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Il Santuario di San Romedio a Predaia

L'Eremo di San Romedio si trova nel territorio di Predaia in Trentino. Il Santuario rimane nascosto in una stretta valle nelle vicinanze di Sanzeno, spesso qui vengono cresciuti esemplari di orso bruno..

Cinque chiese costruite fra il 1000 e il 1918 a ridosso di una parete rocciosa e unite fra loro da una scalinata di 130 gradini. Gli splendidi paesaggi naturali della Val di Non, in Trentino Alto Adige, ospitano il santuario di San Romedio che sorge nei pressi di Sanzeno, nel territorio di Predaia, in provincia di Trento. Visitato da oltre 200 mila fedeli ogni anno, questo complesso religioso è gestito dai frati dell’Ordine Francescano.

Storia e leggenda

La leggenda narra che il nobile Romedio verso la fine del X° secolo decise di ritirarsi a vita da eremita donando alla chiesa tutte le sue ricchezze. Proprio fra le rocce in questo angolo di Trentino Alto Adige, alla sua morte, i seguaci del religioso costruirono una piccola chiesetta a cui, nel corso dei secoli, se ne affiancarono altre.

Fedeli e turisti possono ammirare qui uno degli eremi più caratteristici d’Europa. Ci sono la chiesa antica con il sacello che dal 1120 custodisce le spoglie di san Romedio: per raggiungerla si arriva sino alla cima della parete rocciosa (da vedere il portale romanico e la Madonna con il bambino del XII° secolo). Di fronte si erge la chiesa nuova di san Romedio costruita nel 1536 dai conti Thun al cui interno sono custodite una pregevole tela raffigurante la Deposizione datata 1695 e una che ritrae il santo eseguita dal Chiocchetti nel 1905. C’è poi la chiesa di San Michele con la suggestiva volta a botte e lo stile gotico-clesiano con l’altare barocco del 1713; la cappella dell’Addolorata, ex voto voluto dai reduci della prima guerra mondiale e consacrata nell’ottobre del 1923. L’edificio religioso del 1489 dedicato a San Giorgio infine è impreziosito da affreschi con i simboli degli Evangelisti e altre immagini sacre.

L'Orso di San Romedio

Il sentiero costruito nella roccia per raggiungere il santuario è anche una delle “passeggiate religiose” più frequentate del Trentino. L’eremo è inoltre noto anche per il famoso orso che si narra sia stato ammansito e cavalcato dal santo per arrivare sino in città dove il vecchio Romedio era atteso per un incontro con il vescovo di Trento. A ricordo di questo episodio c’è una statua in legno accanto all’arco d’ingresso del santuario. Dal 1958 l’eremo accoglie all’interno di un recinto orsi provenienti da sequestri e detenzioni illegali fra cui si ricorda Charlie destinato all’abbattimento dopo essere stato utilizzato per anni in un circo, due femmine, Cora e Cleo, nate proprio qui nel 1996 e poi trasferite in un parco naturale e Bruno, uno splendido esemplare di orso dei Carpazi.

Il santuario ospita infine una mostra permanente dal titolo “San Romedio. Mille anni di storia, arte e devozione” con alcuni degli ex voto restaurati grazie anche al prezioso lavoro della Soprintendenza per i beni culturali di Trento. Sono esposti reperti archeologici, affreschi, libri e altri oggetti che riguardano la vita del santo e la storia del santuario.

Informazioni utili, date e orari per visitare l'eremo

Apertura al pubblico: da ottobre a aprile dalle 9 alle 17.30; da maggio a giugno e nel mese di settembre dalle 9 alle 18; da luglio a agosto dalle 8.30 alle 19. Ingresso gratuito. Possibilità di visite guidate.

Indirizzo: Coredo, Predaia (Trento) – tel. 0463 536198 oppure 0463 636127. Informazioni anche presso l’Azienda per il Turismo Val di Non allo 0463 830133.

Per raggiungere il santuario in auto si può percorrere per circa 1 chilometro la strada che dal centro abitato di Sanzeno attraversa un canyon e raggiunge il parcheggio del santuario; a piedi invece è possibile seguire il sentiero delle forre di San Romedio partendo dal parcheggio del Museo Retico (sempre in località Sanzeno) per poi arrivare al santuario. Sconsigliato per chi ha difficoltà motorie.

Sito ufficiale www.santimartiri.org

 Pubblicato da il 08/01/2019 - 447 letture - ® Riproduzione vietata