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Cosa vedere e cosa visitare Castello di Bellver

Visitare il Castello di Bellver a Palma di Maiorca

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Il Castello di Bellver (che significa “belvedere”in catalano) è una fortezza in stile gotico maiorchino costruito su una collina situata 3 chilometri a ovest del centro della città di Palma di Maiorca, nell'omonima isola spagnola dell'arcipelago delle Baleari. È uno dei pochi castelli di forma circolare d'Europa, probabilmente il più antico di tutti, e l'unico in territorio iberico. È una delle maggiori attrazioni turistiche della città e dell'isola e ospita il Museo Storico della città di Palma di Maiorca.

Storia del Castello di Bellver

Il castello fu costruito nel XIV secolo da Giacomo II di Maiorca e inizialmente fu adibito a sua residenza, utilizzato quando non risiedeva nella penisola iberica. In seguito fu abitato da Sancho I di Maiorca e Giacomo III di Maiorca. Nel 1394 vi ci abitò anche il re Giovanni I di Aragona, per sfuggire all'epidemia di peste che imperversava nella Spagna continentale. Nel XVII secolo, fu spesso concesso come residenza ai viceré. Nei primi del 400 non vi erano re nell'isola e la fortezza venne affidata a un castellano fino a quando nel 1459 Giovanni II mandò sull'isola il figlio Principe di Viana per prendere possesso dei castelli dell'isola a cui, però, non concesse mai né la signoria né il castello di Bellver.

La fortezza ha subito diversi assedi nella sua storia. In epoca medievale ha resistito a due assalti: quello del 1343, durante la campagna di Pietro IV d'Aragona per riconquistare il territorio maiorchino e annetterlo a quello della corona degli Aragona, e un altro nel 1391, a seguito di una una rivolta contadina anti-semita. L'ultimo assedio che il castello subì vide il successo degli assalitori: fu quello del 1523, durante la seconda Rivolta delle Confraternite (dette anche Germanies) maiorchine, scatenata dall'impopolare imprigionamento di sette rappresentanti delle confraternite. I ribelli presero il controllo del castello e della città, uccidendo diversi nobili e costringendo il governatore Miguel de Gurrea a rifugiarsi a Ibiza, rimasta sempre fedele al governo reale. Quando Carlo V decide di riprendersi l'isola, mandò a Gurrea 800 soldati e l'isola venne riconquistata grazie anche all'intermediazione del vescovo, fatto che non esentò i ribelli dall'essere colpiti da circa 200 esecuzioni.

Già prima di questi avvenimenti, la struttura aveva smesso di essere una residenza reale e a partire dal XIV secolo veniva sempre più spesso utilizzata, stante la difficoltà nell'entrarvi ma anche nell'uscirvi, come prigione, ospitando personaggi della corte di Giacomo III di Maiorca dopo che questi era stato ucciso nella battaglia di Lucmajor nel 1349: la regina consorte Violante de Vilaragut, i figli Giacomo e Isabella nonché nobili e sostenitori. Durante la Guerra di Successione Spagnola dei primi del Settecento venne realizzato un palco coperto – ora invaso dai pini – ma soprattutto le carceri vennero utilizzate per imprigionarvi dapprima i sostenitori di Filippo d'Angiò (in seguito chiamato Filippo V di Borbone) e, dopo la vittoria del casato che governò anche nel Regno delle Due Sicilie, i sostenitori del pretendente al trono del casato degli Asburgo. Durante la Guerra d'Indipendenza Spagnola in epoca napoleonica, vide alloggiati nelle sue celle diversi prigionieri francesi catturati durante la battaglia di Bailén del 1808 e, in epoca successiva, prigionieri politici fra cui il più famoso fu sicuramente l'ex ministro di grazia e giustizia Gaspare Melchiorre de Jovellanos, esponente di spicco dell'Illuminismo spagnolo e una delle figure preminenti che contribuì a promulgare la costituzione spagnola del 1812. Fedele al suo iperattivismo, Jovellanos approfittò della sua prigionia per completare la prima descrizione del castello, delle rocce e delle piante del bosco circostante e fece realizzare dei disegni e delle cianografie.

Qui si rifugiò anche François Aragò, matematico e fisico e poi anche politico francese, che nel 1808 trascorse alcuni mesi sull'isola – inizialmente in cima a un monte – per misurare il meridiano di Parigi: fu costretto a scendere al castello perché la gente lo accusava di spionaggio. Da lì in poi il castello venne sempre usato per prigionieri politici, in particolare per i sostenitori dei vari pretendenti al trono spagnolo del casato degli Asburgo e, nel secolo successivo, dopo la vittoria del Generale Franco nella Guerra Civile personaggi di spicco della Seconda Repubblica Spagnola e sostenitori della causa indipendentista catalana, ospitando fino a 800 prigionieri alla volta. Fra costoro, che vennero utilizzati come lavoratori forzati per costruire la strada che porta attualmente al castello, vi erano anche Alexandre Jaume, giornalista, parlamentare e il primo a destinare il Castello di Bellver a bene di pubblica utilità, e Emili Darder, sindaco di Maiorca. Nel 1947 il castello tornò di proprietà del municipio e, dopo importanti lavori di ristrutturazione, nel 1976 aprì al pubblico anche in qualità di Museo della Storia della Città di Palma di Maiorca.

