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Namche Bazar (Namche Bazaar), il villaggio ai piedi dell'Himalaya (Nepal)

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Non c’è modo migliore per sentirsi, allo stesso tempo, smisuratamente grandi e incredibilmente piccoli. Sulle montagne imponenti del Nepal è questa la sensazione: sembra di sfiorare il cielo e abbracciare il mondo con un solo gesto, ma ci si accorge anche di quanto vertiginose siano le meraviglie della natura, di quanto sia vasto il pianeta che credevamo di conoscere. Namche Bazar (o Namche Bazaar) è in una posizione talmente spettacolare che le sue case, i suoi negozi e le sue strade passano in secondo piano rispetto a tutto il contorno: nel Nepal sud-orientale, nella zona amministrativa di Sagarmatha, il villaggio ai piedi dell’Himalaya se ne sta a quota 3.440 metri.

Non sono molti gli impavidi che scelgono di abitare questo villaggio: attualmente la popolazione è stimata intorno alle 800 anime, in diminuzione rispetto al passato, mentre sono in aumento gli avventurieri che scelgono di sfidare l’altitudine alla ricerca di una vacanza fuori dal comune. Namche Bazar è stata dichiarata da Bootsnal.com la più bella città d’alta quota del pianeta, e nonostante l’aspetto selvaggio e la collocazione a dir poco magica, apparentemente lontanissima dal resto del mondo, è una delle poche della zona in cui si può accedere a internet e si usufruisce dei collegamenti telefonici.

Incastonata all’incrocio tra innumerevoli percorsi naturalistici, la cittadina è una tappa immancabile per gli escursionisti che hanno intenzione di conquistare la cima dell’Everest, ma è anche il polo commerciale più importante della regione del Khumbu e la sede del Parco Nazionale di Sagarmatha, che include molte delle cime Himalayane più famose. Proprio dalla sede del Parco, a due passi dal cuore del villaggio, si apprezza una vista magnifica su vette spettacolari, come l’Everest, il Lhotse, il Thamserku e l’Ama Dablam.

A giustificare il soggiorno a Namche Bazar non è solo la sua innegabile bellezza: spesso si tratta di vera e propria necessità, infatti non è semplice acclimatarsi in una zona cosa aspra, ad altissima quota, e sentirsi a proprio agio con un’aria così rarefatta, povera di ossigeno. Trascorrere una notte o più nel villaggio è caldamente consigliato prima di avventurarsi in scalate estreme, senza contare che i negozi e i locali caratteristici rendono la sosta decisamente gradevole.

Benchè il paesaggio rapisca lo sguardo e le attenzioni di tutti gli ospiti, vale la pena di vedere anche altre attrazioni e visitare i musei del borgo. Il Centro Visitatori del Parco Nazionale fornisce interessanti informazioni sulla vita selvatica del territorio e mette in mostra una bella collezione di fotografie, mentre il museo della vita degli Sherpa, situato sopra al villaggio, introduce i meno esperti alla cultura affascinante degli Sherpa e alla conoscenza della fauna e della flora locali.
Appassionante anche il museo delle piante medicinali e della medicina naturale tibetana, annesso a una piccola clinica, e la libreria di Namche, con una buona selezione di libri inglesi.
... Pagina 2/2 ...Infine vale la pensa di vedere il Monastero buddista di Namche, situato sul lato occidentale del villaggio, che con il suo grazioso cortile, gli affreschi e le linee architettoniche leggere contribuisce ad accentuare la sacralità del luogo, complice il paesaggio mozzafiato e il cielo mutevole del Nepal.

Chi teme la noia e l’isolamento non deve avere paura: a Namche Bazar tutto è talmente sorprendente che non c’è tempo per annoiarsi, e un po’ di vivacità è garantita dal mercatino settimanale che si raccoglie nel borgo ogni sabato mattina. Per l’occasione tutti gli Sherpa dei paesini vicini portano i loro prodotti agricoli, ma anche oggetti artigianali interessanti per i visitatori, e soprattutto creano un’atmosfera estremamente pittoresca e suggestiva. Accanto all’area del mercato c’è la zona di parcheggio per gli yak, gli animali da soma e da trasporto tipici di questo paese. Inoltre in giugno si svolge a Namche Bazar il Dumjee Festival, una celebrazione religiosa che consiste nella riunione delle famiglie locali per banchettare insieme ma anche in cerimonie sacre tenute nel monastero.

Come è facile immaginare, il clima della zona non è propriamente dolce. Gli inverni sono rigidi e secchi, mentre le estati, benché piuttosto calde, si rivelano molto nebbiose, e talvolta nella stagione calda le sagome delle montagne vicine spariscono dalla visuale, inghiottite da una coltre densa. Il periodo migliore per visitare la zona va dalla metà di settembre alla metà di novembre, quando non è ancora troppo freddo e l’aria è già cristallina. Anche la primavera è una buona scelta, grazie alla fioritura splendida di fiori di vario tipo sulla superficie delle montagne. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -8°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si va dagli 8°C ai 16°C. Le precipitazioni si concentrano tra giugno e settembre, e in particolare in luglio e agosto superano i 150 mm medi di pioggia, sino a un picco massimo di 240 mm.

A breve distanza da Namche Bazar, proprio sulla collina di fronte al villaggio, sorge l’aeroporto di Syanboche, a un’altitudine di 3,750 metri, utilizzato soprattutto al mattino quando le condizioni atmosferiche sono più stabili. Da Lukla si può raggiungere Namche attraverso un percorso di trekking appassionante, ma è meglio evitarlo se ancora non si è esperti di escursionismo ad alta quota: per chi è allenato è sufficiente un giorno intero di cammino.

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