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Viaggio in barca a vela alle Isole Lofoten, itinerario e consigli

L’arcipelago delle Lofoten è una catena montuosa composta da picchi giovani e arditi che si inabissa nell’Atlantico settentrionale al largo delle coste della Norvegia in un crescendo di esuberanza geografica che ha pochi paragoni al mondo. I picchi più famosi sono concentrati su una decina di isole principali, mentre un buon migliaio di isolette, isolotti e scogli si fanno carico di rendere più eccitante la navigazione ai marinai e pescatori che da secoli navigano queste acque in cerca di avventura e merluzzo.

Non è un mare facile: la costa occidentale è spazzata dal ponente e dall’onda lunga dell’Atlantico, mentre quella orientale, sul lato del temibile ‘Vestfjorden’, è poco più fortunata, battuta da un mare bizzoso e ingarbugliato. Le correnti di marea non aiutano e possono essere particolarmente virulente nella zona del Maelstrom a nord e sud di Vaeroy, dove immense masse d’acqua arrivano a muoversi anche a 4 o 5 nodi. I picchi da parte loro, giustamente famosi perché ripidissimi, giocano con i venti creando improvvise e violentissime raffiche termiche che qui prendono il nome di Fallwind.

Detto ciò nelle giornate di bel tempo, tutt’altro che rare, navigare sotto il ‘Muro delle Lofoten’ vale non solo una breve crociera ma anche il lungo viaggio in mare per giungerci. Come ulteriore premio, quasi a scusarsi con il marinaio per le perigliose acque, le Lofoten offrono alcuni dei più sicuri e suggestivi porticcioli al mondo, come Henningsvaer, Vaeroy e Skrova. Effettueremo il giro delle Lofoten in senso antiorario partendo dalla splendida e remota Vaeroy.

Isola di Vaeroy


Camminando tra le stradine e le semplici casette bianche o rosse di Vaeroy non si ha la sensazione di essere in uno dei comuni più ricchi della Norvegia, e quindi del mondo. Quando negli anni 80 i merluzzi quasi scomparvero, qui, invece di lasciare, raddoppiarono costruendo una flotta più moderna e potente. Al ritorno del merluzzo dopo pochi anni le poche famiglie dell’isola si ritrovarono milionarie, da qui un malcelato desiderio di non avere troppi turisti. Eppure Vaeroy merita decisamente la traversata del Maelstrom. Le sue creste alte, lunghe e quasi verticali che torreggiano su spiagge bianchissime e deserte ne fanno l’isola più bella delle Lofoten, e forse di tutta la Norvegia.

Isola di Moskenesoy


Reine, sull’isola di Moskenesoy, è il villaggio più fotografato dell’arcipelago, grazie alla sua invidiabile posizione alla bocca di due fiordi che dividono le vette più aguzze della zona. Come porto però è consigliabile il più suggestivo Sorvagen, tre miglia più a sud, meglio protetto e quasi sconosciuto ai turisti che invece affollano Reine o la piccola A (con un pallino). Quasi d’obbligo fermarsi a Reine per scalare la vetta sopra il porto e immortalarsi con la vista dei picchi che sembra correre all’infinito verso il tramonto.

Isola di Vestvagoya


Vestvagoya a nordest è meno drammatica e spettacolare di Moskenesoya, ma offre una costa settentrionale di una bellezza mozzafiato, con scogliere a picco intervallate da spiagge bianche e deserte, piccole isolette e alcuni agglomerati molto suggestivi, come Eggum. La navigazione lungo la costa nordovest è decisamente più sensibile ai capricci di vento e onde ed è quindi consigliabile renderla breve, ma ciò è possibile solo a barche con altezza inferiore ai 18 metri, per poter passare sotto i ponti che collegano le isole dell’arcipelago. Se la meteo lo consentisse, vale comunque la pena esplorare le decine di isolette intorno a Borgvaer, che nelle giornate di sole sembrano letteralmente galleggiare su una immensa piscina di sabbia celeste, basta dare un’occhiata a Google Earht!

Isola di Austvagoya


Austvagoya conferma un trend geografico di ammorbidimento delle vette, sempre imponenti ma meno incombenti, e dal suo porto principale Svolvaer è semplice giungere ad alcuni dei centri più visitati delle Lofoten, come Henningsvaer, un'isola-canale con le classiche case e depositi bianchi e un fotografatissimo campo di calcio ricavato coi denti tra le rocce bianche, e Kabelvag un altro antichissimo centro di pesca con darsene colorate e pescherecci d’ordinanza.
Skrova è a 5 miglia da Svolvaer ma sembra galleggiare in un altro mondo. Il velista è accolto dal pontile gratuito si una grande società di pesca che mette subito in chiaro che il politically correct è meglio lasciarlo sulla terraferma. A fianco a un bellissimo murales raffigurante una megattera sono orgogliosamente esposti i possenti arpioni balenieri esplosivi, con esaurienti foto esplicative del loro uso, che hanno reso l’isola ricca. Skrova è un liogo ideale dove trascorrere una giornata di maltempo, con una bellissima passeggiata sulla vetta dell’isola (45 minuti di cammino) e una serie di spiagge mozzafiato sulla costa nord.
I fiordi delle Lofoten iniziano a nord di Skrova e offrono in poche miglia un radicale cambio di geografia. Dalle isole esposte alla furia dei marosi si passa a un intricato labirinto di canali che si insinuano tra vette imponenti ed innevate anche ad agosto. Visitatissimo il Trollfjorden, lungo poco più di un miglio ma tagliato con l’accetta tra pareti verticali e di color rosso Corsica.
Vela, montagna, sci alpinismo e pesca… le Lofoten sono un luogo magico dove la noia è sconosciuta!
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 Pubblicato da il 31/10/2018 - - ® Riproduzione vietata