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Cosa vedere e cosa visitare Isola Margherita

L'Isola Margherita o Margit-Sziget: l'oasi verde di Budapest

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Roseti, giardini giapponesi, viali alberati, prati verdi, aree per il picnic e persino un piccolo zoo. Margit-Sziget, l’Isola Margherita della capitale ungherese, si estende con la sua forma a mandorla (2,5 km di lunghezza per 500 metri di larghezza) nel tratto del Danubio che bagna il cuore di Budapest.

Quest’oasi di pace e di verde, raggiungibile dai ponti Arpad (a nord) e Margit (a sud), è uno dei più bei parchi della città: fatta eccezione per alcuni mezzi di trasporto pubblico (bus numero 26) che attraversano l’isola, la circolazione automobilistica è vietata. In compenso la si può visitare in bicicletta, a piedi, in carrozza o su un bringóhintó, un simpatico ed ecologico risciò che si noleggia, come le bici, nella zona sud dell’isola.

Già i Romani, che abitavano la vicina Aquincum, frequentavano regolarmente questo luogo apprezzato per le acque termali dalle proprietà curative. L’isola divenne in seguito terreno di caccia dei sovrani della dinastia Arpad e per questo battezzata Isola delle Lepri (o dei Conigli). Nel XII° secolo alcuni religiosi si stabilirono in questo territorio in cui costruirono monasteri e luoghi destinati al culto. Sede dell’harem di un pascià turco e terra amata da Ferenc I° che vi fece piantare centinaia e centinaia di alberi di specie rare, divenne in seguito l’Isola Margherita.

Dopo aver subito numerose sconfitte, re Bela IV promise che la figlia Margit avrebbe consacrato la propria vita a Dio non appena il paese fosse stato liberato dall’invasione mongola. Fedele alla parola data, il sovrano fece costruire un convento (le rovine sono ancora visibili) per le suore domenicane e la giovane, famosa per la devozione religiosa, visse sull’isola la sua pur breve vita: si spense infatti all’età di 28 anni.

All’epoca dell’occupazione turca furono distrutti numerosi edifici religiosi e l’isola fu abbandonata sino al XVIII° secolo quando divenne di proprietà di Giuseppe, arciduca d’Austria e principe palatino d’Ungheria: il nuovo possessore la trasformò in un immenso parco ornamentale abbellito anche da vigneti.

Cosa vedere sull'isola Margherita

Ideale per passeggiate, andare in bicicletta e praticare sport, Margit-Sziget è oggi un’oasi naturale per riposarsi e rilassarsi; in estate, durante il fine settimana, è una delle destinazioni preferite dalle famiglie ungheresi con grande gioia dei più piccoli che qui possono anche divertirsi alla guida di macchinine elettriche (noleggiabili in vari punti). Polmone verde e cuore galleggiante di Budapest, l’isola è anche una rinomata stazione termale che dispone di una buona attrezzatura di balneoterapia e di alcuni alberghi.

Passeggiando lungo questo parco dagli alberi secolari se ne possono ammirare alcune attrazioni. All’ingresso dell’isola ad esempio sorge una grande fontana con l’acqua che zampilla sulle note della musica classica: ristrutturata nel luglio del 2013 sorprende con spettacoli musicali circa ogni due ore emettendo getti al ritmo delle liriche più celebri.

... Pagina 2/2 ... Altrettanto interessante è il monumento del Centenario, un’audace scultura in bronzo a forma di fiamma, inaugurata nel 1972 in occasione dei cento anni di fusione fra Buda, Pest e Obuda: se avete un po’ di tempo visitate l’interno dove sono custoditi oggetti del passato fra cui il timone di una nave, una ruota dentata e un’elica. I più romantici partiranno poi alla scoperta della parte centrale dell’isola dove si respira un’atmosfera particolare grazie alle numerose specie di alberi e fiori che ornano in maniera armoniosa le aiuole.

Di fronte a Buda, lungo il Danubio, si trova l’immenso complesso dei bagni Palatinus con tre piscine termali che possono accogliere sino a 20 mila persone. Si può scegliere anche di divertirsi nuotando in una piscina con le onde e di rilassarsi su una spiaggia di sabbia. Poco distante, ai piedi della vecchia cisterna dell’acqua - una torre ottagonale alta 57 metri costruita in Art Nouveuau nel 1911 - vi è il teatro all’aperto dove nei mesi estivi sono ospitati concerti, opere liriche e balletti classici.

Le rovine del convento delle dominicane in cui visse la principessa Margherita sono seminascoste nel verde, al centro dell’isola, così come quel che resta del monastero fondato dai Cavalieri Giovanniti. Da non perdere neppure la passeggiata degli Artisti con busti di ungheresi celebri (come Franz Liszt, Ferenc Erkel e Mor Jokai) che conduce a una cappella neoromanica.

L’isola dove “l’amore nasce e finisce” come amano ricordare gli ungheresi è collegata a due ponti. Il Margherita è opera di un ingegnere francese, tale Ernest Gouin, scelto fra vari concorrenti stranieri per realizzare il progetto con la società di costruzioni di Battignoles. I lavori furono avviati nel 1872 e portati a termine 4 anni più tardi; stranamente la struttura è costituita da due bracci che si congiungono all’altezza di Margit-Sziget formando un angolo di 150°. Anche le statue che ornano i piloni sono di origine francese: a realizzarle fu l’atelier parigino Thabart. Fermandosi al centro del ponte si può ammirare una splendida vista sul Danubio attraversato dal ponte delle Catene e sulle due rive, sul castello reale di Buda e sulla chiesa di Mattia a destra, su Pest e il Parlamento a sinistra. Lontano, a destra, il panorama offre uno scorcio sul monte Gellert e il monumento della Liberazione.

L’altro ponte, Arpad hid, fu invece progettato nel 1903 da Kossalka Janos ma la costruzione iniziò solo più di 30 anni dopo; a causa della Seconda Guerra Mondiale i lavori vennero abbandonati e ripresi nel 1948: finalmente nel 1950 il ponte, all’epoca chiamato Sztalin (diventò Arpad nel 1958), fu terminato dopo una storia piuttosto travagliata. Lungo 981 metri Arpad hid passa sopra l’Isola Margherita, a cui è collegato con una rampa rotabile, e sopra quella di Obuda.

Come arrivare sull'Isola Margherita

Per raggiungere Margit-Sziget si possono utilizzare i mezzi di trasporto pubblico: tram linee 4 e 6 sino a Margit hid; linea 2 da Vigadò ter lungo il Danubio sino al capolinea Jaszai Mari ter e poi a piedi attraverso il ponte Arpad hid; bus 34, 106, 226, 901, 918 e 937 con fermata a Arpad hid.

 Pubblicato da il 06/09/2017 - 473 letture - ® Riproduzione vietata

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