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Il Duomo di Salisburgo la cattedrale barocca dove venne battezzato Mozart

Nata nel ‘600 dalla fantasia di uno spregiudicato arcivescovo e dal genio di un architetto allievo del Palladio, Salisburgo è a prima sensazione una scintillante città salotto che conserva un autentico e affascinante patrimonio storico e culturale.

Se sul capoluogo del Salisburghese veglia la poderosa fortezza di Hohensalzburg, al centro della città vecchia svetta l’imponente Salzburg Dom, la cattedrale di Santino Solari attorno alla quale si stendono la raccolta Domplatz e la Residenplatz.

Proprio la parte meridionale della Residenplatz è dominata dal duomo eretto nel 774, ricostruito una prima volta nel XII° secolo e nelle sue forme attuali fra il 1614 e 1628 dall’architetto toscano che utilizzò la pietra grigio scura del Monchsberg, la montagna di Salisburgo che si innalza a 540 metri. Primo esempio di architettura sacra decisamente italiana a nord delle Alpi, negli anni fra il 1652 e il 1657 al Salzburger Dom furono aggiunte due torri alte 79 metri. Il portone frontale con quattro enormi statue in marmo chiaro guarda verso la piazza della cattedrale: all’esterno sono raffigurati i patroni Ruperto e Virgilio e all’interno Pietro e Paolo.

La prima costruzione fu fatta erigere dal vescovo Virgilio nel 767-774 mentre alla fine del XII° secolo fu sostituita da una basilica romanica a cinque navate che nel 1598 venne distrutta da un incendio. Il terzo e odierno edificio religioso fu gravemente danneggiato dalle bombe del 1944 e poi restaurata nel 1959. I tre pesanti portoni in bronzo con emblemi della fede (a sinistra), dell’amore (al centro) e della speranza (a destra) di Toni Schneider-Manzell, Giacomo Manzù e Ewald Mataré furono aggiunti nel 1957-1958.

L’interno del duomo può ospitare sino a 10 mila persone. A sinistra dell’ingresso, nella prima cappella laterale, si trova il fonte battesimale (con cui venne anche battezzato Wolfgang Amadeus Mozart) proveniente ancora dall’edificio romanico con leoni del XII° secolo. Sull’altar maggiore del 1628, interamente in marmo, si trova la Resurrezione di Cristo dipinta intorno al 1628 da Arsenio Mascagni, lo stesso autore che, assieme ad alcuni allievi, realizzò gli affreschi sulle campate del soffitto che si presentano con ricchi decori a stucco. Il pulpito bronzeo alla terza colonna a destra è sempre a firma di Schneider-Manzell (1959). Il grande organo ha invece una bella facciata datata 1703. Una curiosità: all'interno del Duomo si trovano altri sei organi, di dimensioni inferiori, ma ciascuno con delle timbriche particolari.Vengono per tanto organizzati dei concerti a pagamento con pezzi di vario genere suonati nei sette organi della chiesa, eventi davvero particolari e da non perdere per gli appassionati di musica sacra.

Sotto la crociera, al centro delle fondamenta dell’edificio medievale, si trova una moderna cripta che accoglie tombe di arcivescovi mentre i loro epitaffi sono all’interno della cattedrale. Costruita in stile romanico e risalente al progetto del primo duomo, la cripta accoglie salme di arcivescovi sigillate da lastre di marmo rosa su cui è impresso il loro nome e lo stemma arcivescovile.

La storia della cattedrale di Salisburgo vanta però anche un triste primato, ben 6 incendi scoppiati fra il 1127 e il 1944 fra cui quello del 1313 che sprigionò talmente tanto calore da fondere le campane del duomo e l’ultimo dovuto ad una bomba americana che colpì l’edificio facendone crollare interamente la cupola.

Fra le curiosità che riguardano il Dom vi sono le date delle tre consacrazioni (774, 1628 e 1959) impresse sui cancelli d’ingresso della cattedrale. Dedicata ai santi Pietro, Paolo, Ruperto e Virgilio, vicino ad ognuna delle statue vi è rappresentato un carrello che riporduce quelli utilizzati un tempo per trasportare il sale, fonte di ricchezza da cui deriva anche il nome della stessa città di Salisburgo.

Da visitare è anche il museo del Salzburger Dom (o Dommuseum zu Salzburg) che contiene pregevoli oggetti liturgici e opere del tesoro degli arcivescovi, dalla carolingia croce di San Ruperto del VIII° secolo a sculture e dipinti gotici sino a un ostensorio del 1697. Situato nelle gallerie del duomo, il museo è ospitato in alcune sale che già di per se presentano al pubblico dettagli da non perdere, fra cui arredi in stile barocco e un’impagabile vista sulla città, raccontando una storia artistica lunga 1300 anni.

O ovest della cattedrale la Domplatz, collegata tramite passaggi ad archi con la Residenza e la chiesa di San Pietro, è adorna della colonna di Maria del 1771. Dal 1920, durante il festival di Salisburgo vi ha luogo la rappresentazione del dramma teatrale di Hugo von Hofmannsthal del 1911 dal titolo “Jedermann, das Spiel von Sterben des reichen Mannes” (Ognuno, il dramma della morte del riccio. Dirigendosi a sud del duomo si può invece ammirare il Kapitelschwemme, splendido abbeveratoio per cavalli realizzato in marmo bianco nel 1732 con un gruppo rappresentante Nettuno.

Il Salzburger Dom è aperto al pubblico nei seguenti orari: gennaio, febbraio e novembre dal lunedì al sabato 8-17, domenica e giorni feriali 13-17; marzo, aprile, ottobre e dicembre dal lunedì al sabato 8-18, domenica e feriali 13-18; da maggio a settembre sempre dal lunedì al sabato 9-19, domenica e feriali 13-19. Durante le funzioni liturgiche non è possibile visitare la cattedrale. Ingresso libero con offerta.

Nel DomQuartier (Residenplatz 1/Domplatz 1°) il museo del duomo, aperto tutti i giorni tranne il martedì, è visitabile dalle 10 alle 17 (a luglio e agosto sempre aperto e con orario prolungato il mercoledì dalle 10 alle 20). Tariffe d’ingresso: adulti 10 Euro, ridotti 8 Euro, bambini da 0 a 6 anni gratis, famiglie 22 Euro. Gratuità completa per disabili e accompagnatori, guide turistiche, giornalisti e possessori della Salzburg Card. Per informazioni sull’antica collezione di oggetti sacri http://www.domquartier.at

Sito ufficiale http://www.salzburg-dom.at

 Pubblicato da il 29/10/2015 - 2.362 letture - ® Riproduzione vietata

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