La descrizione del castello

La forma del castello è decisamente atipica e si ritiene che ci si sia ispirati all'Herodion, il palazzo-fortezza di forma circolare e rinforzato da quattro torri, di cui una era più grande delle altre, che Erode il Grande – proprio quello del Massacro degli Innocenti riportato dai Vangeli – fece costruire per sé tra il 23 e il 15 a.C. in Palestina. A sua volta, il Castello di Bellver ispirò il castello di Michelstetten in Austria, ora in rovina, che però non aveva torri. Al centro della struttura si trova un cortile circolare con un pozzo, da cui si attingeva a una sottostante cisterna, una misura per resistere ai lunghi assedi.

Tutto intorno si ergono due piani i cui eleganti archi, diversi per i due livelli – semicircolari quelli al pian terreno e in stile gotico quelli al piano rialzato -, danno luce e protezione a una passeggiata interna che completa la circonferenza della piazzetta centrale. All'interno della passeggiata porticata vi sono le stanze, che hanno tutte uno sbocco verso la piazzetta centrale, e all'esterno delle pareti delle stanze quattro torri circolari. la maggiore è staccata dal corpo dell'edificio ed è raggiungibile attraverso uno stretto ponte che scavalca il fossato mentre le tre minori aderiscono alle paresti esterni della struttura principale.

L'architetto Pere Salvà, che collaborò ai primi del 1300 anche alla costruzione del Palazzo Reale dell'Almudaina, assieme ad altri architetti, agli ordini di Giacomo II, si occupò di far costruire le maggior parte delle fortificazioni, in parte anche utilizzando rocce provenienti da una cava sulla stessa collina, cosa che ha portato all'apparizione di crepe sui muri. Le pietre più dure provenivano da altre cave dell'isola come quelle di Portals Vells e Santañy. Dopo che il castello fu completato e fu dotato di artiglieria, i parapetti in cima alle balconate e al barbacane (muro aggiuntivo di protezione tipico dell'architettura difensiva medievale) vennero tolti, stesso destino riservato più tardi anche a quelli delle torri, che vennero sostituiti da scappatoie.

L'inconsueta commistione di massicce strutture difensive e di elementi decorativi raffinati è dovuta al fatto che l'edificio doveva svolgere la doppia mansione di fortezza e residenza reale ma qui sono stati coniugati in maniera inconsueta, attraverso il ripetersi delle forme circolari: nella piazzetta centrale, nelle mura, nella pianta delle torri e nei due fossati. La fortezza è circondata da un antico bosco e dalle sue mura si può ammirare la città di Palma, motivo che è alla base del suo nome.

Il castello oggi

La Seconda Repubblica Spagnola nel 1931 diede il castello alla città di Palma di Maiorca, assieme alla foresta circostante e venne trasformato in un museo nel 1932. Dopo la lunga dittatura franchista, il castello venne restaurato nel 1976 per tornare a svolgere le funzioni di Museo della Storia della Città, dai primi abitanti fino al Medio Evo. Contiene anche una collezione di sculture classiche appartenute al cardinale Despuig.
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Grazie al parcheggio e alla strada costruita a fianco della fortezza, oggi accoglie molti visitatori e il suo cortile centrale viene spesso utilizzato per cerimonie pubbliche, spettacoli ed eventi culturali e, a partire dagli anni '90, anche matrimoni civili. Il castello sorge su una collina che si eleva di 112 metri sopra il livello del mare, conseguentemente la sua posizione troneggiante e il fatto che si può vederlo da qualsiasi punto della città, lo hanno fatto diventare uno dei simboli cittadini rivaleggiando in bellezza la grande Cattedrale di Santa Maria.

Nella foresta attorno al castello si trovano le stalle della polizia a cavallo municipale. Vi è anche una grande grotta che in passato è stata utilizzata come autorimessa municipale che si dice che sia collegata con la cattedrale di Palma. Inoltre vi si trova la cappella dedicata a Sant Alfonso Rodriguez, costruita alla fine dell'Ottocento.

Come arrivare e informazioni utili per la visita

Dal quartiere di El Terreno, si può giungere funo al castello grazie a un sentiero acciottolato detto Calle del Polvorin (Strada della Polveriera) costruito per portare gli obici dell'artiglieria al castello.

La seconda domenica dopo Pasqua, il Giorno dell'Angelo Custode, gli abitanti di Palma si trovano nel bosco per celebrare questa festività. Ultimamente si è investito molto per migliorare la visita al castello. Il Ministero della Cultura ha fornito i fondi per la completa elettrificazione della struttura e di recente sono stati aggiunti un visitor center, una nuova biglietteria, un servizio di audioguide e di visite guidate, una moderna cafeteria e negozi di souvenir.

Gli orari di apertura del castello variano in base alla stagione. Nel periodo estivo da aprile a settembre: lunedì dalle 8:30 alle 13:00, dal martedì al sabato dalle 8:30 alle 20:00, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 20:00. Nel periodo invernale da ottobre a marzo: lunedì dalle 8:30 alle 13:00, dal martedì al sabato dalle 8:30 alle 18:00, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 18:00.

Il biglietto d'ingresso costa 4€ a tariffa intera, 2€ a tariffa ridotta ed è gratuito per i bambini e per tutti di domenica.


 Pubblicato da il 10/04/2017 - 223 letture - ® Riproduzione vietata

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