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Puy-de-dme: weekend tra itinerari nella natura e alta cucina

Siamo nel cuore del Massiccio Centrale, nella regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi, in quello che storicamente è considerato il polmone verde di Francia. E a ragione, perché intorno a Clermont Ferrand, capoluogo del dipartimento del Puy-de-Dôme, il verde colora i paesaggi e i profili dei tanti vulcani che punteggiano la zona. Oltre 300 per l’esattezza, di cui 80 solo nella catena Puys - faille de Limagne, iscritti nell’UNESCO de l'Hexagone dal 2018 perché illustrano in modo unico la rottura continentale, testimonianza di quell’onda d’urto prodotta dalla formazione delle Alpi, oltre 25 milioni di anni fa.
È un territorio facile da esplorare, anche nell’arco di un weekend, ci si può muovere in auto o in bicicletta per una vacanza in stile green, tra parchi naturali e borghi silenti.

Si consiglia di fare base a Clermont-Ferrand, ben collegata via treno a Lione, e di acquistare il comodo Clermont Pass (da 48 o 72 ore, rispettivamente 23 euro e 39 euro) che oltre ai mezzi pubblici comprende anche il ticket d’ingresso a molte attrazioni in città e nei dintorni, come la salita al Puy de Dôme con il trenino elettrico e il museo Michelin.

Clermont-Ferrand: pietra lavica e pneumatici


Città universitaria, con frotte di studenti che ne disegnano spazi e abitudini – circa 35 mila, su una popolazione totale di circa 150 mila abitanti – Clermont-Ferrand è adagiata su un tumulo vulcanico. Tra spazi nuovi e nuclei antichi, che dialogano amabilmente tra loro, un sali e scendi scandito da strade e terrazze panoramiche, la città ha nelle guglie della cattedrale il suo faro e principale riferimento visivo. Alte ben 96 metri, sono il lascito di Violet-le-Duc, l’ultimo architetto a cui è stato commissionato il lavoro di completamento; si vedono da lontano e sono nere, perché la pietra lavica di cui sono fatte, di Volvic, chiara in origine, diventa scura per effetto dell’ossidazione.

Candidata a città della Cultura per il 2024, Clermont-Ferrand è fatta anche d’arkose, la pietra arenaria quasi bionda che arriva da Montpeyroux, una pietra che si ritrova in un altro simbolo cittadino, Notre Dame du Port, iscritta al patrimonio mondiale dell’UNESCO nell’ambito del Cammino di Santiago di Compostela in Francia.
Il consiglio è quello di esplorare la città a piedi, ancora meglio se con una guida (potete prenotare un tour all’ufficio Clermont Auvergne Tourisme, la nostra, Grazia Magurano, è bravissima), partendo dalla Cattedrale per poi addentrarvi nelle stradine del quartiere du Port. Ad accompagnarvi lungo la strada tre eroi della città, Urbano II, il papa promotore della prima crociata, Blaise Pascal e Vercigetorige, le cui effigi sono riprodotte sul lastricato.

La Cattedrale gotica, o “nera” come viene soprannominata qui, è il punto di partenza ideale per un tour della città; iniziata nel 1248 e dedicata alla Maria Vergine fu terminata in circa 6 secoli. Del 1888, la facciata principale è l’unica decorata con statue – le altre sono state tolte dai rivoluzionari francesi –, e i 30 doccioni che si vedono tra il primo e il secondo livello sono autentici. All’interno le splendide vetrate del deambulatorio sono un regalo di San Luigi al figlio Filippo l’Ardito per il matrimonio con Isabella d’Aragona.

Dalla cattedrale, si può seguire rue de Gras per addentrarsi nel quartiere antico, un dedalo di stradine piene zeppe di negozi – anche se molti stanno chiudendo per via del nuovo centro commerciale di Place Jeudi – e facciate austere che però spesso nascondono veri gioielli di architettura come la Sede dei Beni Culturali, hotel particulier del Settecento.
Scendendo da rue de Gras verso place Delille si incontra Notre Dame du Port, una delle cinque sorelle maggiori sparse intorno a Clermont-Ferrand, realizzate nel XII secolo tutte con le stesse caratteristiche. Il numero delle cappelle può variare ma tutte le basiliche hanno una pianta a croce latina, l’emiciclo del coro e lo zoccolo del campanile su due livelli.

Il centro storico è disseminato di belle fontane, come quella rinascimentale di Amboise o di place de Lille. Proprio alle spalle di questa piazza, si allunga l’avenue che passa davanti alla sede degli uffici della Michelin e che porta dritto all’Adventure, il museo aperto dal 2009, esposizione interattiva che illustra quanto la storia della famiglia Michelin sia legata a filo doppio con la città. La visita dell’Adventure è un’esperienza unica per grandi e piccini, al suo interno è possibile scoprire come si è evoluta la tecnologia dal 1891, anno della Parigi-Brest-Parigi, vinta da Charles Terront su una bicicletta con penumatico Michelin inchiodato al telaio, fino al brevetto del pneumatico radiale. Un’intera ala è dedicata al famoso Bidendum – il cui nome nasce per la verità dall’errata interpretazione del primo messaggio pubblicitario, Nunc est Bibendum –, alla sua evoluzione grafica, da simbolo d’élite, alla versione più democratica, mentre alcune sale sono dedicate alle guide di viaggio. Alla fine della visita, irrinunciabile una fotografia in compagnia dell’omino della Michelin.

