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Cosa vedere e cosa visitare Palacio e Quinta da Regaleira

La Quinta da Regaleira a Sintra. La tenuta, il palazzo, i giardini, i pozzi e le grotte

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La Quinta da Regalaiera è una grandiosa tenuta composta da palazzo (Palacio da Regaleira o do Monteiro dos Milhoes), giardini e grotte, situata nel centro storico di Sintra, la città collinare a pochi kilometri da Lisbona dove la Famiglia Reale costruì la sua residenza estiva in virtù del clima più fresco. Il complesso è uno dei più significativi fra i diversi che fanno parte del centro storico di Sintra, inserito fin dal 1995 tra i siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

La documentazione storica relativa a questo terreno, prima dell'acquisto da parte di Carvalho Monteiro, è deficitaria. Si sa solo che nel 1697 José Leite era il proprietario di una vasta tenuta, intorno alla città di Sintra, di cui l'attuale Quinta faceva parte. Francisco Alberto Guimarães de Castro acquistò la proprietà (nota come Quinta da Torre o Quinta do Castro nel 1715), in un'asta pubblica e incanalò l'acqua dalle montagne al fine di alimentare una fonte. Nel 1830 la tenuta passò a Manual Bernardo e prese il nome attuale. Nel 1840, la Quinta da Regaleira venne acquisita dalla figlia di un mercante di Oporto, Allen, che in seguito ricevette il titolo di baronessa da Regaleira. A questo periodo risale la costruzione di una casa di campagna, visibile in alcune rappresentazioni iconografiche di fine XIX secolo.

La storia della Quinta da Regaleira come la conosciamo oggi inizia nel 1892, anno in cui i baroni di Regaleira vendono la proprietà al Dr. Antonio Augusto Carvalho Monteiro per 25 milioni di reis. Carvalho Monteiro era un entomologo ma anche un collezionista e bibliofilo con un debole per le opere del poeta Camoes. Nato in una ricchissima famiglia portoghese che aveva fatto fortuna a Rio de Janeiro, fortuna che lui aveva in seguito aumentato grazie al commercio di caffè e pietre preziose, rientrò in Portogallo con grandi disponibilità economiche e volle costruirsi una residenza adeguata. Diede incarico allo scenografo e architetto italiano Luigi Manini, che nel paese lusitano aveva guadagnato fama dopo aver progettato la residenza reale del Palazzo del Buçaco, di disegnare una residenza che non solo fosse bella e piacevole ma anche che riflettesse le concezioni del suo proprietario. I lavori vennero realizzati tra il 1904 e il 1910.

Nel 1942 la tenuta fu venduta a Waldemar Cisto d'Orey che diede inizio alle opere di restauro e, per non modificare l'aspetto originario, si limitò ad apportare solo le modifiche necessarie per accogliere la sua numerosa famiglia. Nel 1987 la Quinta da Regaleira venne acquisita dalla società giapponese Aoki Corporation che, non utilizzandola come residenza, la tenne chiusa al pubblico per 10 anni. Nel 1997, la città di Sintra ha acquisito questo prezioso patrimonio e subito dopo ha iniziato un recupero completo degli edifici e dei giardini. Da allora, la Quinta da Regaleira è aperto al pubblico e ospita varie attività culturali, tra cui la sede della Fondazione Cultursintra, che si occupa della conservazione e della promozione dei beni culturali della città.

L'eccezionalità del complesso è dovuta a due fattori: quello artistico, più immediato da cogliere, e quello simbolico, facilmente intuibile solo da chi era a conoscenza di determinate allegorie. Carvalho Monteiro, conservatore, monarchico e cristiano gnostico (cioè di quella corrente che credeva che la salvezza dell'anima - più che per grazia di Dio - dipendesse da una personale ricerca della verità), voleva realizzare un grande spazio in cui vivere circondato dai simboli che riflettevano i suoi interessi e la sua visione del mondo, oltre a voler resuscitare il passato più glorioso del Portogallo attraverso lo stile manuelino (il sontuoso stile tardo gotico tipico di questo paese nel primo decennio del XVI secolo) e il ricordo delle grandi scoperte geografiche dei navigatori lusitani.

