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Il Castello di York e la visita al suo museo

Il Museo del Castello di York, fondato nel 1938, si trova negli edifici delle prigioni costruite nel luogo esatto in cui sorgeva l'antico castello normanno della cittą inglese..

York, storica città che presta il nome alla famosa contea inglese dello Yorkshire, fondata in epoca romana, regala diversi spunti turistici di interesse architettonico e artistico. Oltre alla sua celebre cattedrale qui si può visitare il meraviglioso museo facente parte del Castello di epoca normanna. Costruito intorno al 1066, il maniero venne utilizzato dai regnanti inglesi per circa 1000 anni fungendo da base militare, ufficio delle tasse e anche tesoreria. In anni più recenti, inoltre, svolse la funzione di prigione e di reggia vera e propria. Il Castello è anche tristemente conosciuto per le vicende sanguinose di cui fu testimone, da battaglie a massacri, da incendi ad esecuzioni capitali. Della costruzione com’era in origine, oggi si ammirano le mura esterne e la Torre di Clifford. Inoltre, va ricordato che la sede attuale del museo è ospitata in quelle che un tempo erano le prigioni, convertite nel 1900 in esposizione museale.

Tutto il fascino (e la barbarie) dell’anno 1000
A seguito della conquista di York da parte di Guglielmo il Conquistatore (1068), venne eretto un imponente castello di tipica foggia normanna, la meglio conosciuta motta castrale. Di solito, inoltre, questo tipo di fortificazioni erano arricchite da torri o punti di osservazione costruiti in legno. Non appena vide la luce, il Castello divenne immediatamente teatro di scontri, ribellioni e vendette sanguinose. Protagonista centrale fu proprio la sua torre fortificata, nella quale gli ebrei si rifugiarono nel 1190 poco prima del massacro. Guglielmo il Conquistatore era evidentemente mal visto dalla popolazione locale che più volte tentò di attaccare il castello, ma senza alcun successo. Tuttavia, con l’aiuto del Re di Danimarca e delle sue truppe, la gente di York prese la città, bruciò il castello e massacrò tutti i suoi occupanti. La vendetta che ne seguì fu tremenda: migliaia di persone uccise, atti di violenza inaudita perpetrati contro la popolazione e una carestia senza precedenti furono solo parte delle spiacevoli conseguenze della rappresaglia.

Il massacro di York
Proprio ai piedi della Torre di Clifford si trova una iscrizione che racconta e ricorda uno dei capitoli più oscuri della storia della città di York: il massacro della comunità ebraica, fine infelice di una serie di scontri che portò all’uccisione di circa 150 ebrei che avevano cercato rifugio nel castello. Molti di essi si suicidarono, preferendo questa opzione a quella della cattura, mentre altri che si erano rifiutati di togliersi la vita trovarono la morte nell’incendio della Torre posta sotto assedio.

Il museo
Ospitato all’interno delle sezioni della prigione un tempo ospitanti debitori, assassini, ladri e donne, venne fondato da un medico del nord dello Yorkshire che vi raccolse la sua eccezionale collezione di reperti sociali capaci di raccontare la storia della vita quotidiana nella Contea. Visitando l’esposizione si potrà anche avere un assaggio di come fosse la vita dei detenuti nelle celle che li ospitavano, oltre a conoscere “di persona” alcuni dei prigionieri più famigerati incarcerati qui, tra cui il leggendario brigante, ladro e assassino Dick Turpin. Parte dell’esperienza museale è, infatti, dedicata proprio alla storia della brutale prigione. La visita delle prigioni è parte integrante del tour del museo e il suo accesso è compreso nel costo del biglietto d’ingresso. Scopriamo insieme i suoi punti di forza (e le sue chicche imperdibili)

Le mostre da non perdere

L’orologio meccanico
Figure in movimento e suoni che le fanno danzare rendono questo orologio risalente al 1770 circa una meraviglia della tecnologia dell’epoca. Probabilmente la sua patria di destinazione avrebbe dovuto essere l’Estremo Oriente, ma anziché solcare i mari rimase in Inghilterra. L’orologio batte i quarti d’ora e il personaggio di Ercole, così come i più famosi uccelli a cucù, esce dalla punta dell’oggetto ogni ora. Ma non solo: le quattro figure danzanti che stanno alla base, quando l’orologio viene caricato, girano su loro stesse insieme ad un manto di stelle. Questa meraviglia venne donata al museo nel 1974 da un privato cittadino, in onore della madre.

Storia fatta a mano
Non solo meraviglie meccaniche, ma anche un’ampia collezione di oltre 100 coperte patchwork, alcune risalenti addirittura a più di 3 secoli fa. Alcune sono di uso quotidiano altre, invece, vennero realizzate per celebrare matrimoni reali o per raccogliere fondi di beneficienza. Per la loro realizzazione le donne potevano impiegare da alcune settimane fino ad anni.

