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Cosa vedere e cosa visitare Isola dei Pescatori

L'Isola dei Pescatori, l'antico borgo delle Borromee sul Lago Maggiore

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Le isole facenti parte dell’arcipelago delle Borromee sul Lago Maggiore (come l'Isola Bella e l'Isola Madre)  assurgono quasi tutte a luoghi dal forte magnetismo turistico, ideali per la villeggiatura ma improprie per il duraturo soggiorno. Quel “quasi” si riferisce all’unica eccezione rappresentata dall’Isola dei Pescatori (detta anche Superiore), la sola stabilmente abitata – si contano 57 anime - poiché costituente un borgo le cui case caratteristiche ravvivano e diversificano il corpus urbano con i loro lunghi balconi utilizzati dagli autoctoni per essiccare il pesce prima di cucinarlo (siamo nel territorio lacustre degli agoni, prelibatezze ittiche che esigono, appunto, l’essiccazione prima della preparazione in cucina).

La parte isolana edificata si contraddistingue soprattutto per la presenza di una graziosa piazzetta, vicoli angusti, il lungolago e la via principale che la rendono percorribile interamente a piedi, un fatto molto positivo soprattutto in ottica ambiente, fattore assolutamente a vantaggio del turismo ma ancor più del benessere dei residenti.

Questa esigua porzione di terra risulta abitata da oltre 700 anni, e ciò si spiega per l’estrema vivibilità e l’aria salutare derivante dal particolare ecosistema creatosi nel tempo, con un neo che, a ogni modo, non inficia l’armonia generale: è il fenomeno dell’acqua alta, che si riacutizza ogni qual volta insistano le precipitazioni, così da provocare parziali allagamenti delle rive ma non tali da intaccare le costruzioni abitative, saggiamente concepite con gli ingressi posti all’interno dell’isola proprio per prevenire l’invasione idrica.

Questa smagliatura climatica è latente soltanto nelle stagioni fredde ed è una fortuna non indifferente, considerando che in primavera ed estate sono i turisti a far capolino con la loro voglia di camminare, acquistare oggettistica d’artigianato locale e souvenir, riservandosi il privilegio di assistere a Ferragosto alla processione serale della statua dell’Assunta, che solca il lago a bordo di una barca illuminata girando per l’arcipelago, accompagnata da una suggestiva coreografia di altre imbarcazioni. A San Vittore è dedicata l’omonima chiesa, dapprima una cappella risalente all’XI secolo, ampliata in stile gotico durante il Rinascimento fino a diventare, nel 1627, una vera e propria parrocchia, pregevole per gli affreschi cinquecenteschi custoditi al suo interno insieme all’altare maggiore seicentesco, che annovera i quattro busti dei vescovi Sant’Ambrogio, San Gaudenzio, San Francesco di Sales e San Carlo Borromeo.

... Pagina 2/2 ... Le attività prevalenti sull’isola sono il turismo e la pesca, quest’ultima introdotta in loco dai primissimi abitanti, che si fregiano di aver dato il nome alla loro terra, appunto Isola dei Pescatori, mai smentito. Non solo lavoro, reti e pesate, ma anche del doveroso svago allenta pensieri, un concentrato di feste, tradizioni e sano folklore legati a stretto filo con la voglia di divertimento e la buona tavola. A Carnevale, per esempio, una lunghissima tavolata campeggia sulla riva, consesso paesano dove ci si ritrova in compagnia per gustare una corposa polenta e dell’ottimo vino di cui i bicchieri risultano essere pieni per tutta la durata della rustica reunion.

Più arcaica la tradizione confluente nella vigilia dell’Epifania, quando la sera i giovani fanciulli si concentrano per svegliare la Befana con la “carga vergia”, una corda fatta di oggetti come lattine, barattoli, marmitte e coperchi, trascinata al solo scopo di fare un gran chiasso e scombussolare il sonno della vegliarda, di certo pronta a dispensare calze colme di carbone. Lo sport di maggiore affezione si pratica con le bocce, per cui a concludere la settimana di Ferragosto è previsto un grande torneo al quale gli autoctoni partecipano sempre molto volentieri.

Raggiungere l’isola non presenta alcuna difficoltà in quanto sono attivi numerosi battelli di linea della NLM – Navigazione Lago Maggiore, le cui corse s’intensificano anche con il calare della sera specialmente in estate e collateralmente ai tracciati compiuti da motoscafi e aliscafi. In auto da Milano, occorre imboccare l’autostrada A8 che si congiunge alla A26 in direzione Gravellona Toce, mentre da Torino la prima da percorrere è la A4. Le linee ferroviarie fermano a Stresa, distante ca. 2 km dall’imbarcadero di Carciano. Per chi arriva in aereo, l’aeroporto più vicino è Milano Malpensa, lontano da Stresa 35 km, una distanza bissabile tranquillamente prenotando il servizio navetta Alibus.

 Pubblicato da il 02/08/2016 - 723 letture - ® Riproduzione vietata

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