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La visita al Castello di Fenis in Valle d'Aosta

Tra i più ferventi testimoni castellari del medioevo valdostano, il maniero di Fènis è assurto nel tempo a vera reale attrazione turistica coccolata da una terra, la Valle d’Aosta, che ha provveduto opportunamente a conservarla fino a oggi, in un’era in cui trovare un castello in buone condizioni risulta impresa piuttosto ardua se si pensa ai vari terremoti e intemperie feroci che si sono succeduti nella penisola italiana in tanti secoli di storia.

E’ in più straniante il fatto che l’edificio fortificato si trovi ubicato in una zona scevra di qualunque barriera naturale, a differenza di altri colleghi come quelli di Verrès e Ussel, posti sulla sommità di aspri promontori rocciosi quasi inaccessibili: si è perciò dedotto che il castello, all’epoca della sua costruzione, non fosse pensato per ricoprire funzioni militari o di difesa, preferendo invece rivestire il ruolo di comoda e imponente residenza al servizio della famiglia Challant, più interessata a dare sfoggio della propria ricchezza attraverso l’erezione della doppia cinta muraria merlata – con cinque robuste torri collegate da un camminamento di ronda - che la popolazione avrebbe perennemente adulato rimanendone stupita.

La storia del Castello di Fenis

Menzionato in un antico documento del 1242, il castello subì diversi rimaneggiamenti strutturali, per la maggior parte ampliamenti ordinati dal proprietario Aimone di Challant tutt’intorno al corpo centrale pentagonale, opera d’implementazione massiccia proseguita dal figlio Bonifacio I, che riuscì a derivare un piano supplementare dal sottotetto e far costruire un nuovo fabbricato nonché lo scalone in pietra semicircolare (sovrastato dal San Giorgio che uccide il drago realizzato nel 1415 dalla bottega di Giacomo Jacquerio).

A introdurre un primo ciclo di affreschi pensò Bonifacio II, che affidò la commissione artistica a Giacomino d’Ivrea (suoi i ritratti dei Santi Uberto, Bernardo e Teodulo, Santa Apollonia, Sant’Ambrogio e l’Annunciazione, mentre il San Cristoforo permane d’ignota attribuzione) prima di sedare la foga trasfigurante, acquietata fino al ‘700, il secolo delle assidue compravendite e passaggi di proprietà.

Fu l’acquisizione da parte di Alfredo d’Andrade a sottrarre il maniero a un diuturno stato di abbandono vacuo, cosicché nel 1895 il monumento entrò ufficialmente a far parte del già opulento patrimonio architettonico di un’Italia caleidoscopica in tal senso. La prima campagna di restauri si prefisse il compito di stabilizzare l’impianto complessivo rendendolo sicuro, scrollato dalla caligine del tempo e fertile per un secondo flusso di interventi atto a conferirgli in tutto e per tutto un aspetto sontuosamente medievale.

La visita del Castello di Fenis

Oggi il portale d’ingresso si trova in prossimità della torre più antica, allorchè oltre la cinta muraria s’apre il cortile interno circondante il corpus centrale a tre piani: nel piano terra sono ospitati il corpo di guardia, la cucina, la grande salle basse (con l’ampio camino in pietra, il soffitto in legno e la rastrelliera per picche per la quale oggi l’ambiente viene rinominato “sala d’armi”) e la sala da pranzo; al primo piano ecco un’altra cucina, le stanze dei signori (più una camera da letto contenente un caratteristico letto a baldacchino con colonne tortili in stile fiorentino), il tribunale e la cappella, che nell’ordine annovera un pregevole crocifisso ligneo del Maestro della Madonna di Oropa, gli affreschi della Crocifissione e della Madonna della Misericordia, condotti in stile gotico internazionale; il secondo piano era abitato dalla servitù e dagli ospiti in visita al castello.

Il Castello di Fènis richiama uno stuolo interminabile di turisti (stimati in ca. 80.000 su base annua), ma anche il cinema dimostra continuo interesse nei confronti di questo autentico gioiello dell’architettura castellare. Qui sono stati girati il film "Fracchia contro Dracula" (Neri Parenti, 1985) e la miniserie televisiva "La Freccia Nera" (Fabrizio Costa, 2006). Gli omaggi traslano poi nella filatelia e nella numismatica, dato che nel 1976 è comparso un francobollo da 150 lire emesso dalle Poste Italiane e nel 2013 una moneta da 10 euro coniata dalla Zecca Italiana.

Insomma, il castello di Fènis è emblematico, tanto che fece anche da modello ad Alfredo d’Andrade per la costruzione della celeberrima Rocca del Borgo Medievale di Torino. Oggi è possibile visitarlo con le guide ufficiali della Regione Valle d’Aosta, che accompagneranno peraltro gli avventori alla scoperta del Museo del Mobile valdostano, che raccoglie i prestigiosi arredi del XV e XVI secolo.


Fantasmi nel castello

Girano voci secondo le quali nel castello sarebbe ospitata la salma di un bambino imbalsamato, ucciso diversi secoli fa dalla matrigna per permettere al figlio naturale di accedere alle ingenti ricchezze del marito, sposato in seconde nozze. Il suo fantasma aleggerebbe fra le stanze del maniero tanto la notte quanto il giorno, intento spesso e volentieri a spostare oggetti specialmente in cucina, dove persino alcuni turisti in visita lo avrebbero scorto.

Come arrivare

In auto si arriva tramite l’Autostrada A5 Torino-Aosta-Curmayeur e uscendo a Nus per imboccare la SR 13 e seguire le indicazioni per il castello; la stazione ferroviaria si trova a Nus, 2 km da Fènis, collegata al centro abitato dalla linea bus SAVDA Aosta-Saint Marcel-Nus-Fènis.

Informazioni utili, orari e biglietti per visitare il castello

Castello di Fènis
Dove: frazione Chez Sapin, Fènis – Valle d’Aosta
Orari di visita: da ottobre a marzo tutti i giorni eccetto il lunedì (giorno di chiusura) dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00; da aprile a settembre dalle 9.00 alle 19.00
Contatti: tel. 0165/764263
Tariffe biglietto: € 7.00 intero, € 5.00 per studenti universitari e comitive di almeno 25 persone, € 2.00 ragazzi fra i 6 e i 18 anni + scolaresche, gratuiti under 6, portatori di handicap e docenti scolastici.

 Pubblicato da il 31/10/2017 - 237 letture - ® Riproduzione vietata

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