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L'eccezionale patrimonio naturale del Parco delle Madonie in Sicilia

Le Madonie rappresentano un luogo di grande interesse naturalistico per l'elevata biodiversità e la geologia straordinaria che le caratterizza. Nel 1989, la Regione Siciliana ha istituito il Parco delle Madonie ai sensi della legge regionale n. 98/1981. Questo parco si estende nella Sicilia centro-settentrionale, con il Mar Tirreno a nord, il fiume Imera a ovest, il fiume Pollina a est e i borghi di Sclafani Bagni, Caltavuturo, Polizzi Generosa, Castellana Sicula e le Petralie a sud. Coprendo un'area di circa 40.000 ettari, il parco comprende parti di 15 comuni: Cefalù, Castelbuono, Collesano, Isnello, Gratteri, Pollina, San Mauro Castelverde, Geraci Siculo, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Caltavuturo, Sclafani Bagni e Scillato sono i 15 borghi che si trovano nel Parco delle Madonie.

Il territorio delle Madonie

Il nucleo centrale delle Madonie si estende dal Pizzo Carbonara (1979 m), la seconda vetta più alta della Sicilia, al Pizzo Antenna (1977 m) e al Monte Ferro (1906 m). Queste montagne sono separate da una vasta valle dal Monte San Salvatore (1912 m) e dal Monte Quacella, un massiccio tipicamente "dolomitico". Un'altra valle li separa dal Cozzo Dipilo (1385 m), caratterizzato da profonde pareti e dirupi. Il vallone delle Madonie separa queste montagne dal massiccio del Cervi (1794 m), una riserva d'acqua importante per le Madonie. L'area madonita può essere suddivisa in tre zone distintive a causa delle sue caratteristiche geomorfologiche e climatiche: la fascia costiera del versante settentrionale, protetta dai venti africani, che ospita fitti boschi, oliveti secolari, sughereti, castagneti, frassineti e querceti di roverella, nonché nuclei di agrifoglio a Piano Pomo. La vasta catena montuosa conserva un manto boschivo di lecci e faggi e presenta numerose specie endemiche, tra cui l'Abies nebrodensis, un relitto di antiche glaciazioni. Il versante meridionale è caratterizzato da dorsi montani e colline coltivate a frumento, orzo e altre piante erbacee ed arboree.

Una vegetazione straordinaria

Le Madonie rappresentano un vero e proprio giardino botanico nel cuore del Mediterraneo, ospitando oltre la metà delle specie vegetali siciliane, molte delle quali sono endemiche. Qui si possono trovare oltre 1.800 specie vegetali, di cui circa 170 sono endemismi. Tra questi, l'Abies nebrodensis, la Viola nebrodensis, il Senecio candidus, il Rhamnus lojaconoi, il Jurinea bocconei, solo per citarne alcuni, sono esclusivi dell'area madonita. Un esempio particolarmente significativo è l'Abies nebrodensis, la cui popolazione si sta riducendo rapidamente e conta appena una trentina di esemplari confinati sul Monte Scalone e nel Vallone Madonna degli Angeli. La Genista cupanis è abbondante e si trova in habitat silicei, spesso nelle aree degradate dei pascoli, mentre l'Astracantha nebrodensis, un arbusto spinoso a cuscino, è esclusivo dei substrati calcarei più o meno instabili liberati dalla retrocessione delle faggete e delle formazioni forestali sottostanti. Anche le colture agricole presentano peculiarità interessanti, come le diverse varietà di frassino da manna (Fraxinus ornus e F. oxycarpa) descritte da Francesco Minà Palumbo nel 1876.
Le Madonie vantano un patrimonio floristico ricco e pregiato, con specie esclusive tra endemismi e rarità presenti. Tra le molte specie di rilievo, spiccano l'Astragolo dei Nebrodi, che si sviluppa a quote superiori ai 1.200 metri in habitat estremi, la Viola dei Nebrodi sulle pendici del Pizzo Carbonara e la Peonia, presente nel piano montano. Inoltre, ci sono il Lino delle fate siciliano (Stipa sicula), una singolare esclusività del Monte Quacella, e la Stellina di Gussone (Asperula gussonei), rara e bellissima, che si trova negli habitat calcareo-dolomitici di alta quota. Altri esempi includono il Trifoglio di Bivona-Bernardi (Trifolium bivonae), lo Spillone dei Nebrodi (Armeria nebrodensis), il Cardo niveo (Ptilostemon niveus), l'Astro di Sorrentino (Aster Sorrentinii) e molte altre specie di grande pregio. Le Madonie sono anche ricche di orchidee selvatiche, che aggiungono una bellezza straordinaria alla flora locale.