La concezione religiosa del mondo che pervade questo complesso è quella del Cristianesimo escatologico, molto legato alla fine dei tempi e al destino ultimo dell'Umanità. Secondo i cristiani gnostici, alla fine dell'universo sarebbero sopravvissute solo le anime che avessero raggiunto un determinato grado di “illuminazione”. Un Cristianesimo imbevuto di ideali neotemplari, associato al culto dello Spirito Santo, che aveva una lunga tradizione in Portogallo. Non sono per niente casuali la Croce Templare in fondo al pozzo iniziatico, la Croce dell'Ordine di Cristo nel pavimento della cappella e tutte le altre che si trovano nel complesso. Il risultato della cooperazione tra l'architetto e il committente è un insieme straordinario, grondante di simbolismo esoterico ma che trasmette il concetto della fragilità dell'uomo al cospetto delle forze della natura, un'opera pienamente romantica che riflette lo spirito del primo decennio del secolo scorso.

Il Palazzo è l'edificio principale della tenuta e ha una facciata caratterizzata da balconi, porte, finestre, guglie, capitelli, doccioni e una torre ottagonale riccamente decorati con motivi a forma di radice, corde, nodi e perle opera dello scultore José da Fonseca, in cui è palese l'influenza dell'opulento stile manuelino. Il palazzo ha cinque piani. Al pianoterra vi sono salotti, le sale da pranzo, la sala del biliardo e altre stanze minori, oltre a molte scalinate. Fra questi ambienti spicca il Salone della Caccia, caratterizzato da un camino monumentale al cui centro risalta la figura di un cacciatore con il suo cane, colpito da due frecce, e dal soffitto a volte costolonate. Al primo piano vi sono le stanze da letto e gli spogliatoi, al secondo piano la camera da letto di Carvalho Monteiro e quelle della servitù femminile, mentre la servitù maschile era alloggiata al piano interrato. Al terzo piano alcune stanze minori e l'accesso al terrazzo. All'interno della torre ottagonale, un chiaro riferimento al mondo massonico, che attribuiva un significato speciale a questo numero, si trova la biblioteca e un laboratorio alchemico.

A poca distanza dal palazzo principale si erge la ornatissima Cappella della Trinità Santíssima, realizzata in stile manuelino con pietra bianca. All'interno, la testata è decorata con un mosaico dell'Incoronazione della Vergine, il cui abito riporta i colori bianco, rosso e blu, un chiaro riferimento all'alchemia. Le finestre hanno vetrate che rappresentano, tra le altre scene, la storia della Madre di Cristo. Secondo la leggenda, la costruzione della cappella si deve all'alcalde Don Fuas Roupinho che, nel 1182, stava inseguendo un cervo durante una battuta di caccia. Causa la nebbia e la concitazione nella fuga, il cervo non si avvide di una diga e vi saltò nell'abisso che questa nascondeva, facendo una brutta fine. Quando l'alcalde se ne avvide, pregò la Vergine di Nazareth perché riuscisse a fermare in tempo il cavallo, lanciato a tutta velocità all'inseguimento dell'animale, cosa che si realizzò sull'orlo del precipizio. Don Roupinho volle ringraziare la Vergine costruendo la cappella nel punto preciso in cui ebbe salva la vita. In un'altra vetrata è rappresentata la nascita di Cristo e in un'altra ancora una serie di Angeli attorno a un triangolo, la forma geometrica cara ai Templari. Nella cappella vi è un'inconsueta proliferazione di croci, tra cui spicca la Croce dell'Ordine di Cristo sul pavimento e rappresentata sopra una sfera. Si trovano anche croci orbicolari, un simbolo adottato dai Templari portoghesi.

