne vengono trascinate a valle dalla leggera corrente, mentre la luce delle candele luccica tremolante al vento.

Lo spettacolo pirotecnico ha lo stesso significato dell’accensione delle candele. E’ un atto di devozione e per questo i fuochi d’artificio costituiscono parte integrante della cerimonia tradizionale e religiosa. I festeggiamenti serali sono caratterizzati inoltre da spettacoli folcloristici, rappresentazioni teatrali, musica e danze e le situazioni descritte negli antichi racconti letterari thailandesi sono ancora oggi molto in voga.

Gli usi e costumi del Loi Krathong riflettono la fede locale e l’evoluzione culturale. In alcune regioni si possono ammirare interessanti variazioni sul tema. Nella provincia di Tak per esempio, le lanterne di foglie di banano sono sostituite da gusci di cocco legati tra loro e lanciati contemporaneamente, in modo da apparire come lunghe catene di centinaia di lucine scintillanti sul Fiume Ping. Nelle province del Nord della Thailandia, che anticamente facevano parte del Regno Lanna Thai, si celebra ancora il Festival delle Lanterne del Nord Yi-peng. Lanterne cilindriche, che assomigliano a palloncini gonfiati con l’aria calda, vengono accese e lanciate nel cielo stellato come offerta a Buddha.

Fonte: TAT (Tourism Authority of Thailand)
Ufficio Stampa Art&Fun
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 Pubblicato da il 09/11/2010 - - ® Riproduzione vietata

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