La straordinaria fauna delle Madonie

Le Madonie ospitano tutte le specie di mammiferi presenti in Sicilia, rappresentando da sole il 70% circa degli uccelli nidificanti e il 60% circa degli invertebrati dell'isola. Tra queste specie, molte sono endemismi, specie rare e protette. Tra i mammiferi presenti si trovano volpi, donnole, istrici, lepri, conigli selvatici, gatti selvatici e martore. Tra gli uccelli, si possono osservare cinciallegre, picchi muratori, picchi rossi maggiori, corvi imperiali e numerosi rapaci, tra cui aquile reali, falchi pellegrini, allocchi e civette. Anche i rettili e gli anfibi sono ben rappresentati nelle Madonie, con lucertole, gechi, biacchi, bisce d'acqua, vipere e rospi diffusi negli ambienti adatti. Gli invertebrati includono alcune specie isolate, come il "Parnassio Apollo di Sicilia", una farfalla elegante esclusiva delle zone più elevate.

Una esplorazione della geologia madonita

Le Madonie sono costituite principalmente da rocce sedimentarie, tra cui calcari, arenarie e marne. Alcune di queste rocce sono estremamente antiche, risalenti a oltre 200 milioni di anni fa. Queste rocce erano in passato il fondale marino e si sono sollevate a causa dei movimenti delle placche tettoniche, poiché la Sicilia si trova al punto di incontro tra la placca africana e quella eurasiatica. Questo spiega la presenza di fossili marini nelle Madonie, come gasteropodi (nerinee e rudiste) incastonati nella pietra locale chiamata lumachella, che è possibile trovare nel centro storico di Cefalù. A Piano Battaglia, a un'altitudine di 1600 metri, si possono trovare molti esemplari di coralli e spugne. Nelle zone calcaree delle Madonie è possibile osservare fenomeni carsici, come grotte, inghiottitoi, doline e gole, creati dalla dissoluzione della roccia in contatto con l'acqua. Alcuni esempi notevoli di carsismo nelle Madonie includono l'Abisso del Vento, una delle grotte più estese e complesse della Sicilia, le Gole di Tiberio, la Grotta Grattara e l'inghiottitoio della Battaglietta. L'area delle Madonie è di grande interesse geologico e fa parte della Rete dei Geoparchi Globali dell'UNESCO.

Il Geoparco UNESCO e l'importanza delle Madonie

Le caratteristiche geologiche delle Madonie, unite ai processi morfo-dinamici in atto e alla posizione centrale in Sicilia, rendono il Geoparco delle Madonie un'area fondamentale per la conoscenza e la ricostruzione della storia geologica della Catena Appenninico-Maghrebide e del Mediterraneo centrale. Con sette tipi di formazioni geologiche e più di sessanta geositi, le Madonie rappresentano ancora oggi un'area eccezionale per lo studio delle scienze naturali e della storia naturale, nonché dei rischi geologici derivanti dai più recenti movimenti tettonici.SENTIERI
Come vivere al meglio il Parco delle Madonie
Per gli amanti delle passeggiate e del trekking il parco offre svariate possibilità, sono presenti circa 300 km di sentieri che includono sentieri geologici urbani e non, musei, attività sportive e didattiche. Per mappe e informazioni sui sentieri del Parco: www.parcodellemadonie.it/visitare-il-parco/
Il parco è facilmente raggiungibile dalle autostrade Palermo – Catania e Palermo – Messina. Le strade statali, provinciali e comunali sono dotate di una buona segnaletica che agevola l’orientamento del turista.
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 Pubblicato da il 27/07/2023 - - ® Riproduzione vietata

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