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Plaza de Armas, qui ebbe inizio la storia dell'Avana

Meno di un isolato a ovest del Gabinete de Arqueologia si estende Plaza de Armas, la più antica e animata delle piazze dell’Habana Vieja, da dove, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, cominciò a formarsi l’odierna città di L’Avana (Havana). La piazza, che si sviluppa intorno a un ombreggiato giardino centrale, è sempre un viavai di persone, molte delle quali non si lasciano sfuggire l’opportunità di un pranzo al ristorante La Mina. Le tre vie lastricate a mattoni e l’unica strada dal pavimento in legno che costituiscono il bordo esterno della piazza sono occupate tutti i giorni, tranne la domenica, dal più grande mercatino di libri usati dell’Avana, dove si possono trovare i discorsi di Fidel Castro o i saggi del Che Guevara, oltre a libri da collezione di letterature prerivoluzionaria e persino qualche volume di epoca coloniale.

Un tempo cuore della vita politica dell’Avana, Plaza de Armas presenta alcuni splendidi esempi di architettura coloniale. Primo tra tutti il solido e raffinato Palacio de los Capitanes Generales, situato sul lato occidentale della piazza, adibito a sede del governo spagnolo dal 1791 alla fine della guerra ispanica-americana del 1898 e attualmente occupato da uno dei musei più interessanti della città: il Museo de la Ciudad (Museo della città, aperto tutti i giorni eccetto il lunedì dalle 8.30 alle 18.30 pagando 3 CUC circa 2.30 €). Esaustive testimonianze del patrimonio coloniale dell’Avana, le sale al pianoterra sono state restaurate e restituite al loro splendore originario. Tra queste ricordiamo: il magnifico Salon de los Espejos (Sala degli Specchi), le cui pareti sono rivestite con specchi dorati; il sontuoso Salon del Trono, riconoscibile dai muri tappezzati in raso rosso scuro e teoricamente riservato alle visite dei sovrani spagnoli che, tuttavia, non si recarono mai a Cuba; e soprattutto il Salon Dorado, così chiamato per la mobilia dorata e le preziose porcellane, che era il luogo dove il governatore della città era solito ricevere i suoi ospiti. Attenzione: da nostra esperienza in loco, i custodi di questo museo (come ci aveva avvertito la nostra Routard), sono stati particolarmente insistenti con proposte di vario genere al fine di spillarci qualche CUC.

Nello stesso angolo della piazza, tra Tacon e O’Reilly, sorge il Palacio del Segundo Cabo  (aperto da lunedì al sabato dalle 8.30 alle 18), risalente allo stesso periodo del precedente e caratterizzato dalla medesima architettura sobria ed elegante. Per qualche anno fu sede delle Poste Reali, poi di varie istituzioni tra cui l’Erario, l’Ente Geografico Cubano e la Corte Suprema di Giustizia, mentre oggi ospita la direzione dell’Instituto Cubano del Libro. L’istituto si sviluppa intorno ad un bel patio alberato da cui traspare la solennità architettura barocca, con le antiche arcate in pietra e la balconata di ferro battuto che gira attorno al perimetro del cortile. Nell’atrio del palazzo c’è una bacheca dove vengono infissi i programmi delle conferenze, dei seminari e dei convegni che vi si tengono, ma anche una libreria abbastanza fornita.

Infine, all’angolo nord-orientale della piazza, si erge El Templete (accessibile a 1 CUC circa 0.80 €, tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00), una curiosa riproduzione in scala ridotta del Partenone di Atene che segna il punto esatto in cui fu fondata L’Avana, nonché il luogo dove fu celebrata la prima messa nel 1519.

A pochi passi dalla piazza, un altro grande museo: il Museo Nacional de Historia Natural (aperto da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 17.30 e il finesettimana dalle 9.30 alle 16.00 al costo di 3 CUC circa 2.30 €), situato all’angolo tra Calle Obispo e Calle Oficios, dopo essere stato per diversi anni al pianoterra del Capitolio Nacional. La nuova sede fu inaugurata nel 1999 ed ha un aspetto più elegante e austero di gran parte degli altri musei della zona. Al suo interno, il percorso di visita si snoda prevalentemente al pianoterra, dove sono presenti plastici e video interattivi che illustrano la storia della vita sulla terra, mentre gli effetti di luci e suoni conferiscono maggiore realismo alle riproduzioni dei mammiferi dei cinque continenti. 

Spingendosi poco oltre il margine settentrionale della piazza si scorge il massiccio profilo del Castillo de la Real Fuerza, una rocca cinquecentesca circondata da un fossato. Eretto sul luogo di un castello distrutto dai pirati francesi nel 1555, il maniero, per quanto più solido e robusto del precedente, non riuscì mai a ricoprire il ruolo di baluardo della città; la sua collocazione, infatti, a notevole distanza dall’imboccatura della baia, si rivelò inadeguata a proteggere L’Avana dall’attacco degli inglesi nel 1762, i quali poterono conquistare la città mantenendosi a debita distanza della gittata dell’artiglieria del castello. Attualmente il pianoterra accoglie un’interessante mostra di ceramiche: il Museo de La Ceramica (aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30 pagando 1 CUC circa 0.80 €), che raccoglie vasi d’epoca precolombiana ma anche curiose creazioni moderne, come una macchina da scrivere con tanto di foglio di argilla opera del ceramista Fernando Velazquez Vigil.

 Pubblicato da il 21/10/2011 - 5.649 letture - ® Riproduzione vietata

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