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Martigny e il Gran San Bernardo: nel Vallese alla scoperta dei leggendari cani del colle

Martigny è una bella cittadina adagiata sul gomito del fiume Rodano, nel cantone svizzero del Vallese, al crocevia di importanti strade che portano ad alcuni passi, tra cui il Colle del Gran San Bernardo.

Da questa bella località di valle ci si può divertire in tantissime escursioni: ad esempio procedendo in direzione nord, verso il Lago di Ginevra, oppure a sud in direzione della Valle d'Aosta, proprio verso il Gran San Bernardo, o puntando sulla strada del Sempione, verso il Piemonte, ed infine anche in direzione ovest, verso il colle della Forclaz che conduce in Francia nella zona di Chamonix.

I San Bernardo della Fondation Barry


- © foto: Massimo Pedrazzini

In rue de Levant 34 si trova la Fondation Barry che, rilevato l’allevamento dell’Ospizio del Gran San Bernardo, ne prosegue l’attività al fine di assicurare la sopravvivenza di questi cani leggendari.

Dalla fine del 17° secolo, i religiosi dell’ordine di Sant’Agostino allevano sul Gran Bernardo l’omonimo cane; ancora oggi questa tradizione viene mantenuta in vita nell’Hospice e dalla fondazione nei cui locali si trova anche un interessante museo dedicato alla presenza di questi molossoidi in ogni forma di arte, dai film ai fumetti sino alla pubblicità.

Al piano terra del grande edificio di Barryland, i box e le zone vetrate adibite alla cura dei San Bernardo permettono ai visitatori di osservarli dal vivo durante il gioco, l’addestramento e il riposo.

Ogni anno sono circa 65mila le persone che arrivano a Martigny per visitare la struttura di Barryland che offre anche un ristorante con specialità di prodotti regionali e uno shop con souvenir.

Visita al Passo del Gran San Bernardo


Da Martigny, dopo circa 45 km sulla statale 27 attraverso i paesi di Sembrancher, Orsières e Liddes, si giunge a l’Hospice du Grand Saint Bernard (www.gsbernard.com), a Bourg Saint Pierre: in inverno all’Ospizio ci si arriva però solo con gli sci o le ciaspole per via dell’abbondante neve che ricopre la strada che s’inerpica verso il colle (per chi volesse affrontare questa escursione impegnativa si consiglia di calcolare circa 2 ore e mezza / tre di cammino partendo dalla piazza di Bourg Saint Bernard). In estate invece, dall’inizio di giugno a metà ottobre, la strada per il passo è percorribile senza problemi, fatte salve le normali accortezze di transito lungo un percorso di montagna.

Proprio sul colle al confine fra Svizzera e Italia, a 2473 metri, sorge l’Hospice, un edificio dalle forme semplici e austere, costruito nel Medioevo dai canonici agostiniani, la cui ospitalità, come da tradizione, è leggenderia. In questa casa religiosa destinata ancora oggi ad accogliere i pellegrini, tutto l’anno sono disponibili posti letto in dormitorio (tariffe da 32 a 67 franchi svizzeri), in camera (da 47 a 80 CHF) e pasti “comunitari”, offerta che in estate viene affiancata da quella dell’Auberge de l’Hospice (www.aubergehospice.ch), situato sull’altro lato della strada e comunicante con l’ospizio tramite un camminatoio in muratura e legno.

La chiesa dell’Hospice, dedicata a San Nicola di Bari, è un piccolo capolavoro di affreschi, sculture e intarsi negli stalli del coro: la si può visitare in compagnia del canonico Raphaël Duchoud per poi ammirare la Sala del Tesoro dove sono esposti alcuni fra gli oggetti sacri più belli, appartenuti alla congregazione di San Bernardo, fra cui reliquiari, croci, paramenti liturgici, libri sacri e l’antico anello, dell’XI° secolo, indossato dal santo. Fra le mura dell’Ospizio vi è anche la tomba del generale Louis Charles Desaix, morto nella battaglia di Marengo e le cui spoglie dal 1805 sono inumate qui.

Le passeggiate con i cani San Bernardo del passo


Da anni inoltre, grazie alla Fondazione Barry, la tradizione dell’allevamento dei San Bernardo, nata proprio qui, continua: alcuni esemplari di questi cani, celebri per le loro qualità di salvataggio, possono ritornare sulle montagne a trascorrere l’estate in quello che un tempo è stato il loro luogo d’origine. Durante la visita al “chenil” li si può vedere assistendo anche alla loro toelettatura e alla preparazione in vista della passeggiata in loro compagnia.

Assieme a una guida della fondazione, chi lo desidera può infatti passeggiare e interagire (seguendo precise indicazioni) con gli amici a quattro zampe lungo i sentieri escursionistici che salgono verso le vette: il percorso, adatto a tutti, permette di immergersi nella natura in compagnia dei migliori amici dell’uomo ascoltandone storia e curiosità.

Al rientro dalla passeggiata, si può infine visitare il canile/museo che racconta con splendide fotografie e audiovideo la storia di questa razza canina e che accompagna poi alla scoperta di flora e fauna, di antichi reperti archeologici e della prima stazione metereologica qui installata nel 1817 da Francois-Joseph Biselx, i cui dati, per decine di anni vennero accuratamente annotati tre volte al giorno e poi trasmessi agli istituti di meteorologia. Oggi invece vengono inviati elettronicamente all’ufficio federale di Zurigo.

E se le temperature lo consentono, non può mancare un gustoso picnic all’aperto, lungo le sponde del lago del Gran San Bernardo, nella conca di Piano di Giove, con prodotti tipici e lo sguardo rivolto alla natura di questo territorio di confine, un tempo importante punto di passaggio lungo la via delle Gallie, la strada voluta dai Romani per collegare Roma alla valle del Rodano, divenuto in epoca medievale tappa fondamentale della Via Francigena.

Ulteriori informazioni : www.vallese.ch
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