Il plateau di Gergovia e Montpeyroux


Una prima escursione da mettere in programma da Clermont-Ferrand è quella all’altopiano di Gergovia (30 minuti d’auto), luogo dell’epica battaglia tra romani e Galli nel 52 a.c, unica in cui Cesare subì una sconfitta. Sull’altopiano dove sono ancora visibili tracce dei bastioni difensivi, nel 2019 ha aperto i battenti un interessante museo permanente; tra reperti archeologici – tra questi il più grande frammento di maglia cotta ritrovato in Francia – plastici e modellini, la visita culmina nella sala audiovisiva che ricrea la celebre battaglia. Il museo offre un’occasione unica per imparare di più sulla vita di questa popolazione anche grazie alla ricostruzione dell’oppidum di Corent.

A una quindicina di chilometri dall’altopiano, si raggiunge Montpeyroux, villaggio dell’Associazione Les Plus Beaux Village de France, un borgo arroccato con botteghe artigiane, case colorate fatte di pietra d'arkose e la torre cilindrica a guardia. Dalle mura la vista sull’altopiano è magnifica.

La salita al Puy de Dôme e il parco Vulcania


La seconda escursione porta nel cuore di questa terra vulcanica (circa mezz’ora d’auto da Clermont-Ferrand), fino in cima all’emblematico Puy de Dôme, il cui profilo domina tutto il paesaggio. 1465 metri di altezza che si guadagnano con il Panoramique des Dômes, il treno a cremagliera (15 minuti) o percorrendo il sentiero della mulattiera. Una volta in vetta lo sguardo spazia su un paesaggio fatto di coni verdi dai profili dolci, quelli della catena Puys - Faille de Limagne che si estende per oltre 120 km nel più grande parco naturale di Francia (quasi 400 mila ettari).
Diversi sentieri portano a fare il giro della vetta e a vedere i resti di uno dei più grandi santuari di montagna della Gallia romana, il tempio di Mercurio. Scoperto solo in occasione dei lavori per la costruzione dell’Osservatorio, questo importante centro religioso dominava l’antica Augustonemetum. Per saperne di più, si consiglia la sosta al centro documentale.

Per imparare qualcosa di più sui vulcani divertendosi, prima di rientrare in città, si può fare tappa al parco a tema Vulcania, che quest’anno compie 20 anni. Giochi interattivi, montagne russe, quiz e percorsi tematici, ma anche tanti itinerari green: con più di 57 ettari di parco, il Vulcania fa parte del Parco Naturale Regionale des Volcans d'Auvergne.

Dove mangiare e dove dormire


A Clermont-Ferrand si trovano soluzioni per dormire un po’ per tutte le tasche. Comodo perché a pochi minuti a piedi dalla cattedrale e con una bellissima vista sulla città, il Vialatte uno dei 6 alberghi letterari di Francia dedicato a un autore dell’Alvernia, Alexandre Vialatte; il Kyriad prestige, in avenue de la Libération, è un albergo adatto anche alla clientela business, così come l’hôtel le Magnétic che ospita uno spazio coworking e un pop store che propone prodotti locali.

Fuori Clermont-Ferrand a La Sauvetat, il Domaine de Chalaniat dispone di tre camere in una bella villa del XVIII e secolo, a Aydat, Domaine Les 2 mondes è un ecolodge in mezzo alla terra dei vulcani e il The View, a Montpeyroux, garantisce una magnifica veduta sulla catena dei Puys e sulla catena dei Sancy.
Anche per quanto riguarda la gastronomia, non c’è che l’imbarazzo della scelta in città; si può scegliere tra eleganti bistrò a due passi dalla Cattedrale come Victoire, La Régalade e Smorrebrod, con piatti vegetariani. Verso Place Jeudi si può optare per il raffinato Bistrot d’à côté, mentre se si è in cerca di un’idea per un aperitivo c’è Antre de Dionysos o Aperetik di Jérémy Muller. L’Alvernia è terra anche di formaggi dal Saint-Nectaire al Bleu d’Alvernia, per un assaggio speciale l’indirizzo giusto è Olivier Nivesse, una vera istituzione gastronomica.

Fuori Clermont-Ferrand, per un’esperienza di alta cucina, segnaliamo il Bistrot Zen di Cyril Zen a Montpeyroux, finalista di Top Chef Francia già stelle Michelin e l'Auberge de la Baraque, tempio di Géraldine Laubrières.

Informazioni per la visita


Clermont-Ferrand è servita dall'aeroporto di Clermont/Auvergne (vicino al centro città), ma non vi sono collegamenti ferroviari diretti dall'Italia e occorre fare scalo a Parigi o a Lione.
In treno, si prende il TGV fino a Lione e da qui la linea che porta a Clermont-Ferrand (circa due ore).
Per organizzare la visita si consiglia di consultare il sito dell'ufficio del Turismo Auvergne Destination e l’Ente del turismo Francese
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 Pubblicato da il 10/10/2022 - - ® Riproduzione vietata

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