Gelato, che passione
Lo sapevate che il gelato era apprezzatissimo già in epoca vittoriana e che per produrlo veniva usata una base di acqua, crema di latte o pasticcera, zucchero e polpa di frutta? Certo, il sapore e la consistenza era completamente differente da come è oggi, ma era ugualmente considerato una leccornia. Secondo la chef più famosa dell’epoca, Mrs Agnes Bertha Marshall, tal modo migliore per servirlo a fine cena era quello di rendere l’impasto a forma di verdura o frutta. Le forme più apprezzate? Quelle del cetriolo e degli asparagi. Il processo per ottenere il gelato e per conservarlo era parecchio complicato e richiedeva mezzi (anche economici) di cui non tutti potevano disporre. Ecco perché, all’epoca, era un lusso per pochi.

Il regalo di Natale della Principessa Mary
Una scatola di ottone nella quale mettere regali da dare a soldati, feriti, vedove di guerra, malati ricoverati negli ospedali, infermiere. Questa idea venne elaborata nel novembre del 1914 dalla Principessa Mary, figlia del Re Giorgio V e della Regina Mary con lo scopo di fornire un regalo dalla Nazione a tutti coloro i quali avevano servito o stavano servendo il loro Paese. Decorata con un lavoro a sbalzo che ricreava il profilo della Principessa, la scatola riportava anche i nomi degli alleati dell’Inghilterra. Dentro veniva inseriti gli oggetti e i regali più disparati da pacchetti di sigarette a blocchi di carta e penna, da dolci e spezie a cioccolato. In tutte le scatole, però, c’era un elemento comune: un biglietto natalizio e una foto della Principessa. Secondo le stime ufficiali ne vennero distribuite oltre 2.500.0000 e i fondi raccolti ammontarono a circa 200.000 sterline.

Il cacao di Shackleton
L’esploratore dell’Antartico Ernest Shackleton portò con sé in missione una scatola di cacao brandizzata Rowntree. La missione purtroppo fallì e l’esploratore dovette tornare in patria senza aver raggiunto il Polo Sud. La scatola venne regalata al museo da un’amica di famiglia di Shackleton.

Spese pazze della York vittoriana
Se vi capiterà di passeggiare lungo la strada dello shopping di York, Kirkgate street, sappiate che i negozi sono un esempio reale di come fossero gli esercizi in epoca vittoriana. Dalle facciate agli interni, tutti i negozi sono stati ristrutturati in modo da mantenere l’aspetto il più originale e simile possibile a quei tempi. Kirkgate street venne aperta ufficialmente in concomitanza con il museo e prese il nome dal Dott. Kirk, sublime collezionista di migliaia di oggetti di uso quotidiano molti dei quali si possono ammirare, oggi, nel museo.

Dolci e prelibatezze di zucchero
Terry, una delle aziende di produzione dolciaria più antiche di tutta la Gran Bretagna, si trovava a York. Il laboratorio cominciò a produrre nel 1767 e divenne presto una vera e propria istituzione per coloro i quali amavano alla follia cioccolato, da bere e mangiare, dolcetti di vario tipo, pasticcini e altre meraviglie. Il pezzo forte della casa dolciaria era, a giudizio di tutti, il cioccolato all’arancia. Quando l’attività chiuse i battenti, nel 2005, moltissimi oggetti come foto, confezioni, cataloghi pubblicitari e dolcezze di cioccolato vennero esposti nel museo.

I biglietti di Natale
La tradizione di inviare cartoline di auguri per Natale divenne comune a partire dal 1860. Il primo bigliettino natalizio venne disegnato nel 1843 e, per gli inglesi, fu subito amore. Nel museo se ne possono ammirare circa un migliaio, da quelli litografati a quelli dipinti a mano. Un’attenzione speciale viene data, anche, agli auguri in tempo di guerra. Sono esposti, infatti, biglietti vergati a mano che raccontano l’umore, le fatiche e la nostalgia provata dai militari lontani da casa.

Informazioni utili, orari e prezzo per visitare il museo

Orari: il Museo del Castello è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 17, ma rimane chiuso il 25 e 26 dicembre e l’1 gennaio.
Prezzi: il costo del biglietto d’ingresso è di 25 £ (dai 25 anni in su), mentre i bambini e i ragazzi (sotto i 16 anni) entrano gratis. Ulteriori informazioni sul sito www.yorkcastlemuseum.org.uk
Durata della visita: due ore circa.
Dove si trova: York Castle Museum, The Eye of York.
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