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Rouketopolemos: la battaglia pasquale dei razzi, a Chios in Grecia

Pensare ad una guerra di razzi artigianali organizzata a Pasqua fra due parrocchie rivali suona quasi come una blasfemia. Consolatevi. Semmai vi fosse venuto in mente non avete commesso alcun peccato, perché la tradizione esiste ed è quanto mai viva. Per ammirare la “Rocket War” che ogni anno si ripropone a Pasqua, basta prendere il primo aereo diretto all’isola di Chios, la quinta isola per grandezza della Grecia con oltre 200 km di costa a sole tre miglia marine dalla Turchia.

Poi raggiungere la città di Vrontados nei sobborghi di Chios, caratterizzata dalla presenza di quattro caratteristici mulini che sembrano sorgere dalle acque. Le origini di questo evento antico quanto originale, si perdono fra i meandri dei tanti racconti ai quali gli abitanti hanno dato vita.

Le versioni più accreditate sono due. La prima colloca l’origine della “Rocket War” o, in greco, “Rouketopolemos”, nel 1800 durante l’occupazione Ottomana quando gli invasori minacciarono di sedare eventuali rivolte con l’uso dei cannoni. Un avvertimento che la popolazione accolse quale invito ad anticiparli inondandoli di razzi. Così gli Ottomani risposero e si innescò il primo germe dell’evento ripetuto di anno in anno. La seconda storia invece attribuisce la nascita dell’evento al periodo dell’occupazione turca come espediente per aggirare il divieto imposto di festeggiare la Pasqua con le modalità a cui i Cristiani dell’isola erano abituati. I fedeli delle Chiese di Santa Maria e di San Marco decisero di inscenare una guerra finta per tenere lontani i Turchi e procedere indisturbati con i loro festeggiamenti. E così, effettivamente accadde.

La storia narra che stupiti da così tanta ed improvvisa violenza, i turchi presero le distanze e si allontanarono dal perimetro interessato dal lancio dei razzi lasciando liberi gli isolani di celebrare la Pasqua come volevano. Fatto sta che la rivalità fra le chiese, nata per confondere gli occupanti, si è trasformata nel tempo in un giocoso rituale. Le parrocchie che lottano fra loro nella notte antecedente la Pasqua, San Marco e Panaghia Ereithiani sono costruite a circa 400 metri di distanza l’una dall’altra su due colline opposte. Da lì vengono sparati da piattaforme scanalate decine di migliaia di razzi fatti in casa dall’intera città assemblando bastoni di legno e miscela esplosiva contenente polvere da sparo.

L’obiettivo è quello di colpire, sparando 80.000 fuochi d'artificio, i rispettivi campanili debitamente protetti, come le chiese, da una copertura fatta di tessuto a rete e metallo. Il vincitore si individua il giorno di Pasqua, quando vengono contati i colpi che hanno raggiunto i singoli campanili senza però dare seguito ad alcun riconoscimento. Ogni volta infatti, le parrocchie si contendono il ruolo di vincitore. Il mancato accordo, come da copione, serve a giustificare ogni volta la richiesta della successiva rivincita in modo tale che l’evento si possa ripetere.

Se volete ammirare, senza rischi, questo inusuale spettacolo, il nsotro consiglio è di salire sulla collina di Aipos, da dove lo show è garantito, senza troppi rischi!

La prossima “Rocket War” è quindi attesa per la notte di Pasqua 2015, celebrata il 12 aprile (Pasqua Ortodossa).
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 Pubblicato da il 16/03/2015 - - ® Riproduzione vietata

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