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Cosa vedere e cosa visitare Terme libere del Fosso Bianco

Le Terme libere del Fosso Bianco a Bagni San Filippo

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I bagni liberi di Bagni San Filippo sono una zona termale ad accesso libero e gratuito all'interno del letto del Fosso Bianco, un torrente che, grazie alla presenza nei suoi pressi di sorgenti termali, intercetta le acque bollenti che sgorgano dal sottosuolo e vengono raccolte naturalmente in ampie vasche naturali atteraverso una serie di cascatelle.

Sono una delle principali terme libere in Toscana, e sono caratterizzate sia dall'elevata temperatura delle sue acque, che supera i 50 gradi, sia dalla elevata concentrazione di minerali, soprattutto calcio. Spesse volte questo bagno libero è conosciuto come bagno libero della Balena Bianca, che è il motivo principale della sua fama: si tratta di un colossale masso di calcare bianco, da cui si getta nel torrente la cascata principale della sorgente termale.

Questo portento della natura si è formato nel corso di migliaia di anni proprio dall'accumulo delle elevate quantità di calcare contenute nell'acqua termale che continua a scorrervi sopra, aggiungendo nel tempo uno strato bianco sull'altro. Oltre all'impressionante masso bianco, notevoli sono anche le stalattiti e le concrezioni che pendono dal macigno principale e danno un ulteriore tocco fantastico all'ambiente circostante.

Le vasche dei bagni liberi di San Filippo sono d'altra parte immerse all'interno di un bosco, che bordeggia il letto del Fosso Bianco da un lato e dall'altro, in un contesto naturale ancora intatto dal traffico e dal turismo di massa, come del resto tutto il territorio circostante che si trova come questo ai piedi del Monte Amiata.

Storia dei bagni liberi

I bagni termali di San Filippo sono sicuramente già noti ai Romani, come dimostrato da scavi archeologici del 1898 che hanno permesso di rintracciare resti di edifici, costruzioni e sepolture risalenti al periodo dell'imperatore Domiziano (I sec. d.C.). La prima menzione scritta risale tuttavia all'epoca medioevale: nel XIII secolo infatti Ristoro d'Arezzo, nel suo Composizione del Mondo, parla della particolare qualità calcarea dell'acqua e la sua "cementazione" a formare grandi massi calcarei. Stesso argomento sarà ripreso verso la metà del Settecento da Leonardo Vegni in una sua relazione presentata all'Accademia dei Fisiocratici di Siena riguardo alla tecnica produttiva detta "plastica dei tartari".

Con ogni probabilità fu per usufruire dei benefici termali che il santo Filippo Benizi venne a rifugiarsi nei pressi del Fosso Bianco, oltre che per la solitudine dei luoghi, ma l'evento storico che più di tutti ha contribuito al riconoscimento dell'efficacia terapeutica delle acque ed alla loro notorietà fu l'intervento di sistemazione effettuato sui bagni di San Filippo da parte del Granduca di Toscana Cosimo I nel 1566.

Certamente hanno giovato alla duratura fama dei bagni di San Filippo la preferenza accordata dalla casa regnante dei Medici, come dimostrato anche dalla visita di Lorenzo il Magnifico nel 1485 e del Granduca Ferdinando II nel 1635, che secondo le cronache vi si recò per liberarsi da un persistente mal di testa.

Acque e trattamenti termali

Presso le pozze termali del Fosso Bianco è possibile fare i classici bagni termali all'interno delle piccole piscine, vasche e pozzanghere presenti. E' inoltre possibile sfruttare il getto d'acqua delle varie cascatelle per ottenere un piacevole idromassaggio dorsale e cervicale, come anche raccogliere il sedimento fangoso che si accumula sul fondo delle pozze termali per poi spalmarlo sulla pelle come impacco o maschera facciale, massanggiando per ottenere un effetto scrub che leviga la cute.

Spostandosi fra le varie pozze, a differenti distanze dalla cascate termale, è possibile alternare l'immersione nella caldissima acqua termale con il refrigerio delle acque fredde del Fosso Bianco, in modo da ottenere una serie di vaso-dilatazioni e vaso-costrizioni di cui beneficia l'intero sistema cardio-circolatorio.

Informazioni utili per visitare le terme

Consigli di viaggio
Quando arrivate in vista della Balena Bianca non vi fermate subito. E' infatti il punto più scenografico, dunque anche quello più affollato. Conviene fare una breve ricognizione lungo il Fosso Bianco, nel cui letto ci sono numerose cascatelle e pozze termali, in modo da scegliere quelle dove c'è più spazio e meno rumore. In caso, fate come chi vi ha preceduto, realizzando con l'aiuto di ciottoli del fiume, la vostra piccola vasca termale.

Trattandosi di bagni liberi, conviene portarsi tutto, per comodità, sia per cambiarsi che per mangiare. Se si ha voglia di fare poche centinaia di metri, però, all'interno del paese si trovano bar e ristoranti.
In ogni caso è di particolare importanza, considerato il pregio naturalistico dell'area, fare attenzione alla pulizia ed all'integrità del luogo: al momento di andarsene bisogna raccogliere ogni genere di rifiuti e portarseli via, così come durante la permanenza bisogna stare attenti a non danneggiare le formazioni calcaree dell'area.
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Periodo e orari di apertura
Accesso libero e gratuito, senza restrizioni, tutti i giorni dell'anno

Indirizzo, telefono, sito ufficiale
Via Fosso Bianco, Bagni San Filippo (SI)

tel. n/a

Maggiori informazioni: sito della pro loco

Come arrivare

Ai bagni liberi del"Fosso Bianco" si può arrivare:

• con un mezzo proprio (auto, moto, camper), percorrendo, da nord come da sud, sia la Strada Statale 2 "Cassia" (deviazione sulla SP 61 all'altezza di Vivo d'Orcia) sia l'Autostrada A1 fino all'uscita di Chiusi, e proseguendo poi su strada normale direzione Radicofani prima e Campiglia d'Orcia poi
• coi mezzi pubblici: treno fino alla stazione di Chiusi (da Firenze, Roma, Perugia), quindi bus locale direzione Santa Fiora

In entrambi i casi, una volta arrivati a Bagni San Filippo, ci vogliono altri cinque minuti a piedi per raggiungere la cascata della Balena Bianca, a monte del paese: è una percorso breve e molto semplice, adatto a tutti.

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