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Sant'Ilario il quartiere di Genova famoso per le passeggiate e Fabrizio De André

Reso immortale dalla canzone Bocca di Rosa di Fabrizio de Andrè questo quartiere di Genova merita una passeggiata alla scoperta dei suoi luoghi più caratteristici.

Fino al 1926 Sant’Ilario provò l’ebbrezza dell’autonomia comunale, poi entrò a far parte di Genova venendo di fatto assorbito dal capoluogo portuale ligure. Dalla suddetta data è dunque un quartiere del Municipio IX Levante, sfrutta l’andamento della riviera ponendosi alle pendici dell’Appennino e presso il Golfo Paradiso. Geograficamente non è immaginabile come area intestina dell’ex repubblica marinara poiché risulta invece una zona distaccata, “auto esiliata” a dieci chilometri dal centro cittadino.

Per il suo carattere votato all’isolamento, Sant’Ilario ha le fattezze di un borgo eremitico, immerso in un paesaggio naturale che lo rende facile meta escursionistica raggiungibile attraversando le cosiddette crêuze, mulattiere molto ripide in grado di fendere verticalmente le colline circostanti. Altri, per contro, visitano il paese per una questione più sentimentale che attrattiva, sulle ali della famosa canzone Bocca di Rosa in cui Fabrizio De André cita a più riprese l'ex stazione.

Cosa vedere e cosa fare

Sant’Ilario appare nominato per la prima volta in un atto di vendita risalente al XIII secolo e all’epoca si trattava di un insediamento urbano popolato da sole 154 famiglie, intento a improntare adeguate difese e precauzioni a contrasto delle incursioni saracene dal mare. Si rese necessario sfruttare anzitutto il territorio collinare e progettare la costruzione di edifici a scopo protettivo o di avvistamento, ad esempio la Torre del Fieno eretta nel 1552 e ubicata lungo la Passeggiata Anita Garibaldi. In via San Rocco di Nervi sorgeva e sorge tuttora la Chiesa di San Rocco, al tempo utilizzata anche come rifugio nel bel mezzo delle invasioni more. La struttura, ascrivibile al XIV secolo, possiede tre altari rispettivamente del 1749, 1894 e 1942: il primo è in marmo, corredato di pala raffigurante San Rocco.

Sant’Ilario acquisì la municipalità alla fine del ‘700 sulla scia degli eventi napoleonici e crebbe come urbanità a se stante nel corso dell’Ottocento incidendo incremento demografico, sviluppo industriale ed espansione complessiva dell’abitato. Sorse in loco anche una prestigiosa Scuola dell’Agricoltura, frequentata fra il 1910 e il 1912 da Rodolfo Valentino, il quale tornò a visitare il borgo nel 1920 nelle vesti di celebrità mondiale.

Oggi uno dei simboli architettonici preminenti è la Chiesa di Sant’Ilario, fortemente modificata nel XVIII secolo a tal punto che ben poco è sopravvissuto dell’originario luogo di culto medievale, eretto in onore di Sant’Ilario di Poitiers il quale, perseguitato in terra transalpina dagli eretici, valicò il confine trovando rifugio in una piccola grotta, la Tana del Santo rinominata in dialetto tanna du santu. La testimonianza ecclesiale custodisce all’interno la bella statua marmorea della Madonna con Bambino scolpita da Leonardo Misano. Inoltre, per la magnifica presenza dell’affresco posto sulla volta, opera seicentesca di Giovanni Carlone, la chiesa è dal 1934 monumento nazionale, arricchito da un campanile di 33 metri di altezza, una facciata neoclassica e un crocifisso ligneo di cui è probabile autore il Maragliano.

Molto più semplice della parrocchiale a livello estetico, la Chiesa di San Nicolò è certamente più antica sebbene non si conosca l’esatto anno di fondazione. Il campanile reca invece una specifica data di erezione, il 1771. Assai suggestiva per la particolare allocazione nel bel mezzo di un bosco di castagni la Cappella di Santa Maria Maddalena.

Nel novero delle architetture civili rientrano Villa Penco e il Cimitero di Sant’Ilario, dove riposano le salme del poeta dialettale Edoardo Firpo, dell’attore del cinema muto Bartolomeo Pagano e del comandante dell’Andrea Doria Piero Calamai.

Prodotti tipici della località risultano a tutti gli effetti gli agrumi, la cui coltivazione è favorita da un clima mite senza inverni particolarmente rigidi. Anche fiori, palme, frutta e verdura beneficiano delle ideali condizioni climatiche.

Come arrivare a Sant'Ilario

Il quartiere è attraversato dalla SS 1 via Aurelia; il paese è servito dalla linea 516 di AMT Genova sulla tratta Nervi – Chiesa di Sant’Ilario; la stazione più vicina è a Nervi; l’aeroporto “Cristoforo Colombo” di Genova è quello di riferimento.

 Pubblicato da il 02/11/2020 - 1.326 letture - ® Riproduzione vietata

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