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Cosa vedere e cosa visitare Villa Lante

Villa Lante, a Bagnaia vicino a Viterbo. Il giardino manieristico gioiello del Lazio

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Situata nel cuore della Tuscia, a pochi chilometri da Viterbo, la cittadina di Bagnaia custodisce all’interno dei suoi confini uno dei massimi capolavori di architettura del Cinquecento italiano. Stiamo parlando di Villa Lante, conosciuta, insieme al Parco dei Mostri di Bomarzo, come uno dei più importanti giardini manieristici all’italiana. La Villa, che porta le firme di personalità storiche del calibro del Giambologna e del Vignola, si è aggiudicata nel 2011, il titolo di “Parco più bello d’Italia” e il perché, non è affatto difficile da comprendere. Il maestoso cancello della Villa, apre a ben ventidue ettari di sofisticata bellezza, a partire dalle due palazzine di caccia fino ad arrivare ai giochi d’acqua, alle fontane e alla splendida natura del parco.

La storia di questo capolavoro all’italiana ha inizio nei primi anni del XVI secolo, quando il cardinale Raffaele Galeotti Sansoni Riario, che deteneva in quell’epoca la proprietà di Bagnaia, decise di far costruire un “barco”, ovvero un parco per la caccia. Il nipote del cardinale, Ottaviano Visconti, fece dunque costruire il parco e vi aggiunse, qualche anno dopo, il primo Casino di Caccia. Da lì in poi, la storia di questo straordinario giardino proseguì a ritmo di aggiunte ed ampliamenti, una fontana alla volta, una siepe alla volta, fino a diventare il complesso e variegato caleidoscopio di elementi di architettura e paesaggio che è al giorno d’oggi.

La vera svolta arrivò poi nel 1568, quando al possedimento del parco, subentrò il cardinale Giovanni Francesco Gambara da Brescia, una personalità ricca e sensibile all’arte che, secondo le fonti, affidò la costruzione e l’ampliamento del territorio a uno degli architetti più in voga dell’epoca, ovvero Jacopo Barozzi, detto “Il Vignola”. Nonostante la mancanza di documenti che testimonino con certezza questi fatti, la “paternità” di questa fase di costruzione di Villa Lante è attribuita proprio all’architetto emiliano, il quale probabilmente progettò il giardino e le due palazzine gemelle, a cominciare da quella già esistente, che venne terminata e nominata “Palazzina Gambara”. Alla morte del Vignola, che avvenne, in effetti, cinque anni prima della fine dei lavori sulla palazzina, a subentrare ai lavori fu Tommaso Ghinucci, lo stesso architetto che si occupò del grande piano regolatore per modificare la cittadina di Bagnaia.

Tra nuovi progetti e battute d’arresto, la costruzione del parco proseguì ed ebbe un’ulteriore svolta nel 1587, quando il cardinale Alessandro Damasceni Peretti fece costruire la palazzina gemella mancante, battezzata come “Palazzina Montalto”. Nel 1656 infine, la struttura fu concessa alla famiglia Lante della Rovere, che le diede il nome Villa Lante e che ne detenne la proprietà fino al 1971, anno in cui diventò patrimonio dello Stato Italiano.

Visitare Villa Lante è come addentrarsi in un mondo nuovo, dal sapore fortemente magico e suggestivo in cui tra querce, platani e giardini di camelie, il genio del Vignola e dell’esperto di idraulica Tommaso Ghinucci, è riuscito nell’intento di creare un luogo dove architettura e natura si fondono in perfetta armonia. Le due palazzine gemelle si pongono come quinte di un grande palcoscenico e sovrastano un giardino strutturato a pendio, composto da cinque eleganti terrazze unite da scale, che vanno a terminare il loro corso in un meraviglioso parterre, da cui si può ammirare la bellissima prospettiva del cosiddetto “teatro delle acque”.

Ognuna delle cinque terrazze, ospita piccole cascate e fontane in cui l’acqua defluisce seguendo la gravità del pendio e termina nel cosiddetto Quadrato. Tra le tante fontane, di particolare importanza sono: la Fontana dei Giganti, che simboleggia il Tevere e l’Arno, la Tavola del Cardinale, un grandioso tavolo in pietra con l’acqua a scorrere nel centro, dove il cardinal Gambara usava intrattenere gli ospiti con dei picnic e, infine, la Fontana dei Mori, ad opera del celebre Giambologna. La struttura, disposta nel cuore del complesso delle terrazze, raffigura quattro mori, a grandezza reale, disposti a quadrato intorno a due leoni nell’atto di tenere in alto il getto della fontana a forma di stella, ovvero lo stemma dei Montalto.
La grande bellezza di questo parco fa inoltre da cornice alle già citate palazzine gemelle, le quali non mancano di elementi di grande interesse dal punto di vista artistico e da quello architettonico.

Palazzina Gambara è, ad esempio, arricchita dai bellissimi dipinti manieristici della Scuola degli Zuccari e di Antonio Tempesti, raffigurante scene di caccia, mitologiche e religiose; mentre la Palazzina Montalto fa sfoggio, nei suoi interni, di decorazioni e dipinti di personalità quali Agostino Tassi, Giuseppe Cesari, conosciuto come il Cavalier d'Arpino e Orazio Gentileschi.
Villa Lante è, insomma, un vero e proprio patrimonio italiano, un tripudio di natura e architettura cinquecentesche situata a soli 4 km da Viterbo.

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Dove: Bagnaia Viterbo
Indirizzo: Via Jacopo Barozzi, 71
Tel. +39 0761 288008
email: pm-laz.villalante@beniculturali.it
Apertura: inverno 8:30 - 16:30 (da novembre a febbraio), marzo uscita ore 17:30 faprile fino al 15 uscita ore 18:30 dal a6 aprile al 15 settembre chiusura ore 19:30 e poi fino a fine ottobre chiusura alle 18:30
La villa resta chiusa ogni lunedì, il 1° gennaio, il 1° maggio e il giono di Natale

Biglietti: adulti 5 euro, ridotto euro 2,50. Gratis la prima domenica del mese
Sito ufficiale: www.polomusealelazio.beniculturali.it

Come arrivare
Per raggiungerla da Viterbo si consiglia di percorrere Piazzale Gramsci, Viale Trieste per 2 km e Viale Fiume per altri 2 km fino ad arrivare a Bagnaia. Una volta arrivati in Piazza XX Settembre, si percorre Via Jacopo Barozzi e dopo soli 200 metri si trova l’ingresso di Villa Lante.

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