I lussureggianti giardini di circa 4 ettari di estensione costituiscono una visita a sé stante, costellati come sono di continui riferimenti simbolici che lo rendono un luogo al contempo enigmatico e affascinante. Il bosco, più ordinato e curato nella parte più bassa e sempre più selvaggio man mano che si sale, riflette la credenza del proprietario nel primitivismo, la corrente culturale che demonizza l'eccessiva modernizzazione e auspica il ritorno a uno stile di vita più semplice. Il Patamar dos Deuses (Pianerottolo degli Dei), uno dei migliori esempi di utilizzo delle mitologia classica del parco, ospita dodici statue di cui nove raffiguranti divinità classiche come Mercurio e Venere, due chimere simboli di illusione e utopia e un leone, già presente nel parco ai tempi della baronessa di Regaleira ma lasciato da Carvalho Monteiro perché simbolo del sole nell'Alchimia aurea.
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Vi è poi l'Ingresso dei Guardiani, una struttura che pare una quinta sormontata da due torri e un gazebo centrale ma che in realtà è un piccolo anfiteatro con un'acustica ben studiata che faceva sì che la voce, attraverso un tunnel custodito da due lucertole o iguana aggrappati a una conchiglia, giungesse fino al Pozzo Iniziatico per poi essere propagata attraverso l'infinito dalla Terrazza dei Mondi Celestiali. I riferimenti sono continui, come la Panca 515, il cui numero equivale all'età dello Spirito Santo o la Torre da Regaleira, eretta per dare l'illusione di trovarsi al centro dell'asse terrestre. Vi sono poi le grotte, per visitare le quali si consiglia di dotarsi di una torica elettrica nonché di calzature adeguate vista l'umidità come la Grotta di Oriente, la Grotta dell'Acquario e la Grotta del Labirinto. Non mancano le fontane, come quella dell'Ibis, in stile egizio.

La costruzione che più rimane impressa ai visitatori però è un'altra. È il Pozzo Iniziatico, che alcuni chiamano anche Torre Invertita, una galleria sotterranea scavata verticalmente in cui ci si inabissa per nove piani – come i cerchi dell'Inferno, ma anche le sezioni del Purgatorio o i cieli del Paradiso nella Divina Commedia dell'Alighieri - attraverso una scala a chiocciola sostenuta da colonne intagliate. In fondo al pozzo, a 27 metri dalla luce, si trova una rosa dei venti sopra una croce templare, lo stemma araldico sia di Carvalho Monteiro che dell'Ordine Rosa Croce. L'aggettivo “iniziatico” non è casuale: si sa che è stato utilizzato nei rituali di iniziazione massonica. La terra è il grembo da cui nasce la vita ma anche il luogo dove torniamo una volta morti e il significato allegorico della risalita del pozzo è il passaggio dalla morte alla rinascita attraverso l'Illuminazione, comune a molte tradizioni ermetiche.

In un luogo come questo, dove tutto ha risvolti esoterici e nulla è stato lasciato al caso, non mancano i misteri. Uno di questi, relativo alle 23 nicchie situate sotto gli scalini è stato chiarito solo di recente, quando un professore ha capito che in realtà erano divisi in tre gruppi rispettivamente da 17, 1 e 5 nicchie, a formare il numero 1715 che è l'anno in cui la proprietà della Quinta da Regaleira venne acquistata all'asta. Il pozzo è collegato da numerose gallerie ad altri punti della tenuta, come l'Ingresso dei Guardiani, il Lago della Cascata e il Pozzo Imperfetto, profondo 10 metri. Questi tunnel, un tempo abitati da pipistrelli fuggiti a causa dei troppi turisti, sono rivestiti con la pietra importata della costa del mare della regione Peniche per suggerire un mondo sommerso.

Informazioni utili
Quinta da Regalaiera, 
R. Barbosa do Bocage 5,2710-567 Sintra,Portogallo
Orari: in estate (aprile-settembre) dalle 10 alle 20, ultimo ingresso alle 19
A febbraio, marzo e ottobre dalle 10 alle 18:30 (ultimo ingresso alle 18)
Gli altri mesi dalle 10 alle 17:30 (ultimo ingresso alle 17)
Ingresso: adulti 6 euro, studenti 4 euro, bambini 9-14 anni 3 euro, gratis dagli 0 agli 8 anni
Sito ufficiale: www.cultursintra.pt/Default.aspx

 Pubblicato da il 05/08/2016 - 9.471 letture - ® Riproduzione vietata

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