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L'Orto Botanico di Palermo: la storia e le piante nel giardino

Sito nei pressi del quartiere Kalsa, l'Orto Botanico di Palermo offre edifici storici, serre con specie topicali ed una grande varietà di piante esotiche e autoctone di grande fascino e interesse naturalistico.

Ci sono la Serra Maria Carolina, dono della regina Maria Carolina d’Austria, costruita prima in legno e poi in ghisa, il grande Aquarium con specie acquatiche, il Giardino a succulente con varietà degli ambienti africani e la Collinetta Mediterranea con flora spontanea e alcune rarità. Fra le 12 mila differenti piante ospitate si possono ammirare esemplari di aloe saponaria, coffea arabica, dracaena draco e ficus sycomorus.

Siamo all’Orto Botanico di Palermo, museo vegetale dell’Università cittadina, nei pressi del quartiere Kalsa (oggi noto come Mandamento Tribunali), uno dei quattro rioni storici della città capoluogo della Sicilia.

La Storia

Fondato nel 1779 quando l’Accademia dei Regi Studi creò un piccolo appezzamento di terreno per allestirvi un orto botanico (con piante medicinali), il giardino venne ben presto trasferito nella sede odierna perché più ampia e ritenuta più idonea. Fu però nel 1789 che iniziò a tutti gli effetti la costruzione degli edifici di Gymnasium, Tepidarium e Calidarium, realizzati in stile neoclassico su progetto dell’architetto francese Léon Dufourny. Inaugurato nel 1795, il nuovo orto venne via via arricchito con esemplari provenienti da ogni parte del mondo raggiungendo l’attuale estensione di 10 ettari. Al 1845 risale ad esempio l’importazione dalle isole australiane Norfolk del grande ficus magnolioide (noto anche come fico della baia di Moreton), divenuto il simbolo del parco moderno.

Considerato fra le più antiche istituzioni accademiche d’Italia, questo enorme museo all’aperto ospita diverse sezioni. La più datata è quella Linneana con piante esposte in base al sistema inventato da Carl von Linné nel 1753; modificata nel corso del tempo per lo sviluppo di alcune specie a scapito di altre, al centro ospita l’incrocio fra il Viale delle Palme e quello Centrale.

In origine sede della Schola Regia Botanice, della biblioteca e degli alloggi del direttore, il Gymnasium si trova di fronte al cancello d’ingresso ed è affiancato da altre due strutture – Calidarium e Tepidarium; vi sono poi l’Aquarium e altre vasche minori, un laghetto e le serre. Queste ultime ricoprono una superficie di circa 1300 metri quadrati e ospitano, fra l’altro, banani e papaye, felci, succulente e altri esemplari. Nel settore sperimentale e delle piante utili vi sono cotone, canna da zucchero, sorgo, resina e gomma; l’Herbarium invece accoglie su un’area di 6 mila metri quadrati specie siciliane ma anche provenienti da Francia, Corsica, Grecia, Algeria, Cipro e Egitto: vi sono quasi 2 mila alghe, 1600 varietà di licheni e un migliaio di miceti.

Nel 1993 è stata inoltre creata la banca del germoplasma per proteggere il prezioso patrimonio genetico dell’area del Mediterraneo: conservati in specifiche ampolle in vetro, i semi di piante rare o in via di estinzione vengono scambiati tra enti e istituzioni per garantire la sopravvivenza della flora.

Le piante dell'Orto Botanico

Le specie accolte nell’Orto Botanico di Palermo sono davvero numerose: delle oltre 1500 introdotte nel primo impianto linneiano, ne rimangono ancora più di 650. C’è un grande esemplare di ginkgo biloba oltre a varie specie di ninfee, papiro egiziano, bambù, palme da datteri, orchidee e piante carnivore, avocado, noce pecan, agrumi e specie medicinali come il ginseng indiano, la canfora, l’assenzio maggiore e il papavero da oppio.

Il parco è diventato anche habitat di pappagalli Psittacula krameri, simpatici parrocchetti dal collare di colore verde e coda azzurra che dalle voliere del giardino pubblico Villa Giulia si sono trasferiti nell’area subtropicale dell’orto.

Già nel lontano 1787, Goethe, durante un viaggio a Palermo, rimase estasiato dall’Orto Botanico definendolo come “il luogo più stupendo del mondo”. Ma questo immenso museo naturale all’aperto è stato protagonista anche di dipinti, romanzi e film. Una suggestiva veduta dell’area venne infatti ritratta nel 1870 dal pittore Francesco Lojacono mentre nel 1996 è stato location de I delitti di via Medina-Sidonia così come del film del 2013 Ore diciotto in punto.

Passeggiando per l’area si incontrano infine statue e sculture fra cui il busto di Francesco Bruno, uno dei direttori del parco impegnatosi nel recupero degli archivi, quello di Vincenzo Tineo, botanico e direttore dell’Orto, e di Antonino Borzì a cui si deve la costruzione del giardino coloniale. Vi sono anche i resti della chiesa di San Dionisio risalente al XV° secolo.

Da non dimenticare infine la ricca biblioteca composta da 26 mila volumi, di cui circa 8 mila monografie, impreziosita da titoli della metà del Settecento. Il Fondo Antico della biblioteca è costituito da 750 testi che vanno dal 1537 ai primi decenni dell’Ottocento.

Informazioni utili, orari e prezzi biglietti per la visita

Aperto al pubblico tutti i giorni dell’anno (tranne Capodanno e Natale), l’ingresso è consentito dalle ore 9 sino a 30 minuti prima della chiusura: 1° novembre-28 febbraio, dalle 9 alle 17; 1°-31 marzo e 1°-31 ottobre, dalle 9 alle 18; 1°-30 aprile e 1°-30 settembre, dalle 9 alle 19; 1° maggio-31 agosto, dalle 9 alle 20.

Tariffe: intero 6€; bambini 6/12 anni, over 70, studenti sino a 25 anni 3€; gruppi con più di 10 persone 4€; ingresso senza limiti 40€; famiglia (2 adulti e max 3 bambini sino ai 12 anni) 15€. Gratuito per portatori di disabilità e accompagnatori.

Possibilità di visite guidate per chi lo desidera con interessanti itinerari alla scoperta della storia del parco e delle sue specie botaniche. Si richiede ai visitatori di rimanere sui percorsi e sui sentieri calpestabili per non danneggiare aiuole e fiori; è inoltre vietato asportare parti di piante o qualsiasi altro arbusto presente nell’area.

Indirizzo: Università degli Studi di Palermo, via Lincoln 2. L’orto si trova a circa 600 metri dalla stazione centrale della città. Chi arriva in aeroporto può raggiungere la destinazione con il treno o l’autobus. Per chi viaggia in auto: dall’autostrada A19 Palermo-Catania seguire indicazioni per il porto e dopo aver raggiunto il Foro Italico Umberto I° svoltare in via Lincoln; chi proviene dalla A29 Palermo-Trapani/Mazara del Vallo può uscire allo svincolo “Brasa” della Circonvallazione Sud-Est per via Ernesto Basile, seguire le indicazioni per la stazione ferroviaria e infine per Via Lincoln.

Sito ufficiale www.ortobotanico.unipa.it

 Pubblicato da il 19/12/2018 - 609 letture - ® Riproduzione vietata