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La Casa Grotta di Vico Solitario nei Sassi di Matera

La Casa grotta di Vico Solitario un museo ricavato all'interno di un'antica casa dei Sassi di Matera. Ospita l'arredamento di un tempo e mostra come vivevano gli abitanti dei Sassi fino al secolo scorso..

La Casa Grotta di Vico Solitario non è che la punta dell’iceberg di una cultura abitativa che ha abbracciato secoli di storia legata alla città di Matera in Basilicata. L’intera località, dal centro storico ai più marginali anfratti, è caratterizzata da dimore (come ad esempio la casa grotta di Casalnuovo) scavate nella roccia tufacea la cui peculiarità è quella di essere a vano unico cui si accede da un’ampia apertura all’ingresso, sola fonte di luce e d’aerazione.

In passato prendevano posto al di sotto del calpestio una cisterna e un ingegnoso sistema di raccolta dell’acqua, utilizzata per espletare le quotidiane faccende domestiche, bere e pulirsi nel contesto di un’abitazione non certo comodissima eppure estremamente funzionale e, cosa ancor più importante, autosufficiente.

La Casa grotta di Vico Solitario è scavata nel Sasso Caveoso e vi dimorava fino al 1956 una famiglia contadina materana entro un comprensorio in cui era stanziata una cospicua collettività popolare, che dovette poi abbandonare quei domicili conseguentemente all’attuazione della legge speciale per lo sfollamento forzato dei Sassi, firmata da Alcide De Gasperi su pressione di quanti consideravano quella consuetudine “vergognosa” in rapporto alle reali condizioni di soggiorno. Matera si trasformò in men che non si dica in un agglomerato urbano dal centro storico deserto, una sorta di zona fantasma, causa della traslazione della massa popolare nei nuovi quartieri periferici.

Il fenomeno di svuotamento ha però permesso alle case grotta di giungere intatte ai giorni nostri e molte di queste sono addirittura state ristrutturate e adattate al fine di diventare appartamenti turistici e Bed & Breakfast. Entrarvi costituisce il modo migliore per venire a conoscenza degli usi e costumi della gente dell’epoca, delle attitudini in seno ai nuclei famigliari, in una visita nettamente più proficua rispetto alla lettura di un manuale di storia sfogliato sbrigativamente. C’è poi da considerare la suggestione arrecata dall’entrata nella casa grotta, in cui ancora sembrano echeggiare le voci dei vecchi abitanti e ristagnare gli odori di un secolo fa.

E’ impagabile l’emozione che scaturisce dall’osservare la cucina e il suo focolare, il piccolo tavolo al centro della casa sul quale si mostra l’unico piatto condiviso da tutti i componenti della famiglia. Il letto era composto da due cavalletti in ferro su cui poggiavano le assi di legno e il giaciglio, un materasso imbottito di foglie di granturco; frontalmente si pone la stalla con la mangiatoia ospitante il mulo, separata da un tramezzo oltre il quale sorge l’altra stalla con mangiatoia, la cava tufacea e una cavità impiegata come letamaio oppure per stipare la paglia. Ben integrato il sistema di raccolta delle acque piovane dall’esterno, di cui sono evidenti canalizzazione e cisterna.

Diffusamente, le case grotta avevano sempre una stalla, e per di più adattabile a qualsivoglia animale, in genere muli, cavalli, galline ma anche conigli, capre e bestie da cortile; il letto, solitamente matrimoniale, ospitava per la notte tutta la famiglia con prole annessa e accanto ad esso si situava un ingombrante comò a cassetti necessario per raccogliere oggetti e utensili (alcune volte vi si adagiava il neonato come fosse una culla); vigeva una precisa gerarchia evidente soprattutto in occasione dei pasti, quando a sedersi per primo era ovviamente il capofamiglia, poi i figli maschi, la donna di casa e infine le bambine che, ritenute forza lavoro minore, dovevano spesso digiunare o per lo meno accontentarsi degli avanzi.

Con tutti questi presupposti e spunti, la meravigliosa casa grotta di Vico Solitario si è imposta nel tempo come vero e proprio museo riconosciuto e patrocinato dal Comune di Matera, ben conscio del fatto che esso costituisca un’enorme risorsa turistica e un sicuro motivo di vanto agli occhi del mondo e degli avventori stranieri, per i quali le case grotta rappresentano indubbiamente qualcosa di mai visto prima. Gli ambienti adiacenti all’ex abitazione presentano un’antica neviera, una bellissima grotta naturale utilizzata per proiezioni di natura documentaristica e, non ultima, la graziosa chiesa rupestre di San Pietro in Monterrone risalente al IX secolo d.C.

La Casa grotta di Vico Solitario è stata visitata anche da personalità del mondo dello spettacolo come l’attore Sebastiano Somma, e dalle troupe dei programmi tv “Easy Rider” e “Sereno Variabile”.

Informazioni utili per la visita

Casa grotta di Vico Solitario
Rioni Sassi in Vico Solitario 1 – Matera
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30 (visitabile anche fuori orario prenotando con almeno un giorno d’anticipo)
Sito ufficiale: www.casagrotta.it
Contatti: tel. 0835/310118
Tariffe biglietto: intero € 3.00 (Casa grotta di Vico Solitario, Neviere, Grotta Naturale e Chiesa rupestre di San Pietro in Monterrone), ridotto € 2.00 (gruppi con guida autorizzata, ragazzi dagli 11 ai 18 anni), € 1.50 (scolaresche), gratuito per bambini under 10, guide e accompagnatori.

Come arrivare
In auto: dalla costa tirrenica serve imboccare l’autostrada Salerno - Reggio Calabria in direzione Potenza; proseguire per Metaponto lungo la SS 407 e seguire le indicazioni per Matera; dalla costa adriatica prendere l’autostrada BolognaTaranto fino a Bari Nord e immettersi nella Altamura – Matera, SS 96 e SS 99.
In treno: collegamento con Bari tramite ferrovie a scartamento ridotto F.A.L.
In autobus: servizio autobus extra-urbani low-cost Flixbus
Aereo: l’aeroporto più vicino è Bari Palese, distante ca. 60 km.

 Pubblicato da il 14/11/2017 - 380 letture - ® Riproduzione vietata

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