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Terme di Vetriolo: lo stabilimento termale pił elevato d'Europa

Poste in quota, le Terme di Vetriolo offrono due tipologie di acque termali, con diverse concentrazioni di sali minerali, ideali per varie tipologie di trattamento, come inalazioni, balneoterapie e fanghi.

Terme di Vetriolo é uno dei tre impianti termali del complesso curativo e benessere ‘Terme di Levico e Vetriolo’, che comprende anche lo stabilimento e l’hotel Spa nel centro abitato 1000 metri più a valle. In effetti lo stabilimento delle Terme di Vetriolo é famoso per essere il centro termale più in alto di tutta Europa: si trova infatti ad una quota di quasi 1600 metri di altitudine, alle pendici dei Monti Lagorai, mentre lo stabilimento ‘gemello’ di Levico si trova a circa 550 metri di quota.

Questo iconico tra i centri termali del Trentino, sorge nelle immediate vicinanze delle due sorgenti dell’acqua ‘Debole’ e ‘Forte’ che alimentano tutti gli impianti del comprensorio, dunque riceve le acque terapeutiche appena scaturite dal sottosuolo, senza bisogno di alcun trattamento. Collocato a circa 12 km di distanza da Levico, Terme di Vetriolo non é solo una perla preziosa dell’Alta Valsugana, ma in effetti anche uno dei centri termali più famosi in Italia e all’estero per il wellness ed i trattamenti termali in alta quota. La sua collocazione in alta montagna, infatti, ne fa una meta frequentatissima nel periodo di apertura, cioé i mesi estivi (fine giugno – primi di settembre): Vetriolo offre allora, oltre alla salute ed al benessere delle sue sorgive, un clima freschissimo ed uno scenario naturale rilassante e bello da esplorare con lunghe passeggiate corroboranti. Le strutture del centro termale sono state oggetto di recentissima ristrutturazione che, pur manentendo intatti i canoni estetici del tradizionale centro termale di alta quota, ha ridefinito gli spazi e dotato lo stabilimento di macchinari ed attrezzature all’avanguardia.

Acque e trattamenti termali

Le acque che alimentano Terme di Vetriolo derivano da due sorgenti che scaturiscono nelle immediate adiacenze dello stabilimento: prendono il nome di ‘Acqua Forte’ e ‘Acqua Debole’ per indicarne l’elevato ed il basso livello di mineralizzazione. Tali acque nascono dalle precipitazioni piovane che si raccolgono all’interno del complesso roccioso di alta quota del Cima d’Asta, per poi attraversare i giacimenti metalliferi del sottosuolo grazie ai quali raccolgono i preziosi oligoelementi che le rendono terapeutiche. Ricche di ferro, rame, zinco, arsenico e solfati, sgorgano infine all’interno delle antiche gallerie minerarie in uso sin dal Medioevo.

Caratterizzate da un intenso livello di acidità e da una elevata mineralizzazione, sono particolarmente efficaci sotto l’aspetto antisettico ed anti-infiammatorio, ma sono anche un efficace stimolante nel processo di ricambio cellulare dell’epidermide, uno stabilizzatore per il tono dell’umore ed un rilassante per la muscolatura. I cicli terapici termali nei quali trova oggi applicazione riguardano tutte le cure termali tradizionali: la presenza di numerosi minerali rende queste acque molto versatili sotto il profilo curativo, dunque esse sono impiegate per la balneoterapia, i fanghi, le inalazioni ma anche per irrigazioni vaginali e ventilazione polmonare.

Proprio in relazione alla loro elevata efficacia, le sorgenti termali di Vetriolo emergono causalmente in epoca medioevale nel corso delle escavazioni effettuate per costruire le gallerie tramite le quali sfruttare i ricchi giacimenti di ferro e rame della zona. Utilizzate inizialmente soltanto dai locali, senza conoscerne appieno le proprietà medicamentose, sono sfruttate in maniera sistematica a partire dalla Seconda metà dell’Ottocento, quando le preziose sorgive sono canalizzate fino a fondovalle per alimentare l’impianto di Levico, completato nel 1866. Il maggior impulso al termalismo locale arriva dall’imprenditore tedesco Giulio Adriano Pollacsek, grazie al quale nel 1900 sono inaugurati il Grand Hotel Imperial ed il relativo parco. Dopo lo stop alle attività termali per via della seconda guerra mondiale, stabilimento e sorgenti diventano di proprietà della Regione Trentino-Alto Adige prima e della provincia di Trento poi. Lo stabilimento di Vetriolo torna in auge nella seconda metà del Novecento grazie un crescente sviluppo turistico che porta la piccola frazione a vantare ben quattro hotel e una stazione della cabinovia che porta al complesso sciistico Panarotta 2002; segue una forte battuta di arresto ad inizio anni 2000, cui segue la ristrutturazione nel 2009 ed una lenta ripresa anche se non ai livelli precedenti (oggi é presente un solo hotel in loco).

Informazioni utili per visitare le Terme

Indirizzo, telefono, sito ufficiale
Strada Provinciale per Vetriolo, 1, 38056 Levico Terme TN, Italia

tel. +39 0461 701835
www.termedilevico.it


Come arrivare
Per raggiungere questo stabilimento d’alta quota é certamente più pratico viaggiare in auto, moto o camper. Con un mezzo proprio infatti, una volta a Trento si percorre la Statale 47 della Valsugana con due alternative: deviare sulla SP228 a Pergine Valsugana per inerpicarsi direttamente fino a Vetriolo via Vignola, oppure proseguire sulla strada maestra fino a Levico, per poi arrivare in quota tramite l’apposita provinciale SP11 che collega i due centri termali. Il primo percorso é leggermente più breve e richiede circa tre quarti d’ora. In alternativa, da Trento si possono usare anche i mezzi pubblici, ossia il bus B401 diretto a Levico, dove si cambia per montare su quello che effettua il collegamento con Vetriolo, per un tempo di percorrenza di circa un paio d’ore.

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